Divorzio negato dal coniuge: cosa fare?
Utente_verona_5164 · 230 visualizzazioni
Lo stesso è separato (consensuale )da circa 10 anni e - dal precedente matrimonio - è nata una figlia ( 15 anni). Qualche tempo fa ha chiesto il divorzio consensuale ma l'ex moglie lo ha negato pertanto necessita di un avvocato. Tanto premesso il Cliente, che lavora, desidera ricevere assistenza Legale su Verona nella menzionata pratica. NB. la Cliente vuole essere contattata nel pomeriggio.
Risposta diretta
Se l'ex coniuge rifiuta il divorzio consensuale, è possibile procedere con il divorzio giudiziale (contenzioso), presentando ricorso al Tribunale competente. Dopo 10 anni di separazione consensuale, i requisiti di legge per ottenere il divorzio sono ampiamente soddisfatti.
Quadro normativo
Il divorzio in Italia è disciplinato dalla Legge n. 898/1970 (cosiddetta Legge sul Divorzio), modificata dalla Legge n. 55/2015 (divorzio breve). Questa normativa stabilisce che, decorso il periodo minimo di separazione — oggi 12 mesi in caso di separazione giudiziale e 6 mesi in caso di separazione consensuale — ciascun coniuge può chiedere autonomamente lo scioglimento del matrimonio. Con 10 anni di separazione consensuale, il diritto al divorzio è pienamente maturato e non può essere bloccato dall'altro coniuge.
Come funziona in pratica
- Il coniuge che vuole divorziare presenta un ricorso per divorzio giudiziale presso il Tribunale di Verona (foro competente in base alla residenza)
- Il Tribunale fissa un'udienza presidenziale in cui i coniugi vengono sentiti separatamente
- Il giudice verifica che i presupposti di legge siano rispettati e tenta una conciliazione
- Se non si raggiunge l'accordo, si apre la fase istruttoria, in cui si definiscono le condizioni: affidamento della figlia minorenne, assegno di mantenimento, assegno divorzile e gestione del patrimonio comune
- La figlia, avendo 15 anni, potrebbe essere ascoltata dal giudice nell'ambito delle decisioni che la riguardano (ascolto del minore, previsto dall'art. 336-bis c.c.)
- Al termine, il giudice emette la sentenza di divorzio
Cosa conviene fare
- Rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto di famiglia a Verona il prima possibile: in un divorzio giudiziale con figlia minorenne, l'assistenza legale è obbligatoria per entrambe le parti
- Raccogliere tutta la documentazione relativa alla separazione (verbale di separazione consensuale, eventuali accordi economici già in vigore)
- Documentare la situazione reddituale e patrimoniale di entrambi i coniugi, utile per la determinazione degli assegni
- Valutare con l'avvocato se proporre una trattativa stragiudiziale prima del ricorso, per ridurre tempi e costi
- Considerare che la presenza di una figlia minorenne rende più delicata la procedura: il Pubblico Ministero viene coinvolto d'ufficio a tutela dei suoi interessi
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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💬 Utente_Verona_8900
Dopo 10 anni di separazione e l' unico figlio è di 45 anni e non ci sono assegni di mantenimento e niente beni case o altro cosa può richiedere il coniuge contrario?
Risposta diretta
Sì: dopo una separazione consensuale, il divorzio può essere richiesto unilateralmente anche se l'altro coniuge si oppone. Con 10 anni di separazione alle spalle, il diritto al divorzio è assolutamente consolidato e nessun giudice può negarlo.
Quadro normativo
Il divorzio in Italia è disciplinato dalla Legge 898/1970 (Legge sul divorzio), modificata dalla Legge 55/2015 (cosiddetto "divorzio breve"). Quest'ultima ha ridotto i tempi di attesa: dopo una separazione consensuale, è sufficiente che siano trascorsi 6 mesi dalla comparizione dei coniugi in udienza per poter depositare la domanda di divorzio. In caso di separazione giudiziale, il termine è di 12 mesi. Trascorso quel periodo, il diritto al divorzio nasce automaticamente e il rifiuto dell'altro coniuge non può impedirlo. Il caso in esame — 10 anni di separazione consensuale — soddisfa ampiamente ogni requisito di legge.
Come funziona in pratica
Se il coniuge si oppone al divorzio consensuale, si ricorre al divorzio giudiziale (o contenzioso):
- L'avvocato deposita un ricorso per divorzio presso il Tribunale di Verona (foro competente in base alla residenza)
- Il giudice fissa l'udienza e, accertato il decorso dei termini, pronuncia la sentenza di divorzio anche in assenza di accordo
- Il coniuge contrario non può bloccare il procedimento, ma può presentare le proprie richieste economiche in udienza
- Assegno divorzile (art. 5 L. 898/1970): spetta solo se riesce a dimostrare di non avere mezzi adeguati e di non poter procurarseli per ragioni oggettive — onere probatorio a suo totale carico (Cass. SS.UU. 18287/2018)
- Quota del TFR maturato durante il matrimonio (art. 12-bis L. 898/1970)
- Quota della pensione di reversibilità in caso di morte dell'ex coniuge, se non si è risposata
Cosa conviene fare
- Rivolgersi subito a un avvocato a Verona specializzato in diritto di famiglia per depositare il ricorso per divorzio giudiziale
- Raccogliere tutta la documentazione relativa alla separazione (verbale di udienza, data di omologa) per calcolare con precisione il dies a quo dei termini
- Verificare la posizione previdenziale dell'altro coniuge per valutare l'eventuale rischio di richiesta di quota pensionistica
- Considerare un tentativo di mediazione per trovare un accordo extragiudiziale ed evitare un procedimento contenzioso più lungo e costoso
- In ogni caso, iniziare il procedimento giudiziale non è ostacolabile: il giudice deve pronunciare il divorzio una volta accertati i presupposti di legge
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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