Assegno di mantenimento figlio e divorzile: si può ridurre con cambio condizioni?
Utente_besnate_1084 · 3 visualizzazioni
Sono separato dal 2001 le condizioni sono cambiate per dell'assegno di mantenimento di mia figlia(lavora a tempo inderminato) la ex moglie(prima aveva perso il lavoro) chiedendomi per questo un assegno divorzile se avessi tolto l'assegno per mia figlia,(considerando che deve pagare mutuo per sua abitazione ancora per 6anni di circa 300€) ma ora lavora anche lei(ex moglie) come colf a 20 ore settimanali a tempo indeterminato potrebbe cambiare qualcosa a mio favore con queste condizioni? Grazie
Risposta diretta
Sì, il cambiamento delle condizioni economiche di entrambe — figlia che lavora a tempo indeterminato e ex moglie con nuovo reddito — costituisce un valido presupposto per chiedere al tribunale la revisione o la cessazione dell'assegno di mantenimento per la figlia e per opporsi a un eventuale assegno divorzile.
Quadro normativo
L'art. 337-septies c.c. prevede che il giudice possa disporre la cessazione del mantenimento per i figli maggiorenni quando questi raggiungono l'autosufficienza economica. Per l'assegno divorzile, l'art. 5 della Legge 898/1970 stabilisce che spetta solo quando l'ex coniuge non ha mezzi adeguati e non può procurarseli per ragioni oggettive — condizione che va valutata alla luce delle nuove entrate. Entrambi gli assegni sono soggetti a revisione in caso di mutamento delle condizioni (art. 9 L. 898/1970).
Come funziona in pratica
- Figlia autosufficiente: un contratto a tempo indeterminato è di norma sufficiente per dimostrare l'autosufficienza economica. Il tribunale valuta il reddito effettivo, non solo il tipo di contratto, ma nella maggior parte dei casi porta alla cessazione dell'assegno
- Ex moglie con reddito: il lavoro come colf a 20 ore settimanali a tempo indeterminato genera un reddito che il giudice deve considerare nel calcolo dell'assegno divorzile; un reddito seppur modesto riduce o può azzerare il diritto all'assegno
- Mutuo a carico dell'ex moglie: i circa 300 € mensili di rata sono un'uscita che il giudice può tenere in considerazione come onere fisso, ma non è sufficiente da solo a giustificare un assegno divorzile se l'ex moglie ha un reddito proprio
- Procedura: si propone un ricorso per revisione delle condizioni davanti al Tribunale competente (quello che ha emesso la sentenza di separazione/divorzio)
Cosa conviene fare
- Raccogliere la documentazione della nuova situazione lavorativa della figlia: busta paga, contratto, CU — sono le prove chiave per la cessazione del mantenimento
- Documentare il reddito dell'ex moglie: richiedere o produrre la sua busta paga o il contratto di lavoro come colf
- Non attendere che l'ex moglie presenti per prima un ricorso per l'assegno divorzile: è più vantaggioso agire in anticipo con un ricorso per revisione che chieda la cessazione dell'assegno alla figlia e accerti preventivamente l'insussistenza dei presupposti per l'assegno divorzile
- Consultare un avvocato specializzato in diritto di famiglia per valutare l'ammontare dei redditi in gioco e stimare l'esito del ricorso prima di procedere
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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