Malasanità e diagnosi tardiva: si può chiedere il risarcimento per paraplegia?
Utente_presezzo_4633 · 0 visualizzazioni
In data 18/08/21 porto mia moglie del policlinico di Ponte San Pietro perché da due giorni aveva un forte dolore al collo e alle scapole. Mia moglie è diabetica di tipo 1 dall età di 8 anni, e negli ultimi anni a questa parte la glicemia risulta scompensata. Viene ricoverata e inizia una terapia antidolorifica/antibiotica senza nessun risultato. Lei continua a dire che ha forte dolore ma le viene detto di pazientare. Dopo 2 giorni passati così, dice che non riesce ad urinarie e le viene detto di bere più acqua ma lei risponde che ne ha bevuto due bottigliette da mezzo litro. Le fanno una TAC che risulta negativa e la risonanza nn viene effettuata perché mia moglie è claustrofobica allora nn gli fanno esame. ( loro in cartella clinica hanno scritto che lei si è rifiutata di farla! Ma nn è vero!!) Passano altri 2 giorni ( in totale 4) e la mattina mia moglie riesce più a muovere le gambe. Allarmati le fanno risonanza sotto sedazione e scoprono un emorragia che va dalla vertebra D2 alla D12!! Viene trasportata d'urgenza all'ospedale Papa Giovanni di Bergamo e operata 'urgenza. Da allora ha fatto un mese in terapia intensiva e ora si trova in una clinica riabilitativa,ma i dottori mi hanno detto che nn riacquistera più l'uso delle gambe. Mi chiedo se quella risonanza fosse stata fatta due giorni prima, forse non saremmo arrivati a una situazione così tragica. Mi chiedo se ci siano gli estremi per chiedere un risarcimento danni visto che mia moglie a 45 anni si ritrova in carrozzina e la sua vita ( di riflesso la mia e quella di nostro figlio di 12 anni) sarà stravolta! Cordiali saluti .
Risposta diretta
Sì, sulla base di quanto descritto esistono elementi concreti per avanzare una richiesta di risarcimento danni per responsabilità medica. La situazione presenta profili molto gravi, sia sul piano civile che potenzialmente penale.Quadro normativo
La responsabilità medica in Italia è disciplinata dalla LEGGE GELLI-BIANCO (L. n. 24/2017), che distingue due tipi di responsabilità:Poiché l'evento risale ad agosto 2021, entrambi i termini sono ancora aperti, ma è urgente attivarsi senza ulteriori ritardi, specialmente per la responsabilità dei medici.
Come funziona in pratica
Il caso presenta almeno tre profili critici a favore della famiglia
a. Ritardo diagnostico: la mancata esecuzione della risonanza magnetica per quattro giorni, pur in presenza di sintomi neurologici gravi e progressivi, configura una potenziale OMISSIONE COLPOSA. Se la risonanza fosse stata effettuata prima, l'emorragia spinale sarebbe stata identificata in tempo utile.b. Gestione della claustrofobia: esistono protocolli medici per eseguire una risonanza magnetica su pazienti claustrofobici mediante SEDAZIONE FARMACOLOGICA. Il fatto che questa opzione non sia stata proposta tempestivamente è un elemento rilevante di negligenza.
c. Alterazione della cartella clinica: il fatto che in cartella risulti che sua moglie si sia rifiutata dell'esame (circostanza che la famiglia nega) potrebbe configurare il reato di FALSO IN ATTO PUBBLICO (art. 479 c.p.), perseguibile penalmente. Questo è un elemento molto serio.
Cosa conviene fare
Data la gravità delle conseguenze e la complessità tecnica del caso, è essenziale rivolgersi quanto prima a un avvocato specializzato in responsabilità medica.
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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