Rinnovo patente bloccato dalla Motorizzazione: si può fare causa alla PA?
Utente_roma_1527 · 1 visualizzazioni
Vi descrivo in breve il mio problema, nel 2011 ho subito il ritiro della patente per guida in stato d'ebrezza con valore alcolico di 0.7, circa 0,2 oltre il limite consentito, ho svolto regolarmente tutti i rinnovi, fin quando mi e' scaduta la patente e nel febbraio del 2020 ho pagato uno sbrigo pratiche ( di cui ho tutti i dati ) per appunto rinnovare la patente, dopodiche causa Covid19 le motorizzazioni hanno chiuso e lo sbirgo pratiche non e' riuscito a prendere un' appuntamento per il rinnovo! A giugno le motorizzazioni hanno riaperto ma nonostante questo la motorizzazione non risponde e non ricevono, procurando a me un danno non indifferente perche' ho famiglia e quant' altro e sono esattamente 7 mesi che non riesco nemmeno a prendere appuntamento, tra l'altro so gia' che i tempi di attesa sono lunghissimi e qualora riuscissi ad averne uno dovrei comunque aspettare mesi, e questo per me non e' possibile ho quindi intenzione di fare causa per danno procurato che di certo non dipende da me in quanto ho gia' pagato... Se mi contattate potro' essere molto piu' chiaro e' dettagliato.
Risposta diretta
Sì, hai diritto ad agire legalmente contro la Motorizzazione Civile per silenzio-inadempimento: la Pubblica Amministrazione ha l'obbligo di concludere i procedimenti entro termini precisi, e il mancato rilascio della patente per inerzia dell'ufficio configura un illecito amministrativo che può generare risarcimento del danno.
Quadro normativo
Il riferimento principale è la Legge 7 agosto 1990, n. 241 (legge sul procedimento amministrativo), in particolare:
- Art. 2 — impone alla PA di concludere ogni procedimento entro 30 giorni dalla domanda (salvo termini diversi previsti da regolamenti specifici)
- Art. 2-bis — prevede espressamente il risarcimento del danno ingiusto causato dall'inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento
- D.Lgs. 104/2010 (Codice del processo amministrativo), art. 117 — disciplina il ricorso avverso il silenzio-inadempimento davanti al TAR, con rito speciale accelerato
Come funziona in pratica
- Prima di ricorrere al TAR, è necessario inviare una diffida formale alla Motorizzazione Civile tramite raccomandata A/R o PEC, intimando la conclusione del procedimento entro un termine (di solito 30 giorni)
- Se la PA non risponde o non provvede entro il termine, si può depositare il ricorso per silenzio-inadempimento al TAR: il rito è rapido (udienza fissata entro 30 giorni dal deposito)
- Contestualmente o in separata sede, si può avanzare domanda di risarcimento del danno documentando le perdite subite (mancato lavoro, spese sostenute per lo sbrigapratiche, danni alla famiglia)
- Conserva tutta la documentazione: ricevuta del pagamento all'agenzia pratiche, eventuali email o messaggi con la Motorizzazione, prove dei tentativi di contatto
Cosa conviene fare
- Invia subito una diffida formale alla Motorizzazione Civile di Roma (via PEC o raccomandata), indicando la data di presentazione della domanda e il danno che stai subendo
- Raccogli le prove del danno: dichiarazioni, mancati guadagni, spese documentate
- Consulta un avvocato amministrativista per valutare il ricorso al TAR: i tempi sono rapidi e spesso bastano pochi mesi per ottenere un'ordinanza che obbliga la PA ad agire
- Valuta anche di segnalare l'inerzia al Difensore Civico regionale o all'Ispettorato della Motorizzazione: a volte sblocca la situazione senza necessità di ricorrere al tribunale
- Non affidarti nuovamente a intermediari senza garanzie scritte sul risultato
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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