Separazione e Divorzio

Divorzio senza consenso del coniuge: si può procedere ugualmente?

Utente_sesto_1064 · 1 visualizzazioni

Mi sono sposata in Italia nel 2010 con un cittadino peruviano (nel marzo 2016 ha ottenuto la cittadinanza italiana). Ci siamo separati presso il Comune di Sesto San Giovanni nel giugno 2016. Mio marito lavorato e non ha mai contribuito alle spese di casa. Per tutti questi anni ho continuato a mantenerlo con la mia pensione. (attualmente io ho 68 anni e mio marito 58) Per dargli la possibilità di lavorare (è architetto anche se non ha mai dato la tesi) ci siamo trasferiti in Perù dove siamo rimasti 3 anni, ma anche lì non ha mai fatto praticamente niente. Ora sono veramente stanca di tutto questo e anche la mia salute psichica stava degenerando e pertanto ho preso la decisione di divorziare. (Ancora abitiamo sotto lo stesso tetto e ancora io provvedo a tutto. Mio marito nero con sostituzioni di portierato) Non abbiamo figli in comune e neanche proprietà. Mio marito il divorzio consensuale per non essere complice di una procedura di scioglimento del matrimonio in quanto contraria alla legge di Dio e non vuole essere condannato all' inferno.

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

Sì, può divorziare anche senza il consenso di suo marito. In Italia il divorzio unilaterale (o contenzioso) è pienamente ammesso dalla legge: il rifiuto del coniuge per motivi religiosi non impedisce in alcun modo lo scioglimento del matrimonio.

Quadro normativo

Il riferimento principale è la Legge 898/1970 (legge sul divorzio), modificata dalla Legge 55/2015 che ha ridotto i tempi di attesa. Dopo una separazione consensuale — come quella effettuata nel 2016 davanti all'ufficiale di stato civile di Sesto San Giovanni ai sensi del D.L. 132/2014 — è sufficiente che siano trascorsi 6 mesi dalla separazione per poter chiedere il divorzio. Nel suo caso, la separazione risale a giugno 2016: i termini sono ampiamente decorsi e non vi è alcun ostacolo procedurale.

Come funziona in pratica

  • Il divorzio contenzioso si avvia con un ricorso al Tribunale competente (nel suo caso, il Tribunale di Monza, che copre Sesto San Giovanni)
  • Il giudice fissa un'udienza presidenziale in cui entrambi i coniugi compaiono; il rifiuto del marito non blocca il procedimento
  • Il Tribunale verificherà la sussistenza dei presupposti (separazione da almeno 6 mesi) e pronuncerà lo scioglimento del matrimonio
  • Assenza di figli comuni e di proprietà condivise semplifica notevolmente la procedura
  • Attenzione all'assegno divorzile: il marito, pur avendo sempre lavorato in nero senza contribuire, potrebbe formalmente richiederlo adducendo disparità economica. Tuttavia, il giudice valuta anche le responsabilità nella crisi coniugale e la capacità lavorativa del richiedente (lui è architetto)

Cosa conviene fare

  • Affidarsi subito a un avvocato specializzato in diritto di famiglia per presentare il ricorso: il patrocinio è obbligatorio nel divorzio contenzioso
  • Raccogliere documentazione sulle spese sostenute negli anni (estratti conto, pagamenti utenze, ecc.) per dimostrare il suo contributo economico e l'inerzia del marito
  • Segnalare all'avvocato che il marito lavora in nero: questa circostanza è rilevante per escludere o ridurre un eventuale assegno divorzile a suo favore
  • Valutare se sia possibile, nel frattempo, richiedere la separazione degli spazi abitativi se la convivenza forzata sta compromettendo la sua salute psichica
  • Considerare che, in presenza di accordo, esisterebbe anche la strada più rapida della negoziazione assistita, ma essendo il marito contrario, il percorso giudiziale è l'unica via percorribile

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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