Separazione con casa in comproprietà: come tutelarsi e cosa fare
Utente_castelnuov_1135 · 1 visualizzazioni
Ho bisogno di un avvocato per una separazione … tra la mia compagna ed il padre dei suoi figli .. lei abita ancora con lui la casa è di proprietà congiunta e lei vuole uscire di casa ma con gli affitti così alti non sa come fare quindi vuole mandare una lettera al padre dei suoi figli … e visto che l’avvocatessa che ha trovato lei gli ha chiesto una cifra molto alta .. volevo farmi fare un altro preventivo
Risposta diretta
La tua compagna ha diritto a tutelarsi legalmente anche senza essere sposata: si tratta di una separazione di fatto tra conviventi, che segue regole diverse dal divorzio ma garantisce comunque protezione, soprattutto in presenza di figli.
Quadro normativo
Poiché la coppia non è sposata, non si applica la procedura di separazione giudiziale prevista dall'art. 150 del Codice Civile. Tuttavia, entrano in gioco:
- Art. 337-ter c.c.: tutela dei figli in caso di cessazione della convivenza, con regolamentazione di affidamento, mantenimento e assegnazione della casa familiare
- Art. 337-sexies c.c.: la casa familiare può essere assegnata al genitore con cui vivono i figli, anche se l'immobile è in comproprietà
- Legge Cirinnà (n. 76/2016): regolamenta le unioni civili e la convivenza di fatto, con diritti specifici in caso di cessazione
Come funziona in pratica
- Se ci sono figli minorenni o economicamente non autosufficienti, il giudice può assegnare la casa familiare alla madre anche se l'immobile è di proprietà congiunta — questo è un diritto importante spesso sottovalutato
- La lettera formale al padre dei figli (diffida o proposta di accordo) può essere redatta da un avvocato per definire: affidamento, mantenimento dei figli, e gestione dell'immobile condiviso
- Se non si raggiunge un accordo, si può ricorrere al Tribunale ordinario (sezione famiglia) per chiedere l'assegnazione della casa e la regolamentazione dei figli
- La comproprietà dell'immobile non impedisce alla tua compagna di chiedere l'assegnazione: l'interesse dei figli prevale sul diritto di proprietà
- In alternativa, è possibile avviare una mediazione familiare per trovare un accordo stragiudiziale meno costoso
Cosa conviene fare
- Richiedere più preventivi: è assolutamente normale e consigliabile confrontare le tariffe di diversi avvocati — non esiste un tariffario fisso obbligatorio
- Verificare se ha diritto al gratuito patrocinio: se il reddito ISEE è sotto i 12.838,01 €, l'assistenza legale è gratuita a carico dello Stato
- Partire dalla lettera stragiudiziale: è il primo passo meno costoso — un avvocato può redigere una proposta di accordo al padre dei figli senza avviare immediatamente un procedimento in tribunale
- Non abbandonare la casa in modo affrettato: lasciare volontariamente l'abitazione prima di un accordo formale potrebbe indebolire la sua posizione legale sull'assegnazione
- Documentare la situazione attuale: raccogliere prove della convivenza, della presenza dei figli e della comproprietà dell'immobile è utile in caso di contenzioso
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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