Farmaci con gravi effetti collaterali senza consenso informato: si può fare causa al medico?
Utente_morengo_8132 · 2 visualizzazioni
Ho avuto una psicosi a causa di abuso di cannabis, ho tentato il suicidio 2 volte e mi hanno prescritto dei farmaci che ho preso per un anno. Questi farmaci mi hanno causato un atrofia cerebrale (riduzione del volume del cervello), una grave gastrite, depressione, perdita di massa e peso, inoltre non mi hanno mai avvertito degli effetti collaterali ho tutto documentabile
Risposta diretta
Sì, hai basi concrete per una causa per responsabilità medica: il medico ha l'obbligo di informarti degli effetti collaterali rilevanti prima di prescrivere un farmaco, e se non lo ha fatto — causandoti danni documentabili — puoi chiedere il risarcimento sia per i danni fisici subiti che per la violazione del consenso informato.
Quadro normativo
La responsabilità medica in Italia è disciplinata dalla Legge Gelli-Bianco (L. 24/2017), che distingue la responsabilità della struttura sanitaria (contrattuale, art. 1218 c.c.) da quella del singolo medico (extracontrattuale, art. 2043 c.c.). Il consenso informato è un diritto fondamentale sancito dall'art. 32 della Costituzione e dalla Legge 219/2017, che impone al medico di illustrare benefici, rischi e alternative terapeutiche prima di qualsiasi trattamento. La mancata informazione è essa stessa fonte di danno risarcibile, indipendentemente dalla correttezza tecnica della prescrizione.
Come funziona in pratica
- Danno da omessa informazione: anche se il farmaco fosse stato tecnicamente appropriato, non averti avvertito dei rischi gravi (atrofia cerebrale, gastrite severa, depressione) configura una violazione autonoma del tuo diritto all'autodeterminazione
- Danno biologico: le lesioni documentate (riduzione del volume cerebrale, gastrite, perdita di peso) costituiscono danno biologico risarcibile, da quantificare con perizia medico-legale
- Onere della prova: spetta alla struttura sanitaria o al medico dimostrare di averti informato correttamente; se non esiste documentazione scritta del consenso informato, sei in una posizione favorevole
- Prescrizione: l'azione si prescrive in 10 anni verso la struttura (responsabilità contrattuale) e in 5 anni verso il medico (responsabilità extracontrattuale), decorrenti dalla scoperta del danno
- Tentativo obbligatorio di mediazione: prima di andare in giudizio, la Legge Gelli-Bianco impone un tentativo di conciliazione stragiudiziale o CTU preventiva
Cosa conviene fare
- Raccogli tutta la documentazione: cartelle cliniche, esami (specialmente la risonanza magnetica che evidenzia l'atrofia), prescrizioni, referti della gastrite e qualsiasi altra documentazione medica
- Richiedi copia della cartella clinica alla struttura dove sei stato seguito (hai diritto ad ottenerla entro 30 giorni)
- Verifica se esiste un modulo di consenso informato firmato da te: se non c'è o è generico, è un elemento molto favorevole alla tua causa
- Consulta un avvocato specializzato in responsabilità medica il prima possibile — molti operano con parcella a successo (no win no fee) in questi casi
- Richiedi una perizia medico-legale indipendente per quantificare i danni permanenti subiti: è la base di ogni richiesta risarcitoria
- Non contattare direttamente il medico o la struttura senza prima aver parlato con un legale, per non compromettere la tua posizione
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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