Multa per eccesso di velocità del 2017-2018: si può contestare o è prescritta?
Utente_brescia_6494 · 1 visualizzazioni
Mi è stato detto che la multa per l'eccesso di velocità è stata pagata, ma non avendo dichiarato che ero io alla guida hanno proceduto con il mandare la seconda multa che è arrivata alla mia vecchia residenza (nel mentre mi sono trasferita) Mi chiedevo se era possibile evitare di pagare le multa, o almeno non doverle pagare per intero, dato che si tratta di importi da 650 euro cad. (essendo passati anni, una è del 2017 e l'altra 2018 se non erro)quindi oltre la multa originale ci sono gli interessi ecc.
Risposta diretta
Le multe del 2017 e 2018 potrebbero essere già prescritte, oppure contestabili per vizio di notifica se al momento della notifica lei aveva già aggiornato la propria residenza anagrafica. Vale la pena verificare entrambe le strade prima di pagare qualsiasi somma.
Quadro normativo
Le sanzioni amministrative, incluse le multe stradali, si prescrivono in 5 anni dalla data della violazione, ai sensi dell'art. 28 della Legge 689/1981. La prescrizione si interrompe solo se interviene un atto formale di riscossione (come una cartella esattoriale o un avviso di accertamento esecutivo).
La multa da €650 a cui fa riferimento è quasi certamente quella prevista dall'art. 126-bis del Codice della Strada per omessa comunicazione dei dati del conducente: quando il proprietario del veicolo non dichiara entro 60 giorni chi era alla guida al momento dell'infrazione, scatta questa sanzione aggiuntiva.
Quanto alla notifica, l'art. 201 CdS impone che la multa venga notificata all'indirizzo di residenza anagrafica risultante dai registri ufficiali al momento della notifica. Se lei aveva già trasferito la residenza prima che avvenisse la notifica, quella comunicazione potrebbe essere considerata nulla.
Come funziona in pratica
- Verificare la prescrizione: se le multe risalgono al 2017-2018 e non è mai arrivata una cartella esattoriale o un atto di riscossione che abbia interrotto il termine, i 5 anni potrebbero essere già decorsi
- Controllare la propria posizione in anagrafe: verificare la data in cui è stato registrato il cambio di residenza e confrontarla con la data in cui le notifiche sono state inviate
- Se la notifica è successiva al trasferimento anagrafico: si può proporre opposizione sostenendo la nullità della notifica, perché l'ente avrebbe dovuto cercare la nuova residenza
- Se è arrivata una cartella Agenere delle Entrate-Riscossione: la prescrizione potrebbe essere stata interrotta; in quel caso si può comunque verificare se la cartella stessa è stata notificata correttamente
- Nessuna riduzione automatica per il decorso del tempo: se i termini non sono scaduti e la notifica è valida, gli interessi e le spese accessorie sono purtroppo dovuti per legge
Cosa conviene fare
- Non pagare immediatamente: prima accertare se la multa è ancora esigibile verificando l'eventuale prescrizione
- Richiedere la propria situazione debitoria all'ente che ha emesso la multa (Comune o Prefettura) o ad Agenzia delle Entrate-Riscossione
- Raccogliere i documenti del cambio di residenza (data di iscrizione all'anagrafe del nuovo Comune) per confrontarla con le date delle notifiche
- Proporre ricorso al Giudice di Pace di Brescia entro 30 giorni dalla notifica dell'atto più recente, se si riscontra un vizio di notifica o la prescrizione maturata
- Consultare un avvocato o un patronato: per importi da €650 ciascuna, una verifica professionale è economicamente vantaggiosa rispetto al pagamento integrale con interessi
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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