Incidenti Stradali

Multa per divieto di transito dopo autorizzazione del Comune: si può fare ricorso?

Utente_caprino_4758 · 0 visualizzazioni

Loro ci hanno dato parere positivo e ci hanno chiesto di pagare 50,00€ per poter usufruire del servizio. Il giorno 6/1/2020 ci presentiamo e ci danno le chiavi per il cancello grande in modo da entrare con le auto piene di materiale per la festa stessa. Dopo un pò arriva un agente di polizia locale dicendoci che le auto non possono stare all'interno in quanto esiste un divieto emanato dal Sindaco. Noi ci siamo guardati attorno e non esistono cartelli ad indicare il divieto, inoltre eravamo entrati grazie alle chiavi forniteci, essendo un'area chiusa alla circolazione tramite recinti (se esiste un divieto perchè ci fanno entrare?). Comunque per non avere problemi abbiamo spostato le auto liberando il cortile e l'agente se ne andato. Oggi 29/01/2020 sono arrivati gli accertamenti di violazione a tutti i proprietari delle auto che recitano: violazione dell'art. 7/14 del c.d.s. poichè: Divieto di transito all'interno della Villa. Inutile dire che riteniamo non solo assurdo che prima ci facciano pagare, poi ci diano le chiavi per entrare e infine che ci multino, ma che sia pure una cattiveria assurda visto che le auto erano pure state spostate senza recare problemi a nessuno... Vorrei gentilmente sapere se possibile fare ricorso ed eventualmente lo fosse e si decidesse di procedere, se sarà possibile in caso di annullamento, recuperare tutte le spese legali. Grazie

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

Sì, avete ottime ragioni per fare ricorso contro le sanzioni. Il fatto che il Comune vi abbia rilasciato le chiavi e incassato il pagamento per l'accesso configura una vera e propria autorizzazione implicita all'ingresso, che contrasta frontalmente con la multa successivamente elevata.

Quadro normativo

Le sanzioni contestate richiamano l'art. 7 comma 14 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992), che disciplina i provvedimenti comunali di limitazione della circolazione nelle aree urbane. Tuttavia, il PRINCIPIO DI AFFIDAMENTO LEGITTIMO, sancito dall'art. 1 della Legge 241/1990 e dalla giurisprudenza consolidata, tutela chi agisce in buona fede sulla base di un'autorizzazione rilasciata dalla stessa pubblica amministrazione che poi irroga la sanzione. È contraddittorio — e giuridicamente censurabile — che lo stesso soggetto pubblico conceda l'accesso e poi sanzioni l'accesso stesso.

Come funziona in pratica

Avete due strade per impugnare il verbale

  • RICORSO AL PREFETTO: va presentato entro 60 giorni dalla notifica del verbale, è gratuito e non richiede obbligatoriamente un avvocato. Il Prefetto valuta la legittimità della sanzione e può annullarla.
  • RICORSO AL GIUDICE DI PACE: va presentato entro 30 giorni dalla notifica. Richiede l'assistenza di un avvocato ed è il percorso più indicato nel vostro caso, perché consente di produrre documenti (ricevuta del pagamento dei 50€, copia delle chiavi consegnate, testimonianze) e di chiedere anche il rimborso delle spese legali in caso di vittoria.
  • In entrambi i casi, gli elementi a vostro favore sono molto solidi: la ricevuta del pagamento effettuato, la consegna fisica delle chiavi del cancello, l'assenza di cartellonistica visibile all'interno dell'area e la tempestiva collaborazione con l'agente nel liberare l'area.

    Cosa conviene fare

    Il termine di 30 giorni per il ricorso al Giudice di Pace è un TERMINE PERENTORIO: se scade, la multa diventa definitiva e non impugnabile. Verificate la data di notifica degli accertamenti e agite rapidamente. Raccogliete subito tutta la documentazione disponibile: ricevuta del pagamento, eventuale contratto o comunicazione scritta con l'ente gestore, foto dell'area priva di cartelli, elenco dei testimoni presenti. Riguardo al recupero delle spese legali: in caso di accoglimento del ricorso al Giudice di Pace, il giudice può condannare l'amministrazione alle spese, anche se nella pratica i giudici di pace tendono a compensarle. Tuttavia, l'entità del contenzioso (più proprietari coinvolti) rende conveniente agire collettivamente, condividendo i costi legali tra tutti i sanzionati.

    Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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