Malattia professionale non riconosciuta: come contestare la valutazione e integrare la denuncia INAIL?
Utente_saronno_7476 · 0 visualizzazioni
Vorrei sapere da una prima analisi se sussistono gli estremi per poter essere assistito. Sono a metà iter per denuncia e riconoscimento malattia professionale. Il 26/05/2021 ho ricevuto il referto della Medicina del Lavoro dell'Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, relativo alla visita per sospetta malattia professionale. Dal 2002 sono rifornitore merce nel reparto drogheria di un supermercato (addetto vendite). I distretti corporei per cui ho richiesto alla Medicina del Lavoro di effettuare una correlazione sono stati: schiena, spalla sx (tendinopatia calcifica), gomito dx (epitrocleite), mani (artrosi), piedi (alluce limitus bilaterale, ipercheratosi plantare, sindrome pronatoria, etc., causa scarpe antinfortunistiche). Dall'esito del referto della Medicina del Lavoro si ritiene che SOLO le patologie a carico del rachide lombare siano un risultato ascrivibile a concausa professionale, escludendo di fatto le altre patologie. La motivazione data è che gli altri quadri di patologia diagnosticati, non risultano correlabili ad origine professionale, in considerazione dell’andamento temporale della sintomatologia esordita e peggiorata, nonostante la riduzione del livello espositivo. (L'azienda mi aveva concesso la trasformazione del mio contratto di lavoro da full time a part time). Ciò che io chiedo è di ricorrere a questo giudizio, integrando tutti i distretti non riconosciuti, al fine di poter espletare una denuncia di malattia professionale più circostanziata per poter ottenere un maggiore riconoscimento di invalidità.
Risposta diretta
Sì, è possibile contestare la valutazione parziale della Medicina del Lavoro e presentare una denuncia di malattia professionale all'INAIL più circostanziata, includendo anche i distretti corporei esclusi dal referto. La valutazione medica ospedaliera non vincola INAIL né il giudice.Quadro normativo
La materia è disciplinata dal TESTO UNICO INAIL (D.P.R. n. 1124/1965) e dal D.Lgs. n. 38/2000. Le malattie professionali si distinguono in due categorie: MALATTIE TABELLATE (elencate nelle tabelle allegate, con presunzione legale di origine professionale) e MALATTIE NON TABELLATE (da dimostrare caso per caso, provando il nesso causale o la concausa tra attività lavorativa e patologia). Le patologie muscolo-scheletriche come tendinopatie, epicondiliti e artrosi da sovraccarico biomeccanico rientrano spesso in questa seconda categoria, ma sono riconoscibili se adeguatamente documentate.Come funziona in pratica
Cosa conviene fare
a. Prima di depositare la denuncia, affidati a un MEDICO LEGALE o a uno specialista in medicina del lavoro di tua fiducia per una perizia di parte che documenti il nesso causale tra le attività lavorative (movimentazione carichi, posture, utilizzo di DPI inadeguati) e ciascuna patologia non riconosciuta. Questa perizia andrà allegata alla denuncia. b. Raccogli tutta la documentazione medica (referti, lastre, visite specialistiche) con le date di insorgenza dei sintomi, e la documentazione lavorativa (mansionario, orari, strumenti usati, DPI forniti). c. Presta attenzione ai TERMINI DI PRESCRIZIONE: per le malattie professionali il diritto alla rendita si prescrive in tre anni dalla data in cui è stata manifestata la malattia o dalla data di abbandono del lavoro che l'ha causata. Agire tempestivamente è fondamentale. d. Considera di farti assistere da un avvocato specializzato in diritto previdenziale e infortuni sul lavoro fin dalla fase di denuncia, per impostare correttamente il fascicolo documentale.Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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