Responsabilità Medica

Morte del convivente per errore medico: chi può agire e come?

Utente_leini_3567 · 0 visualizzazioni

Sono la compagna di una persona deceduta il 29/1/2020 ad Acqui Terme. A seguito di una caduta e totale mancanza di calcio non e' mai stata prescritta una densitometria ossea..ha avuto in 5 mesi periodi di recupero e periodo no...nell'arco della sua vita non si prendeva neppure l'influenza..ricoverato prima ad Acqui e poi ad Asti si e' preso due volte la polmonite..secondo me non e' stato curato e controllato bene all'ospedale di Asti e dopo pochi giorni dalla dimissione e' deceduto. Dato che io non ero sposata ora e' un dramma avere le cartelle cliniche..vorrei fare luce su questo caso ..grazie M.Chiambretto

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

Come convivente di fatto, hai diritto di agire per responsabilità medica per la morte del tuo compagno, anche se non eravate sposati. La strada è percorribile, ma richiede attenzione ai termini di prescrizione e alle modalità di accesso alle cartelle cliniche.

Quadro normativo

La materia è regolata dalla LEGGE GELLI-BIANCO (Legge 24/2017), che disciplina la responsabilità medica in Italia. La struttura ospedaliera risponde per RESPONSABILITÀ CONTRATTUALE (art. 1218 c.c.), con un termine di prescrizione di 10 anni. Il medico risponde invece per RESPONSABILITÀ EXTRACONTRATTUALE (art. 2043 c.c.), con prescrizione di 5 anni. Dato che il decesso è avvenuto il 29 gennaio 2020, il termine quinquennale verso i medici è scaduto nel gennaio 2025, ma quello decennale verso gli ospedali di Acqui Terme e di Asti è ancora valido fino al 2030. Per le cartelle cliniche, il diritto di accesso spetta agli eredi legittimi e, ai sensi della LEGGE CIRINNÀ (Legge 76/2016), anche al convivente di fatto che possa dimostrare la convivenza stabile.

Come funziona in pratica

  • Accesso alle cartelle cliniche: puoi presentare richiesta formale agli uffici cartelle cliniche di entrambi gli ospedali allegando documenti che provino la convivenza (certificato di residenza comune, dichiarazione di convivenza, o anche estratti anagrafici). Se ti viene opposto un rifiuto, puoi ricorrere al GARANTE PRIVACY o impugnare il diniego tramite un avvocato.
  • Valutazione del caso: una volta ottenute le cartelle, un medico legale specializzato in responsabilità sanitaria dovrà verificare se vi siano omissioni diagnostiche (la mancata prescrizione della densitometria ossea) e se le polmoniti contratte in ospedale configurino un'INFEZIONE NOSOCOMIALE, potenzialmente imputabile alla struttura.
  • Legittimazione ad agire: come convivente di fatto puoi chiedere il RISARCIMENTO DEL DANNO DA PERDITA DEL RAPPORTO PARENTALE (art. 2059 c.c.), riconosciuto dalla giurisprudenza anche ai conviventi more uxorio che dimostrino la stabilità del legame affettivo.
  • Cosa conviene fare

    a. Richiedi subito le cartelle cliniche di entrambi gli ospedali in forma scritta, tramite raccomandata A/R o PEC, con riferimento alla tua qualità di convivente ai sensi della L. 76/2016. b. Consulta urgentemente un avvocato specializzato in responsabilità medica per valutare i termini ancora attivi e impostare la strategia (diffida alla struttura, consulenza tecnica preventiva ex art. 696-bis c.p.c., o ricorso di mediazione obbligatoria). c. Evita di aspettare: il termine di 10 anni verso le strutture scade nel 2030, ma raccogliere prove mediche a distanza di anni è progressivamente più difficile. d. Considera che la MEDIAZIONE OBBLIGATORIA è un passaggio necessario prima di poter andare in giudizio in materia di responsabilità medica.

    Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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