Incidenti Stradali

Multa autovelox notificata da corriere privato: il ricorso è fondato?

Utente_milano_4415 · 0 visualizzazioni

Ho ricevuto una multa per eccesso di velocita sulla strada provinciale Rivoltana, velocità rilevata 124 velocità consentita 110. Il verbale mi è stato recapitato con corriere privato Nexive. Inoltre non è presente sul verbale l'ordinanza del prefetto che autorizza l'autovelox su quella strada. Vorrei ricorrere principalmente perché la notifica sarebbe dovuta avvenire con poste italiane e non con poste private in quanto l'Agicom ancora non rilascia le autorizzazioni. Ho visto che c'è anche una sentenza della cassazione che si esprime in merito: La Cassazione, con recente Ordinanza n. del 11 ottobre 2017 (in contestazione di modalità di notifica del ricorso introduttivo) ha precisato l’esclusività di Poste Italiane. Inoltre ha precisato: •L’art. 1, commi 57-58, Legge n. 125/2017 ha abrogato l’esclusività a Poste Italiane per le notifiche (allargamento solo per quelle ex Legge n. 890/1982, non quindi le notifiche “dirette” ex art. 26, comma 1, secondo periodo, D.p.r n. 602/1973); •La possibilità di notifica con Poste Private non è subito attiva dal 10 settembre 2017, ma quando l’autorità nazionale di regolamentazione (AGCOM) rilascia le previste nuove licenze individuali a tali società private.

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Risposta diretta

Sì, hai due motivi potenzialmente fondati per contestare il verbale: la notifica tramite corriere privato in assenza di autorizzazione AGCOM e la mancanza dell'ordinanza prefettizia che legittima l'uso dell'autovelox su quella tratta.

Quadro normativo

Il primo motivo si fonda sull'art. 201 del CODICE DELLA STRADA, che disciplina la notifica dei verbali, e sulla Legge n. 124/2017 (cd. legge sulla concorrenza), i cui commi 57-58 hanno liberalizzato le notifiche postali ma con efficacia differita: la possibilità per gli operatori privati di effettuare notifiche ai sensi della Legge n. 890/1982 è subordinata al rilascio delle LICENZE INDIVIDUALI da parte di AGCOM. Fino a quel momento, la competenza esclusiva di Poste Italiane rimane operativa. La Cassazione, con l'ordinanza dell'11 ottobre 2017, ha confermato esattamente questo principio. Il secondo motivo si basa sull'art. 142 e sull'art. 45 C.D.S., che richiedono che i dispositivi di rilevamento automatico della velocità siano regolarmente omologati e installati in conformità a un'ORDINANZA PREFETTIZIA che ne autorizza la collocazione su quella specifica strada. L'assenza di tale atto nel verbale costituisce un vizio che può inficiarne la validità.

Come funziona in pratica

Hai due strade per contestare il verbale

  • RICORSO AL PREFETTO: da presentare entro 60 giorni dalla notifica del verbale. È gratuito, non richiede assistenza legale obbligatoria, ma in caso di rigetto potresti trovarti a pagare una somma maggiorata.
  • RICORSO AL GIUDICE DI PACE: da presentare entro 30 giorni dalla notifica. È la via giudiziaria vera e propria, più garantista. Qui potrai far valere entrambi i vizi (notifica invalida e mancanza di ordinanza) producendo eventualmente documentazione a supporto, come le comunicazioni ufficiali sullo stato delle autorizzazioni AGCOM alla data di notifica del tuo verbale.
  • Riguardo all'assenza dell'ordinanza prefettizia: puoi richiedere formalmente al Comune o alla Provincia un accesso agli atti (ex Legge n. 241/1990) per verificare se tale ordinanza esista o meno e ottenerne copia da allegare al ricorso.

    Cosa conviene fare

    Verifica prima di tutto la DATA ESATTA DI NOTIFICA sul verbale, perché i termini per il ricorso sono perentori e non ammettono deroghe. Controlla poi lo stato delle licenze AGCOM rilasciate agli operatori privati alla data della notifica (informazione pubblica sul sito AGCOM): se alla data della notifica Nexive non aveva ancora ottenuto la licenza individuale, il vizio è concreto. Raccogli la documentazione necessaria e valuta l'assistenza di un avvocato specializzato in diritto della circolazione stradale, soprattutto se il costo della multa e della decurtazione punti rende conveniente l'investimento nel ricorso giudiziario. Evita di pagare in attesa del ricorso: il pagamento equivale a rinuncia tacita.

    Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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