Espulsione dall'Italia con ricorso in Cassazione pendente: come rientrare?
Utente_milano_7531 · 0 visualizzazioni
Sono un ragazzo ucraino di 29 anni residente in italia da 11 anni purtroppo per mia stupidità e per cattive compagnie ho avuto dei problemi penali per piccoli reati dove stavo scontando una pena di anni 1 e 11 mesi ,e la stavo scontando inizialmente a casa con l'obbligo di uscire alle sette del mattino e rientrare alle nove di sera a casa dove per una lite finita con l'essere andato al pronto soccorso per un'aggressione causata da un albanese che mi ha poi il giorno seguente denunciato per falsa testimonianza contro di me il mio avvocato ha cercato di fare in modo che io finissi di scontare la pena pur avendo un espulsione dall' italia per via della mia forzata clandestinità , ha fatto ricorso con esito negativo alche siamo passati alla cassazione dove per mio diritto non avrebbero dovuto espellermi dallo stato italiano finché c'era una cassazione in atto ma evidentemente non ne hanno tenuto minimamente conto e hanno deciso di rispedirmi al mio paese quasi un mese fà ,premetto che la mia famiglia composta da mia mamma e mio fratellino di otto anni e ho una compagna da cinque anni italiana e sono tutti in italia e che al mio paese mi ritrovo spaesato non avendo nessuno che mi possa aiutare a ricominciare da zero la mia vita, e premetto che da quando sono in italia ho sempre lavorato con un contratto di lavoro a parte gli ultimi anni da clandestino e sono proprietario insieme a mia mamma di una casa ,io accetto di pagare i miei errori e di aver commesso l'errore più grande della mia vita quando poco tempo fà ho interrotto per via di cause altrui la mia messa in prova ma vorrei avere il diritto di ricomporre la mia vita in italia . la mia domanda è cosa posso fare e quali possibilità ho per rientrare in italia prima dei dieci anni e come posso fare per togliere questa espulsione vorrei avere delle risposte e a chi mi posso rivolgere la ringrazio saluti
Risposta diretta
Esistono strumenti legali concreti per contestare quanto avvenuto e per chiedere di rientrare in Italia prima della scadenza del divieto, soprattutto in presenza di forti legami familiari e personali. La situazione è seria ma non senza vie d'uscita, ed è fondamentale agire subito con l'assistenza di un avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione.Quadro normativo
L'espulsione per ragioni penali è disciplinata dall'art. 13 del D.Lgs. 286/1998 (TESTO UNICO IMMIGRAZIONE). Il DIVIETO DI REINGRESSO può arrivare fino a 10 anni. Tuttavia, l'art. 19 dello stesso decreto vieta l'espulsione in determinate circostanze familiari. Sul piano internazionale, l'art. 8 della CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO (CEDU) tutela il diritto alla vita privata e familiare ed è frequentemente invocato — con successo — nei ricorsi contro espulsioni di persone con radici profonde in Italia.Come funziona in pratica
Cosa conviene fare
Prima di tutto, contatta immediatamente il tuo avvocato attuale o trovane uno specializzato in diritto dell'immigrazione e penale degli stranieri: la situazione richiede una valutazione urgente dello stato del ricorso in Cassazione. Raccogli tutta la documentazione: contratti di lavoro passati, certificato di proprietà dell'immobile, atti anagrafici della tua famiglia in Italia, prove della convivenza con la partner. Valuta seriamente la formalizzazione del legame con la tua compagna italiana (matrimonio o unione civile), che apre la via al ricongiungimento. Evita qualsiasi tentativo di rientro irregolare, che aggraverebbe la tua posizione in modo irreversibile.Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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