Divorzio con casa in comune: quanto costa e come si trasferisce l'immobile?
Utente_osio_1830 · 1 visualizzazioni
! mi chiamo [utente]. Mi sono separata a ottobre dell'anno scorso. Io ed il mio ex non abbiamo figli. Volevo fare il divorzio amichevole in comune ma il mio ex si rifiuta. Noi abbiamo una casa in comune (50% ciascuno). Secondo lui, per evitare di pagare il notaio per trasferire la casa al 100% al suo nome, dobbiamo fare il divorzio al tribunale. Così, lui mi pagherà il dovuto e io gli concedo la mia parte senza dovere pagare tasse e notaio. Io non vivo in Italia più però sarò disponibile a venire quando necessario. Noi abbiamo concordato che lui mi dovrebbe pagare euro per la mia parte, dal quale mi ha già versato 3000 euro. È vero che non abbiamo firmato nulla e le parole nn scritte sono solo parole. Lui ci vive nella nostra casa e paga il mutuo. Vorrei sapere quanto custa per fare tutto questo, cioè chiedergli il divorzio.
Risposta diretta
Il tuo ex ha ragione su un punto fondamentale: includere il trasferimento della tua quota di casa nel divorzio giudiziale consensuale permette di beneficiare delle esenzioni fiscali previste dalla legge, evitando le imposte notarili ordinarie. Puoi procedere già da ora, poiché i 6 mesi di separazione richiesti dal divorzio breve (Legge 55/2015) sono già trascorsi da ottobre 2025.
Quadro normativo
La base legale è duplice
- Legge 55/2015 (divorzio breve): consente di chiedere il divorzio dopo soli 6 mesi dalla separazione consensuale (12 mesi se la separazione era giudiziale).
- Art. 19 della Legge 74/1987: tutti gli atti e i trasferimenti immobiliari eseguiti nell'ambito del procedimento di divorzio sono esenti da imposte di bollo, registro, ipotecarie e catastali. Questo è il vantaggio fiscale a cui si riferisce il tuo ex: la sentenza o il decreto del giudice sostituisce l'atto notarile, azzerando quei costi.
Come funziona in pratica
- Il divorzio congiunto in tribunale richiede che entrambe le parti siano rappresentate ciascuna dal proprio avvocato oppure, in alternativa, da un avvocato condiviso se non ci sono conflitti di interesse.
- I costi principali sono: contributo unificato (circa €98 di spese di giustizia) + onorari degli avvocati (variabili, in media €1.500–3.500 a testa per una pratica semplice senza figli).
- Poiché non risiedi in Italia, puoi conferire una procura speciale al tuo avvocato davanti a un notaio o console italiano all'estero, così non sarà necessario tornare fisicamente per ogni udienza.
- Il trasferimento della tua quota immobiliare viene inserito direttamente nell'accordo di divorzio, che il giudice omologa: nessun atto notarile separato, nessuna tassa di trasferimento.
- I €3.000 già ricevuti devono essere menzionati e formalizzati nell'accordo.
Cosa conviene fare
- Metti tutto per iscritto subito: l'accordo verbale sul prezzo della tua quota non ha valore legale; fai redigere una scrittura privata preliminare con il totale concordato, la somma già versata e i termini del saldo.
- Scegli un avvocato di fiducia tuo — non condividere lo stesso avvocato del tuo ex, poiché hai interessi patrimoniali contrapposti (il prezzo della quota è una trattativa).
- Verifica il valore di mercato della tua quota prima di firmare qualsiasi accordo: fai fare una stima da un perito o agente immobiliare indipendente.
- Specifica nell'accordo che il saldo del prezzo avviene contestualmente al decreto di omologa o alla sentenza, non in un momento successivo, per tutelarti.
- Procura speciale notarile all'estero: contatta il consolato italiano nel paese in cui vivi per sapere come autenticarla, così potrai seguire tutto da remoto.
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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