Divorzio dopo 20 anni di separazione: come si procede e cosa serve?
Utente_roma_2870 · 5 visualizzazioni
Il compagno della Cliente è separato da oltre 20 anni con sentenza emessa dal Tribunale di Roma. Dal matrimonio sono nati 3 figli, tutti maggiorenni ed autonomi ed i due ad oggi non hanno più nulla di cointestato. Tanto premesso al compagno della Cliente, titolare di una ditta individuale, occorre un Legale su Roma (sud) che lo assista nella pratica di divorzio.
Risposta diretta
Dopo oltre 20 anni di separazione legale con sentenza del Tribunale di Roma, i requisiti per il divorzio sono ampiamente soddisfatti. In assenza di figli minori e di beni cointestati, la procedura può essere avviata in modo rapido e poco oneroso, scegliendo tra due percorsi semplificati.
Quadro normativo
Il divorzio in Italia è regolato dalla Legge 898/1970, modificata dalla Legge 55/2015 (cosiddetto divorzio breve), che ha ridotto i termini minimi di separazione a 12 mesi (separazione consensuale) o 24 mesi (separazione giudiziale) per poter presentare domanda di scioglimento del matrimonio. Con 20 anni di separazione alle spalle, questo requisito è abbondantemente rispettato. Ulteriore riferimento normativo è il D.L. 132/2014, convertito in legge, che ha introdotto la negoziazione assistita come alternativa al procedimento giudiziale ordinario.
Come funziona in pratica
Date le caratteristiche del caso — figli maggiorenni e autonomi, nessun bene cointestato — esistono due strade percorribili:
- Negoziazione assistita: entrambe le parti, ciascuna con il proprio avvocato, sottoscrivono un accordo di divorzio stragiudiziale. L'accordo viene poi trasmesso alla Procura della Repubblica per il nulla osta e poi all'ufficiale di stato civile. È la procedura più rapida e meno costosa
- Ricorso congiunto al Tribunale: i coniugi presentano insieme un ricorso al Tribunale di Roma (foro competente in quanto sede della separazione e presumibilmente del domicilio). Il giudice fissa un'udienza e, in assenza di contestazioni, emette la sentenza di divorzio
- In entrambi i casi, l'assenza di figli minori e di patrimonio comune semplifica notevolmente l'accordo da formalizzare
- La ditta individuale intestata al compagno non genera di per sé obblighi verso l'ex coniuge, ma è opportuno verificare se dal matrimonio derivino diritti patrimoniali residui (es. assegno divorzile o quota del TFR) che vanno espressamente regolati nell'accordo
Cosa conviene fare
- Verificare la sentenza di separazione: accertarsi che sia passata in giudicato e reperire copia autentica — servirà per il ricorso o l'accordo di negoziazione
- Privilegiare la negoziazione assistita: con le condizioni attuali (nessun figlio minore, nessun bene comune) è la soluzione più veloce ed economica
- Chiarire la posizione sull'assegno divorzile: anche se i coniugi non hanno più nulla in comune, l'ex coniuge potrebbe avanzare pretese; meglio regolare il punto esplicitamente nell'accordo
- Rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto di famiglia a Roma: il foro competente è il Tribunale di Roma, quindi è consigliabile un professionista con sede e pratica nella stessa piazza, preferibilmente sul quadrante sud come richiesto
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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