Prestanome aziendale del padre: i debiti spettano al figlio o al gestore di fatto?
Utente_valenza_4243 · 0 visualizzazioni
In sostanza nel 2013 mio padre di aprire un’azienda individuale a mio nome, dato che, a suo dire, lui non poteva farlo a causa del fallimento della sua precedente azienda. Io, allora ventunenne, mi sono fidato di mio padre e l’ho fatto. Nel 2017 ho deciso di volermene andare, così l’azienda è stata chiusa ed io ho cominciato a lavorare come dipendente in un’altra azienda. Nel 2018 i miei titolari mi hanno chiamato dicendomi che da quel mese ci sarebbe stato il pignoramento di un decimo del mio stipendio. Mi sono quindi rivolto, per la prima volta, al commercialista che seguiva la ditta amio nome, che fino a quel momento non avevo mai visto né gli avevo mai parlato, dato che a livello amministrativo si è sempre occupato di tutto mio padre. In quel momento vengo a scoprire che vi era una considerevole somma di debito per contributi che non erano stati versati all’INPS, oltre che diverse parcelle arretrate che dovevano essere pagate al commercialista. Quando sono andato a dirlo a mio padre che avrebbe sistemato tutto e che stava aspettando che arrivasse il saldo e stralcio. Da lì a poco ho anche ricevuto una chiamata dall’azienda telefonica con la quale l’azienda a mio nome aveva un contratto, dicendomi che erano rimaste delle rate da pagare. Allo stesso modo ho ricevuto chiamate da altre aziende, di cui ora non ricordo, dicendo che dovevo pagare alcuni debiti fatti a nome della “mia” azienda. Inoltre nel 2017, poco prima che decidessi di andarmene e chiudere l’azienda, mio padre di intestarmi l’auto che tuttora è in suo possesso e che utilizza. In quel momento ero ancora ignaro dei vari debiti ed ho accettato anche quello. Da poco sono cominciate ad arrivarmi diverse notifiche da parte dell’agenzia dell’entrate per multe prese con quel veicolo nel 2019 e mai pagate. Quando ho chiesto spiegazioni a mio padre che avrebbe pagato anche quelle quando sarebbe arrivato il saldo e stralcio. Inoltre mi ha detto che non ha pagato diversi bolli. Spero di essere stato sufficientemente comprensibile nel tentativo di spiegare il problema. Ora non so se ci possa essere una soluzione a questo problema e nel caso quale possano essere le opzioni. Nella mia ignoranza in materia mi domando se ci sia un modo di “trasferire” a mio padre e multe, dimostrando che in realtà appartengono a lui e, nel caso in cui fosse possibile, in maniera “pacifica”, chiedendogli di “confessare” tutto e prendersi i debiti che gli spettano. Ovviamente non so se è previsto un procedimento del genere dalla legge, ma nel caso in cui non lo fosse, o lo fosse e mio padre a collaborare, sarei disposto ad intraprendere una strada meno “pacifica”. In quel caso mi domando se potrebbe eventualmente tornare utile la testimonianza del commercialista sopramenzionato e di altre persone, oltre al fatto che ho accesso all’email dell’azienda. Email che in piccola parte utilizzavo io, per quella che era la mia mansione, ma soprattutto utilizzava mio padre, che gli scrivevano salutandolo con il suo nome. Aspetto una vostra risposta, grazie mille, buona giornata.
Risposta diretta
Come titolare formale della ditta individuale, sei giuridicamente responsabile di tutti i debiti accumulati a tuo nome nei confronti di terzi (INPS, fornitori, azienda telefonica). Tuttavia, esistono strumenti legali concreti per rivalersi sul padre, che era il GESTORE DI FATTO dell'attività, e recuperare quanto sei costretto a pagare.Quadro normativo
La tua situazione configura quella che il diritto chiama INTERPOSIZIONE FITTIZIA DI PERSONA o gestione tramite prestanome. Il padre ti ha utilizzato come intestatario formale per aggirare i propri impedimenti (il fallimento), ma ha gestito l'azienda in prima persona. Questo rileva sotto due profili:Come funziona in pratica
I creditori (INPS, commercialista, fornitori) hanno pieno diritto di agire nei tuoi confronti perché sei il titolare formale registrato. Non puoi bloccare direttamente queste richieste, ma puoi:a. Raccogliere prove della gestione del padre: le email aziendali in cui gli scrivevano per nome, la testimonianza del commercialista (che trattava solo con lui), estratti conto, contratti firmati dal padre, messaggi WhatsApp o scritti in cui il padre riconosce i debiti come suoi.
b. Provare a raggiungere un ACCORDO STRAGIUDIZIALE: far firmare al padre una scrittura privata in cui riconosce i debiti come propri e si impegna a pagarli o a rimborsarti. Questo documento ha valore legale e può diventare titolo esecutivo.
c. In mancanza di collaborazione, agire per via giudiziale con una causa civile di rimborso e, contestualmente, valutare una DENUNCIA PENALE per truffa. La denuncia non risolve i debiti, ma può accelerare la disponibilità del padre a trattare.
Per le MULTE E I BOLLI dell'auto: come proprietario formale sei il destinatario delle sanzioni, ma hai diritto a comunicare al Prefetto il nominativo del conducente effettivo. Per i bolli non pagati, puoi regolarizzare e poi rivalersi.
Cosa conviene fare
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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