Divorzio dopo separazione: l'assegno diminuisce e la ex ha diritto al TFR?
Utente_racale_7736 · 1 visualizzazioni
Sono separato da 3 anni e vorrei chiedere se conviene a questo punto chiedere il divorzio. ho solo contratto di lavoro a tempo indeterminato e la casa dove abitano le mie figlie di 16 e 10 anni con la madre è di proprietà di mio padre. l'assegno che verso è di 600 x le figlie + 150 x il coniuge vorrei sapere se chiedendo il divorzio il mio assegno diminuirebbe e se chiedo il TFR avrà diritto ad una quota?
Risposta diretta
Dopo 3 anni di separazione puoi sicuramente chiedere il divorzio (i termini di legge sono ampiamente rispettati). L'assegno per le figlie non cambierà in modo automatico, mentre quello per il coniuge potrebbe ridursi o azzerarsi — ma se confermato anche solo in parte, la ex avrà diritto a una quota del tuo TFR.
Quadro normativo
Il divorzio in Italia è disciplinato dalla Legge 898/1970, modificata dalla Legge 55/2015 (cosiddetto "divorzio breve"), che ha ridotto i termini d'attesa a 6 mesi (separazione consensuale) o 12 mesi (giudiziale) dalla prima udienza. Dopo 3 anni sei abbondantemente nei termini. L'assegno divorzile è regolato dall'art. 5 della stessa legge, e la sua natura è stata ridefinita dalla Cassazione a Sezioni Unite (sentenza 18287/2018) come strumento assistenziale, perequativo e compensativo. Il diritto alla quota del TFR è disciplinato dall'art. 12-bis della Legge 898/1970.
Come funziona in pratica
- Assegno per le figlie (€600): rimane distinto dall'assegno al coniuge e continua a essere valutato in base alle esigenze delle ragazze e al reddito di entrambi i genitori. Non si azzera col divorzio, ma può essere ridiscusso se la situazione economica cambia.
- Assegno al coniuge (€150): al momento del divorzio il giudice rivaluta se la ex sia in grado di mantenersi autonomamente. Se lavora o ha capacità reddituali proprie, l'assegno può essere ridotto o eliminato. I €150 attuali sono già una cifra bassa, il che suggerisce che potrebbe essere confermato o leggermente ridotto.
- TFR — art. 12-bis: se al divorzio la ex conserva un assegno divorzile (anche minimo) e non si è risposata, ha diritto al 40% del TFR maturato durante il matrimonio nel momento in cui lo percepisci. Non sulla parte maturata dopo la separazione.
- La casa del padre: non rileva ai fini del divorzio, non essendo un bene della coppia.
Cosa conviene fare
- Valuta quanto ha guadagnato la ex in questi 3 anni: se nel frattempo ha trovato lavoro o ha redditi stabili, hai ottime chances di chiedere la revoca dell'assegno divorzile, il che elimina automaticamente il diritto al TFR.
- Non affrettarti se il TFR è imminente: se stai per cambiare lavoro o andare in pensione a breve, risolvi prima la questione dell'assegno divorzile, altrimenti rischi di liquidare il TFR con la ex ancora avente diritto.
- Valuta il divorzio congiunto: se sei in buoni rapporti, il divorzio consensuale è più rapido (anche solo tramite avvocati, senza udienza) e permette di negoziare le condizioni.
- Consulta un avvocato matrimonialista per quantificare la quota TFR esposta e simulare gli scenari: a volte azzerare l'assegno al coniuge prima del divorzio vale molto di più del risparmio mensile.
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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