Abbonamento trasporto non pagato per servizio sospeso: l'azienda può pretendere il saldo?
Utente_senna_2378 · 1 visualizzazioni
Abbiamo bisogno di un avvocato civilista per fa fronte alle pretese dell'azienda di trasporto locale ASF autolinee in merito al saldo di abbonamenti a suo tempo sottoscritti dalla mia compagna, per se stessa ed i nostri due figli. Si trattava di abbonamenti annuali con pagamento semestrale, sottoscritti il 30.. La prima rata (6 mesi) è stata saldata al momento della sottoscrizione. La seconda rata non è stata corrisposta, per i seguenti motivi 1.L'azienda, causa COVID, nel periodo aveva interrotto il servizio di trasporti presso ns.comune e si è resa telefonicamente irreperibile 2.Il contratto di abbonamento sottoscritto prevedeva, testualmente: “Il mancato pagamento del saldo entro la data comporterà l'immediata sospensione del titolo di viaggio.Il pagamento successivo alla data indicata ripristinerà la validità dell'abbonamento ma non avrà valore per il periodo di sospensione..." Da parte nostra non abbiamo mai richiesto rimborso per il periodo pagato, durante il quale il servizio non è stato fornito. Abbiamo inoltre illustrato le nostre motivazioni, restituito i titoli di viaggio mediante raccomandata r.r. , dando disponibilità ad un futuro ripristino degli stessi, secondo condizioni sopra citate. L'azienda si è dimostrata sorda alle nostre ed ha reiterato tali richieste tramite studio legale, minacciando ulteriori addebiti.
Risposta diretta
Avete una difesa giuridicamente solida. Se l'azienda ha interrotto il servizio nel periodo coperto dalla seconda rata, non aveva diritto al pagamento di quel saldo — e lo stesso contratto da voi firmato lo conferma implicitamente.Quadro normativo
Il cardine della vostra difesa è l'articolo 1460 del Codice Civile, che disciplina la cosiddetta ECCEZIONE DI INADEMPIMENTO ("exceptio inadimpleti contractus"): nei contratti con prestazioni corrispettive, ciascuna parte può rifiutarsi di adempiere la propria obbligazione se l'altra non ha eseguito o non offre di eseguire la propria, salvo che i termini per le due prestazioni siano diversi. In altre parole: nessun servizio erogato, nessun obbligo di pagamento.A ciò si aggiunge la clausola contrattuale che avete citato: il mancato pagamento comporta la sospensione del titolo, e il pagamento successivo non copre il periodo di sospensione. Questa clausola, letta a contrario, implica che il pagamento è dovuto solo per i periodi in cui il titolo è valido e il servizio disponibile.
Come funziona in pratica
Cosa conviene fare
Prima di tutto, non ignorate la diffida dello studio legale. Se l'azienda depositasse un ricorso per decreto ingiuntivo, avreste 40 giorni dalla notifica per proporre OPPOSIZIONE, allegando l'eccezione di inadempimento e tutta la documentazione raccolta (raccomandata di restituzione, prove della sospensione del servizio, testo contrattuale).In questo momento è opportuno affidarsi a un avvocato civilista che possa redigere una risposta formale allo studio legale avversario, evidenziando le vostre ragioni prima che la questione arrivi davanti a un giudice. Una lettera legale ben costruita spesso è sufficiente a chiudere queste vertenze senza processo. Raccogliete e conservate tutto: ricevuta della raccomandata, testo del contratto, prove della sospensione del servizio (anche screenshot di comunicazioni aziendali o articoli di giornale).
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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