Separazione e divisione debiti coniugali: come tutelarsi se il marito non rispetta gli accordi?
Utente_nerviano_1362 · 1 visualizzazioni
Io e mio marito nel 2011 e dopo circa un anno e mezzo ho trovato delle conversazioni su Facebook dove lui non solo sminuisce me per arrivare insistentemente alla persona dei messaggi, inoltre ammette il tradimento nei miei confronti. Questo ha provocato mancanza di fiducia e di conseguenza la fine del nostro rapporto. (Tutto questo a gennaio 2013) Nel frattempo lui a marzo ritorna a casa con la madre e io decido di ritornare alla mia città originale (Palermo). Così a fine aprile del 2013 stabiliamo in una scrittura esclusivamente tra noi due come avremmo dovuto agire nella maniera migliore, stabilendo la divisione dei beni materiali e il pagamento dei debiti contratti per il nostro matrimonio e arredare casa. Lui non è mai venuto in contro ai doveri presi e non abbiamo mai trovato un successivo accordo. Nel 2014 ho cercato di intraprendere la strada giudiziale per la separazione ma risultata impossibile da Palermo dato le procedure che devono essere seguite da un legale possibilmente sul milanese La situazione viene interrotta e di fatto avviamo la separazione in comune dato che non ci sono figli a carico, ma anche in questo caso avvenuto tra febbraio e marzo 2017 il mio ex coniuge non è stato per nulla disponibile a trovare un compromesso. La mia volontà è che lui paghi la metà dei debiti con me contratto e che rispetti gli accordi presi, non intendo dunque arrivare al divorzio senza una adeguata forma di tutela per me e un rimborso diviso in parti uguali di ciò che fino ad oggi ho pagato da sola Adesso io non vivo più in Lombardi ed ovviamente richiedo che lui si prenda carico di queste spese extra per voli, hotel, vitto spese di trasporto, perdita di giornate lavorative e permanenza fuori da dove attualmente risiedo tuttocio dato che la fine del nostro matrimonio è stata a causa sua Quale sarebbe la via migliore da seguire se io con questa persona non riesco a dialogare inoltre coinvolge sempre terze persone come le nostre rispettive madri o la sua compagna o il mio compagno che nulla sapente della mia relazione passata si trova in mezzo a delle conversazioni su Facebook anch’esse e che sfociando in una telefonata istiga il mio compagno e gli da dell’imbecille perché parla a favore mio. Inoltre le istigazioni e i paragoni poco educati e gli insulti sono stati rivolti anche a me direttamente Alla luce di tutto ciò per favore aspetto il consiglio migliore per riuscire a recuperare tutto ciò che mi spetta
Risposta diretta
La situazione che descrivi richiede di procedere con una separazione giudiziale con richiesta di addebito al marito, che permette di far valere in sede legale sia la sua infedeltà che il mancato rispetto degli accordi sui debiti coniugali.
Quadro normativo
Diversi strumenti legali si applicano al tuo caso
- Art. 151 c.c. — consente di richiedere l'addebito della separazione al coniuge responsabile dell'intollerabilità della convivenza (tra cui l'infedeltà, provata anche con messaggi Facebook)
- Art. 143 c.c. — stabilisce l'obbligo reciproco di fedeltà e contribuzione ai bisogni della famiglia
- Art. 2702 c.c. — la scrittura privata firmata da entrambi ha valore di prova tra le parti e può essere utilizzata in giudizio per dimostrare gli accordi presi sui debiti
- Legge 898/1970 — disciplina il divorzio, richiedibile dopo 6 mesi (separazione consensuale omologata) o 12 mesi (separazione giudiziale) dalla comparizione in udienza
- Art. 612-bis c.p. — gli insulti e le molestie reiterate, anche via social o telefono, possono configurare atti persecutori
Come funziona in pratica
- Raccogli tutta la documentazione: screenshot delle conversazioni Facebook, la scrittura privata firmata, ricevute di pagamenti fatti da sola, comunicazioni con il coniuge
- Per la separazione giudiziale il foro competente è il Tribunale del luogo dell'ultima residenza comune (verosimilmente Milano), ma un avvocato con delega può gestire il procedimento da remoto senza che tu debba essere presente a ogni udienza
- Nella causa puoi chiedere l'addebito al marito: se accolto, lui perde il diritto all'assegno di mantenimento e ciò rafforza la tua posizione sulla divisione dei debiti
- La scrittura privata può essere depositata come prova degli accordi patrimoniali già concordati ma non rispettati
- Per i debiti contratti insieme durante il matrimonio puoi richiedere che il giudice ne ordini la ripartizione al 50% nell'ambito dell'accordo di separazione
- Le molestie via social o telefono vanno documentate e, se reiterate, può essere presentato un esposto in Procura per atti persecutori
Cosa conviene fare
- Rivolgiti a un avvocato specializzato in diritto di famiglia che possa seguire il procedimento a Milano per tuo conto tramite delega — non sei obbligata a recarti fisicamente a ogni udienza
- Chiedi all'avvocato di valutare la separazione giudiziale con addebito, più tutelante rispetto a quella consensuale dato che il marito non collabora
- Non cercare accordi informali via terzi (madri, partner): ogni comunicazione deve passare per canale legale, per evitare che venga distorta
- Conserva tutti i messaggi offensivi ricevuti da lui o per suo tramite: possono essere usati sia nel procedimento civile che in sede penale
- Dopo l'omologazione della separazione, procedi con il divorzio per chiudere definitivamente il vincolo matrimoniale e tutelare i tuoi diritti futuri
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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