Responsabilità Medica

Contagio epatite B da partner: c'è responsabilità civile o penale?

Utente_palombara_7542 · 0 visualizzazioni

Il mio partner mi ha trasmesso l epatite B giustificandosi col fatto che ignorava fosse contagiosa * e che potesse tornare (* riferisce che la madre sia stata contagiata a seguito d una trasfusione, e ignara di ciò avrebbe contagiato entrambi i figli alla nascita, rispettivamente nel 1980 e 1984 Riferiscono di essersi curati al Policlinico Umberto I Circa 25 anni fa, avrebbero concluso le cure senza sapere che potesse tornare e che potesse essere contagiosa (?!?!) Puo esserci negligenza ?

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

Sì, in una situazione come quella descritta possono configurarsi due distinte forme di responsabilità: quella del partner che ha trasmesso l'infezione, e quella dei medici che lo hanno seguito senza informarlo adeguatamente dei rischi di contagio.

Quadro normativo

Sul piano civile, l'articolo 2043 del Codice Civile obbliga chiunque cagioni un danno ingiusto ad altrui a risarcirlo. Sul piano penale, la trasmissione consapevole o colposa di una malattia infettiva può integrare il reato di LESIONI PERSONALI COLPOSE (art. 590 c.p.) o, in casi gravi, dolose. Per la responsabilità medica si applica la Legge 24/2017 (LEGGE GELLI-BIANCO), che disciplina la responsabilità delle strutture sanitarie e dei professionisti per omesse informazioni al paziente.

Come funziona in pratica

Le strade percorribili sono sostanzialmente due.
  • Responsabilità del partner: Occorre dimostrare che il partner sapeva, o avrebbe dovuto sapere con ordinaria diligenza, di essere portatore cronico di epatite B e contagioso. La circostanza che sia stato curato al Policlinico Umberto I è un elemento importante: se esistono cartelle cliniche di quel trattamento, possono attestare cosa gli fu comunicato. L'inconsapevolezza totale è difficilmente credibile in assenza di prova contraria.
  • Responsabilità medica per omessa informazione: Se i sanitari che lo hanno curato circa 25 anni fa non lo hanno adeguatamente informato sulla CRONICITÀ della malattia, sulla sua CONTAGIOSITÀ e sulla necessità di monitoraggio, potrebbe configurarsi una responsabilità della struttura ospedaliera. Questo è il profilo giuridicamente più solido, ma presenta il problema della PRESCRIZIONE: il diritto al risarcimento si prescrive in 10 anni dal momento in cui il danno era conoscibile.
  • Cosa conviene fare

    a. Raccogliere tutta la documentazione sanitaria disponibile: referti, cartelle cliniche, certificazioni relative alla diagnosi e alla cura dell'epatite B del partner. b. Verificare quando è avvenuto il contagio e quando ne hai avuto conoscenza, perché da quella data decorre il TERMINE DI PRESCRIZIONE. c. Consultare un avvocato specializzato in responsabilità medica o diritto civile quanto prima: la valutazione delle prove e dei tempi è essenziale. d. Evitare di confrontarsi direttamente con il partner o con la struttura ospedaliera prima di avere un quadro legale chiaro, per non compromettere eventuali prove o posizioni.

    Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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