Separazione coniugale senza figli: procedura e rischi economici
Utente_roma_1642 · 1 visualizzazioni
Ho bisogno di un avvocato divorzista . Mi sono sposata da poco dopo 6 anni di convivenza ma credo che questo matrimonio l'abbia voluto più io che lui . Infatti ho sostenuto da sola tutte le spese e non solo quelle in questi anni ... lui ha iniziato a lavorare da poco e ora purtroppo il coronavirus l'ha messo in attesa ... ma aveva un buon contratto e un buon compenso . Non abbiamo figli in comune e lui si è trasferito da me quasi da subito la nostra conoscenza . I suoi genitori sono vivi e abitano a roma , io invece non li ho più da 9 anni . Ora io vorrei tornare ad essere di nuovo padrona di me stessa e delle mie cose perché gli ho dato troppa fiducia col passar del tempo è diventato il padrone delle mie cose, prepotente , e non apprezza mai quello che faccio per me .. Se inizio una causa legale per il divorzio a cosa vado incontro ? Spero di essere stata chiara ...
Risposta diretta
In Italia non è possibile chiedere il divorzio direttamente: occorre prima ottenere la separazione legale, e solo dopo un periodo di attesa si può procedere con il divorzio vero e proprio. Senza figli in comune, la procedura è più snella, ma ci sono aspetti economici importanti da valutare prima di agire.
Quadro normativo
La separazione è disciplinata dagli artt. 150-158 del Codice Civile, mentre il divorzio è regolato dalla Legge 898/1970. La Legge 55/2015 (cosiddetta legge sul "divorzio breve") ha ridotto i tempi di attesa: è possibile chiedere il divorzio dopo 6 mesi dalla separazione consensuale o 12 mesi dalla separazione giudiziale. La Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022), in vigore dal 2023, ha inoltre introdotto semplificazioni procedurali che rendono il percorso più accessibile.
Come funziona in pratica
- Scegli il tipo di separazione: se c'è accordo con il marito, si procede con la separazione consensuale (più rapida e meno costosa); se non c'è accordo su nulla, con la separazione giudiziale (più lunga e dibattuta davanti al giudice)
- Verifica il regime patrimoniale: se vi siete sposati in comunione dei beni (regime predefinito salvo atto notarile contrario), i beni acquistati durante il matrimonio sono in parte condivisi; se in separazione dei beni, rimangono di ciascuno
- Valuta l'assegno di mantenimento: anche senza figli, se c'è forte disparità di reddito, il coniuge con più capacità economica può essere chiamato a versare un assegno di mantenimento; dato che lei ha sostenuto le spese, questo rischio va esaminato con un avvocato
- Attendi i termini: dopo la separazione, si aspettano 6 mesi (consensuale) o 12 mesi (giudiziale) prima di depositare il ricorso per il divorzio
- Presenta il ricorso di divorzio: trascorso il termine, si chiede la cessazione degli effetti civili del matrimonio con un nuovo procedimento
Cosa conviene fare
- Rivolgersi subito a un avvocato divorzista per analizzare il regime patrimoniale e i rischi economici concreti del tuo caso
- Raccogliere documentazione finanziaria: estratti conto, ricevute di spese sostenute, contratti — utili a dimostrare i contributi economici forniti durante convivenza e matrimonio
- Tenere presente che con un matrimonio breve e senza figli, i giudici tendono a limitare o escludere l'assegno di mantenimento, specie se l'altro coniuge è in età lavorativa
- Se possibile, valutare la separazione consensuale o la negoziazione assistita (accordo tra avvocati delle parti, senza udienza in tribunale): percorso più rapido, meno costoso e che consente di divorziare già dopo 6 mesi
- Non agire da sola: anche in caso di accordo apparente, farsi assistere da un avvocato di fiducia tutela i propri interessi fin dal primo atto
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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