Responsabilità Medica

Trombosi non diagnosticata al pronto soccorso: responsabilità medica?

Utente_legnano_1691 · 0 visualizzazioni

Brevemente illustro il caso: 3 anni fa mia madre agli arti inferiori, nonostante una settimana di antidolorifici (Voltaren) si reca in pronto soccorso dolente (abbiamo dovuto utilizzare carrozzina) e con gli arti edematoso. Il medico di guarda molto sommariamente diagnostica artrosi e la rimandata al giorno dopo per una radiografia. Diagnosi fatta si consiglia movimento e antidolorifici. In realtà si trattava di tromboflebite profonda dalla quale si è arrivati ad un embolia polmonare. Ad oggi mia mamma ha una severa ipertensione polmonare ed è in ossigeno terapia 24 ore su 24 con un'invalidità del 100 per 100 con tanto di accompagnamento perché grave disabile. Vedete elementi di negligenza o imperizia??

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

Il caso presenta elementi concreti di negligenza e imperizia medica. La mancata diagnosi di tromboflebite profonda in presenza di sintomi clinici gravi, con conseguente embolia polmonare e invalidità permanente al 100%, configura una seria ipotesi di RESPONSABILITÀ MEDICA per la quale è possibile agire in sede civile — e potenzialmente penale — per ottenere un risarcimento.

Quadro normativo

La responsabilità è disciplinata dalla LEGGE GELLI-BIANCO (L. n. 24/2017), che distingue tra due figure:

a. Responsabilità della struttura ospedaliera (RESPONSABILITÀ CONTRATTUALE, art. 1218 c.c.): il paziente è legato all'ospedale da un contratto di cura, pertanto l'ente risponde per inadempimento. Il termine di PRESCRIZIONE è di 10 anni.
b. Responsabilità del singolo medico (RESPONSABILITÀ EXTRACONTRATTUALE, art. 2043 c.c.): il medico risponde se ha agito con colpa grave o con dolo. Il termine di prescrizione è di 5 anni.

Poiché il fatto risale a 3 anni fa, i termini non sono ancora scaduti, ma è importante agire senza ulteriori ritardi.

Come funziona in pratica

  • Acquisire la documentazione: richiedere la CARTELLA CLINICA completa del pronto soccorso e di tutti i ricoveri successivi. La struttura è obbligata a fornirla entro 30 giorni.
  • Perizia medico-legale: un medico legale valuterà se il medico di guardia ha rispettato le LINEE GUIDA per la trombosi venosa profonda (TVP). L'edema bilaterale agli arti inferiori con dolore severo e impossibilità di deambulare avrebbe dovuto indurre quanto meno un eco-doppler venoso o il dosaggio del D-dimero.
  • Nesso causale: il perito dovrà stabilire se la mancata diagnosi tempestiva ha direttamente causato l'embolia polmonare e l'attuale ipertensione polmonare severa con invalidità permanente.
  • Il danno risarcibile comprende: DANNO BIOLOGICO (invalidità al 100%), DANNO MORALE, danno da perdita del rapporto familiare per i congiunti, spese mediche pregresse e future, costo dell'assistenza e dell'ossigenoterapia continuativa.
  • Cosa conviene fare

    Il primo passo è rivolgersi a un avvocato specializzato in responsabilità medica. Prima di avviare il giudizio civile è obbligatorio esperire la MEDIAZIONE OBBLIGATORIA, condizione di procedibilità ai sensi della L. 24/2017. L'avvocato incaricherà anche un medico legale per formalizzare la perizia tecnica. Data la gravità delle conseguenze permanenti e la chiarezza dei sintomi non adeguatamente valutati in pronto soccorso, il caso presenta basi solide per un'azione risarcitoria di rilievo. Non aspettare oltre: i termini di prescrizione, sebbene non imminenti, decorrono.

    Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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