Responsabilità Medica

Indennità di malattia non pagata: come farsi pagare?

Utente_milano_1595 · 2588 visualizzazioni

Ho necessità di farmi assistere poiché inps e la mia azienda da oltre 2 mesi non eroga l'indennità di malattia durante il periodi di comporto.

Risposta diretta

Hai diritto a ricevere l'indennità di malattia per i giorni di assenza coperti dal periodo di comporto: se né l'INPS né l'azienda hanno provveduto al pagamento da oltre 2 mesi, puoi agire per ottenere quanto ti spetta, anche tramite diffida formale e ricorso amministrativo.

Quadro normativo

La materia è regolata dall'art. 2110 del Codice Civile, che garantisce la conservazione del posto e il diritto alla retribuzione (o indennità) durante la malattia. L'indennità economica è disciplinata dal R.D.L. 1827/1935 e successive modifiche, e varia in base alla categoria contrattuale. Per i lavoratori dipendenti privati, l'INPS eroga l'indennità a partire dal 4° giorno di malattia (i primi 3 giorni sono a "carenza", spesso a carico del datore di lavoro secondo il CCNL applicato). Il datore di lavoro di norma anticipa l'indennità INPS in busta paga, per poi conguagliarla con i contributi dovuti.

Come funziona in pratica

  • L'INPS eroga l'indennità solo se il certificato medico telematico è stato inviato correttamente dal medico curante e risulta acquisito dal sistema
  • Il datore di lavoro è tenuto ad anticipare l'importo al dipendente, salvo settori specifici dove l'INPS paga direttamente
  • Se il pagamento non arriva, le cause più frequenti sono: certificato non trasmesso o non acquisito, mancata comunicazione aziendale all'INPS, errori amministrativi, o inadempimento volontario del datore
  • Il lavoratore può verificare lo stato del certificato accedendo al portale MyINPS con SPID o CIE
  • In caso di inadempimento del datore di lavoro, l'importo non corrisposto costituisce credito di lavoro, tutelato con priorità dalla legge

Cosa conviene fare

  • Verifica sul portale MyINPS che i certificati di malattia risultino correttamente acquisiti e trasmessi
  • Invia una PEC o raccomandata A/R all'ufficio risorse umane richiedendo formalmente il pagamento delle somme arretrate con termine di 15 giorni
  • Contatta il tuo patronato (CAF, INCA, ACLI) per un'assistenza gratuita nella verifica della posizione INPS
  • Se l'azienda non risponde, presenta un esposto all'Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL) di Milano: è gratuito e può attivare un accertamento ispettivo
  • Valuta l'assistenza di un avvocato specializzato in diritto del lavoro per inviare una diffida formale e, se necessario, agire in giudizio per il recupero del credito retributivo con richiesta di interessi e rivalutazione monetaria

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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DOMANDE DI FOLLOW-UP

💬 Utente_Milano_6796

Nel mese di giugno ho avuto un intervento chirurgico e il medico legale è venuto a casa mia. Prima ho avuto due giorni di malattia e poi 5 giorni perché la mia ascella suppurava. Ho l'accordo turistico e il mio capo si rifiuta di pagarmi il secondo certificato per intero, poiché indica che gli eventi non sono collegati. Potrebbero dirmi se è corretto quello che indica; So molto bene che potrebbero non pagarmi i primi 3 giorni e le percentuali, ma la legge indica che se ci sono due eventi collegati e di più dopo un intervento chirurgico anche se è ambulatoriale, il pagamento corrisponderebbe.

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash

Risposta diretta

Se le due malattie sono collegate causalmente (come una complicanza post-operatoria), devono essere trattate come un unico evento morboso e il datore di lavoro non può rifiutarsi di pagare il secondo certificato per intero. La sua posizione appare giuridicamente infondata.

Quadro normativo

In materia di indennità di malattia INPS, il riferimento principale è il D.Lgs. n. 1124/1965 e le circolari INPS che regolano il concetto di evento morboso unico. Quando due periodi di malattia sono causalmente connessi — cioè il secondo è conseguenza diretta del primo — vengono considerati come un'unica malattia continuativa. La carenza (i primi 3 giorni non retribuiti da INPS) si applica una sola volta. Anche il CCNL del settore Turismo integra la disciplina INPS con obblighi specifici a carico del datore di lavoro.

Come funziona in pratica

  • Una suppurazione post-operatoria dell'ascella è clinicamente riconducibile all'intervento chirurgico e costituisce una complicanza, non un evento indipendente
  • In questi casi, INPS dovrebbe riconoscere i due certificati come continuazione dello stesso evento: la carenza si paga una sola volta e le percentuali di indennizzo seguono la progressione cumulata dei giorni
  • Se INPS ha separato i due eventi, il datore può legittimamente seguire quella classificazione; ma se INPS li ha unificati (o avrebbe dovuto farlo), il rifiuto del datore è illegittimo
  • Il medico legale INPS che ha effettuato la visita domiciliare può aver annotato nella relazione il collegamento causale: è fondamentale recuperare quella documentazione

Cosa conviene fare

  • Richiedere il fascicolo INPS tramite MyINPS o sportello, per verificare come sono stati classificati i due certificati (evento unico o separati)
  • Ottenere dalla struttura sanitaria una certificazione che attesti il collegamento tra l'intervento e la complicanza suppurativa
  • Inviare diffida scritta al datore di lavoro tramite raccomandata o PEC, citando l'art. 2110 c.c. e il CCNL Turismo applicato, chiedendo il pagamento entro 15 giorni
  • Se INPS non ha ancora liquidato, presentare sollecito formale all'INPS con tutta la documentazione medica che prova la correlazione tra i due eventi
  • Dopo 2 mesi di mancato pagamento, è possibile presentare ricorso amministrativo all'INPS (entro 90 giorni) o rivolgersi all'Ispettorato del Lavoro per la parte a carico del datore
  • Valutare il supporto di un sindacato (se iscritto) o di un avvocato del lavoro per gestire entrambe le contestazioni in parallelo

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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