Espropriazione pubblica per ciclovia: come verificare indennizzo e confini?
Utente_milano_1251 · 0 visualizzazioni
Ho ritirato il giorno 20 agosto 219 la raccomandata che mi informava dell’esproprio e ottenuto in data 27 agosto, dopo richiesta formale, la documentazione riguardo il piano d’esproprio grafico ed analitico con annessa valutazione dell’indennizzo. L’esproprio in questione riguarda il progetto della “Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese”; il mio terreno situato a Ceglie Messapica (BR) ospita, credo ormai da 100 anni, il canale di servizio dell’acquedotto Pugliese che di fatto divide in due la proprietà. Oggi richiedono l’esproprio per realizzare una ciclovia. A fronte di questa richiesta, credo pertanto che l’area non fosse mai stata espropriata, ma di fatto utilizzata da AQP e da terzi per il passaggio attraverso la mia proprietà. Non ho intenzione di oppormi in nessun modo all’esproprio, ma intendo verificare la correttezza dell’indennizzo proposto e, soprattutto principalmente, definire correttamente l’area di esproprio proposta in modo da definire in maniera precisa i nuovi confini della mia proprietà ed eventualmente proporre alternative. Quest’ultima richiesta, che di fatto è la motivazione principale che mi porta a voler produrre le mie osservazioni, è legata al fatto che il fabbricato (un trullo con annessa “lamia”/pagliaio) dista solo poco più di un metro dal tracciato del canale dell’acquedotto e che inoltre l’area di 350mq espropriata è indicata su planimetria come un rettangolo comprendente anche parte del trullo; vorrei mettere bene in chiaro quali siano i reali confini di questo esproprio al fine di poter eventualmente un domani poter recintare l’area in maniera corretta senza problematiche/ contestazioni di nessun tipo e, soprattutto, senza pericolo per i cicloturisti che utilizzeranno la ciclovia. Se esistono le condizioni tecniche e di sicurezza per poter inserire un confine tra il trullo e il tracciato della ciclovia credo non sia nemmeno necessario richiedere lo spostamento dell’opera, ma vorrei mettere “nero su bianco” la facoltà di poter recintare, dividere, segnare il confine senza essere di intralcio all’area di esproprio e tantomeno far venir meno la sicurezza dei ciclisti. Se non dovessero esserci le condizioni tecniche e di sicurezza, la proposta, rispetto ad uno spostamento dell’intera opera potrebbe essere quella di creare un piccolo restringimento al fine di garantire il mio passaggio dietro al trullo per eventuali manutenzioni al fabbricato. Vi richiedo cortesemente di potermi dare una valutazione in merito e una stima dei costi che potrei affrontare nell’inviare una comunicazione con le mie osservazioni all’ente espropriante. Ringraziandovi per la collaborazione, porgo i miei più cordiali saluti
Risposta diretta
Hai il diritto di presentare osservazioni scritte all'ente espropriante per contestare i confini dell'area espropriata e per chiedere chiarimenti sul tracciato, senza dover necessariamente opporti all'esproprio in sé. Puoi anche richiedere una perizia di parte per valutare la congruità dell'indennizzo proposto.Quadro normativo
La materia è disciplinata dal TESTO UNICO DELLE ESPROPRIAZIONI PER PUBBLICA UTILITÀ (D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327). In base all'art. 11, una volta notificato l'avvio del procedimento, il privato ha diritto di partecipare al procedimento espropriativo presentando OSSERVAZIONI SCRITTE entro i termini indicati nell'atto (solitamente 30 giorni dalla notifica). L'art. 20 regola la determinazione dell'indennità provvisoria: se non accettata, si apre una fase di contraddittorio con la possibilità di richiedere una stima tramite la COMMISSIONE PROVINCIALE ESPROPRI.Come funziona in pratica
Cosa conviene fare
Prima di tutto, verifica immediatamente se i termini per le osservazioni siano ancora aperti. Coinvolgi un GEOMETRA O INGEGNERE per una verifica tecnica della planimetria e per redigere una controproposta grafica del tracciato. Fatti assistere da un avvocato specializzato in diritto amministrativo per la stesura delle osservazioni formali: un atto ben strutturato aumenta significativamente le possibilità che l'ente recepisca le tue richieste senza necessità di ricorso giurisdizionale. Il costo di una consulenza legale + tecnica per questa fase si aggira in genere tra 500 e 1.500 euro a seconda della complessità.Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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