Separazione e Divorzio

Ridurre l'assegno di mantenimento per figlio dopo la perdita del lavoro: si può?

Utente_Verona_7450 · 0 visualizzazioni

Ho bisogno di un avvocato civilista che mi dia dei consigli su come ridurre l'assegno di mantenimento per mio figlio perchè sono disoccupato da un mese e più e ciò nonostante verso i 250 euro stabiliti in sentenza al mio Ale ma le mie risorse economiche si stanno esaurendo e ho affitto bollette e spesa ogni mese per fortuna al 50 per cento con la mia compagnia. A casa mia vive Alessandro con Sabrina la mia ex e lei lavora full time. Ale ha 12

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

Sì, la disoccupazione è una causa sopravvenuta che consente di chiedere al tribunale la revisione dell'assegno di mantenimento stabilito in sentenza. Non puoi smettere di pagare autonomamente, ma puoi presentare una domanda di modifica delle condizioni al giudice.

Quadro normativo

Il riferimento è l'art. 337-quinquies del Codice Civile, che permette a ciascun genitore di chiedere la revisione dei provvedimenti riguardanti il mantenimento dei figli quando sopravvengono "giustificati motivi". La giurisprudenza riconosce pacificamente la perdita del lavoro come giustificato motivo, purché involontaria e documentata. Il giudice competente è il Tribunale Ordinario (sezione famiglia) che ha emesso la sentenza originaria — nel tuo caso, il Tribunale di Verona.

Come funziona in pratica

  • Ricorso per modifica delle condizioni: si deposita un ricorso al tribunale che ha emesso la sentenza, indicando il cambiamento della situazione economica
  • Documentazione necessaria: stato di disoccupazione (lettera di licenziamento o comunicazione INPS), estratti conto recenti, contratto di affitto, spese fisse documentate, ultima dichiarazione dei redditi
  • Valutazione comparativa: il giudice confronta la situazione economica di entrambi i genitori — il fatto che la tua ex lavori full time è un elemento rilevante a tuo favore
  • Provvedimento provvisorio: puoi chiedere contestualmente un provvedimento urgente che riduca temporaneamente l'assegno già durante il procedimento, se la situazione è critica
  • Tempi: i procedimenti di modifica durano in media 6-12 mesi, ma il provvedimento provvisorio può arrivare in poche settimane
  • Continuare a pagare: fino alla decisione del giudice, l'obbligo di €250 mensili rimane in vigore; sospenderlo unilateralmente espone al reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare (art. 570 c.p.)

Cosa conviene fare

  • Non smettere di pagare anche se in difficoltà: accumula gli arretrati e rischi conseguenze penali
  • Consulta subito un avvocato specializzato in diritto di famiglia: il ricorso deve essere ben motivato e documentato per ottenere la riduzione
  • Raccogli tutta la documentazione economica già ora: ISEE aggiornato, CU, estratti conto degli ultimi 3 mesi, spese mensili fisse
  • Verifica se hai diritto al patrocinio a spese dello Stato: con un reddito sotto soglia (circa €11.746 annui) il procedimento può essere gratuito
  • Considera una proposta stragiudiziale: se il rapporto con la tua ex lo consente, un accordo modificativo omologato dal giudice è più rapido e meno costoso del contenzioso

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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