Responsabilità Medica

INPS chiede restituzione assegno invalidità civile: si può contestare?

Utente_milano_7588 · 5 visualizzazioni

Vorrei parlare con un Avvocato che si occupa di Invalidità Civile. Sono un invalido civile al 100% dal 2019. Nel corso degli anni Inps mi ha chiesto indietro denaro per problemi reddituali. Vorrei spiegare la situazione e capire se è stato corretto e se no se si possono averli indietro. Non avevo redditi solo un affitto di casa a Rapallo che l' inquilina non ha pagato per 2 anni. Attendo notizie. Grazie per l' attenzione.

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

L'INPS può legittimamente chiedere la restituzione di alcune prestazioni di invalidità civile se il reddito dell'interessato supera i limiti di legge. Tuttavia, se il reddito da locazione non è stato effettivamente percepito perché l'inquilina era morosa, esistono buone possibilità di contestare il recupero e ottenere la restituzione delle somme.

Quadro normativo

Le prestazioni di invalidità civile si dividono in due categorie rispetto al reddito:

  • Assegno mensile di assistenza e pensione di inabilità civile: soggetti a limiti reddituali annui stabiliti dalla L. 118/1971 e aggiornati ogni anno dall'INPS
  • Indennità di accompagnamento (L. 18/1980): non soggetta a limiti reddituali, quindi l'INPS non può recuperarla per motivi di reddito
Il reddito rilevante ai fini INPS è quello dichiarato ai fini IRPEF (modello 730 o Redditi PF). Il canone di locazione, anche se non incassato, potrebbe essere stato conteggiato se presente in dichiarazione dei redditi.

Come funziona in pratica

  • L'INPS verifica i redditi tramite l'Agenzia delle Entrate e, se superano la soglia, emette un provvedimento di recupero indebito
  • Se l'inquilina non ha pagato l'affitto per due anni, il reddito da locazione era comunque tassabile in base alle regole IRPEF, ma esistono eccezioni documentabili
  • In caso di morosità dell'inquilino, la legge fiscale consente di non dichiarare i canoni non percepiti a condizione che sia stato avviato un procedimento di sfratto per morosità (art. 26, TUIR)
  • Se questa condizione è stata rispettata e i canoni non risultavano nel 730, la base reddituale usata dall'INPS potrebbe essere errata
  • Il termine di prescrizione per il recupero da parte dell'INPS è in genere di 5 anni

Cosa conviene fare

  • Verificare subito quale tipo di prestazione è stata oggetto di recupero (accompagnamento vs. assegno/pensione)
  • Raccogliere tutta la documentazione sulla morosità dell'inquilina: raccomandate di messa in mora, atti di sfratto, sentenze del Tribunale
  • Controllare le dichiarazioni dei redditi degli anni contestati per vedere come erano stati indicati i canoni
  • Presentare ricorso amministrativo all'INPS entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento
  • In caso di rigetto, ricorrere al Tribunale del Lavoro (sezione previdenza), competente per le controversie in materia di prestazioni INPS
  • Rivolgersi a un patronato (CAF, CGIL, CISL, UIL) per assistenza gratuita nella fase amministrativa

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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