Divorzio e riduzione assegno mantenimento figli: come procedere?
Utente_firenze_5177 · 1 visualizzazioni
Sono un padre separato consensualmente il 31 di ottobre. Sto aspettando omologa dal tribunale. Non sono soddisfatto del mio avvocato che non è specializzato sui divorzi. Ho tre figli minori affidati al 50% (15 giorni al mese) e residenti con me. Per ora verso regolarmente un assegno di mantenimento per i figli pari a 600 euro. Vorrei arrivare prima possibile al divorzio giudiziale riducendo più possibile l'assegno in quanto la madre ha una casa di proprietà, guadagnava e guadagna tutt'ora con lavori in nero oltre ad un'attività part-time. Grazie.
Risposta diretta
Con la separazione consensuale omologata, puoi richiedere il divorzio già dopo 6 mesi dalla data di comparizione davanti al presidente del tribunale (non dall'omologa). Parallelamente, puoi chiedere la revisione delle condizioni economiche se la situazione è cambiata o se vi sono elementi non adeguatamente considerati in sede di separazione.
Quadro normativo
Il riferimento principale è la Legge 55/2015 (cosiddetta "legge sul divorzio breve"), che ha ridotto i tempi da 3 anni a 6 mesi per la separazione consensuale. La revisione dell'assegno di mantenimento è disciplinata dall'art. 337-ter del Codice Civile, che impone al giudice di valutare le risorse economiche di entrambi i genitori, incluse quelle accertabili anche indirettamente. In caso di affido condiviso paritetico (50/50), la giurisprudenza più recente tende a ridurre o azzerare l'assegno quando i tempi di permanenza sono effettivamente equivalenti e i redditi sono comparabili.
Come funziona in pratica
- Divorzio giudiziale: se la controparte non collabora per un divorzio congiunto, si propone ricorso unilaterale al Tribunale di Firenze; i tempi variano ma il procedimento è autonomo dall'omologa della separazione
- Riduzione del mantenimento: per ottenerla devi dimostrare al giudice le reali capacità economiche della madre — il lavoro in nero può essere provato tramite indagini patrimoniali, testimonianze, estratti conto, movimenti bancari o istanza al giudice per accertamenti fiscali
- Affido paritetico e residenza: il fatto che i figli siano residenti da te è un elemento rilevante; con tempi di permanenza effettivamente al 50%, il giudice può disporre che ciascun genitore provveda direttamente alle spese ordinarie nel proprio periodo
- Casa di proprietà della madre: costituisce un elemento patrimoniale che il giudice valuta nel computo delle risorse complessive
- Spese straordinarie: anche la ripartizione delle spese straordinarie (scolastiche, mediche, sportive) può essere rinegoziata in sede di divorzio
Cosa conviene fare
- Cambia avvocato con esperienza specifica in diritto di famiglia: la tua situazione richiede una strategia processuale mirata, non una gestione generica
- Raccogli fin da subito prove documentali del lavoro della madre (annunci, pagamenti ricevuti, dichiarazioni di terzi) per sostenere la richiesta di riduzione
- Chiedi al nuovo avvocato di depositare subito il ricorso per divorzio se sono già trascorsi 6 mesi dalla comparizione in tribunale
- Valuta se chiedere anche la modifica delle condizioni di separazione in via autonoma, senza attendere il divorzio, se la situazione economica è urgente
- Conserva tutta la documentazione relativa alle spese sostenute per i figli durante i tuoi 15 giorni mensili: sono elementi utili per dimostrare il tuo contributo effettivo
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
Hai un'altra domanda?
Hai bisogno di un avvocato?
Invia il tuo caso — ti assegniamo un avvocato specializzato nella tua zona.