Negligenza al Pronto Soccorso con danno estetico: come chiedere il risarcimento?
Utente_milano_2660 · 2 visualizzazioni
In data 7/4 mi procuro una ferita sul lavoro lacero-contusa relativamente profonda e sporca all'altezza del malleolo dx. Provvedo ad andare in Pronto Soccorso all'Ospedale Galeazzi e come prima cosa informo l'infermiera al triage di essermi procurato la ferita sul lavoro. Questa minimizza l'entità della ferita che le mostro e - senza nemmeno chiedere come mi chiamassi o se avessi l'antitetanica - dice che basta disinfettare e mettere un cerotto, quindi senza fare alcun tipo di accettazione (obbligatoria per legge), mi manda dentro e mi fa medicare da uno scortesissimo infermiere, il quale dopo avermi applicato il cerotto mi dice "puoi andare". Faccio immediatamente reclamo tramite mia mamma (più esperta in materia in quanto infermiera) e la risposta ufficiale non solo non contiene scuse, ma dichiara il falso, negando che io abbia dichiarato di essermi infortunato sul lavoro e dicendo che io mi sarei allontanato spontaneamente dal Pronto Soccorso. Intendo valutare con un Legale le azioni da intraprendere sia per la negligenza prettamente procedurale degli infermieri, sia per le conseguenze estetiche e funzionali che tale negligenza ha provocato: una cicatrice di colore violaceo brutta esteticamente, ma soprattutto decisamente fastidiosa.
Risposta diretta
Hai elementi concreti per agire legalmente contro la struttura ospedaliera per responsabilità medica. La mancata accettazione formale al triage, l'omessa anamnesi e il danno fisico che ne è derivato configurano una condotta negligente risarcibile sia sul piano civile che, potenzialmente, penale.Quadro normativo
La responsabilità della struttura sanitaria è disciplinata dalla LEGGE GELLI-BIANCO (L. n. 24/2017), che distingue tra la responsabilità della struttura — di natura CONTRATTUALE (art. 1218 c.c.) — e quella del singolo professionista sanitario, di natura EXTRACONTRATTUALE (art. 2043 c.c.). La struttura risponde dei danni causati dai propri dipendenti anche per omissioni procedurali, come la mancata registrazione dell'accettazione al triage, obbligatoria per legge. Ulteriore profilo rilevante è la mancata segnalazione dell'INFORTUNIO SUL LAVORO all'INAIL, obbligo che grava anche sulla struttura sanitaria che riceve il paziente.Come funziona in pratica
Cosa conviene fare
a. Raccogli e conserva tutta la documentazione: il referto del PS (se rilasciato), le foto della ferita e della cicatrice, la corrispondenza del reclamo e la risposta dell'ospedale, le ricevute di eventuali spese mediche successive. b. Fai valutare la cicatrice da un MEDICO LEGALE privato il prima possibile, per avere una stima del danno permanente. c. Verifica se l'infortunio è stato regolarmente denunciato al datore di lavoro e poi all'INAIL: in caso contrario, agisci anche su quel fronte per non perdere le tutele previdenziali. d. Affidati a un avvocato specializzato in responsabilità medica: i termini di PRESCRIZIONE per questa tipologia di danno sono di 10 anni per la responsabilità contrattuale della struttura, ma è fondamentale non ritardare per non perdere prove. e. La falsa dichiarazione contenuta nella risposta ufficiale dell'ospedale potrebbe rilevare anche in sede penale (falso ideologico), un aspetto che l'avvocato valuterà caso per caso.Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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