Permesso familiare UE per coniuge extracomunitario: può richiederlo il suocero italiano?
Utente_broni_8411 · 0 visualizzazioni
Ho bisogno di un avvocato specializzato in permessi di soggiorno. Sono una cittadina egiziana e mio papa è italiano e convivo con papa e ho il permesso famigliare U.E dalla questura pavia, mio marito è arrivato in Italia due mese fa con un visto turismo familiare su invito da mio papa -che è esatto come il visto che è stato rilasciato per me prima (la figlia)- È stato rilasciato per lui un visto turismo gratuito di 6 mesi per la famiglia di cittadini dell'U.E dopo che ho comunicato all'ambasciata italiana in Egitto e li ho informati di questa legge che il mio marito è un primo grado per papà come dice la legge italiana: ((Art. 78 Codice Civile : L'affinità è il vincolo tra un coniuge e i parenti dell'altro coniuge. Nella linea e nel grado , in cui taluno è parente di uno dei coniugi, egli è affine dell'altro coniuge.)) io, mio marito e papa siamo stati questa settimana a questura PV e papa ha richiesto di fare un permesso di soggiorno familiare per mio marito suo visto famigliare e essendo è un primo grado per mio marito secondo questa legge. Però lo sportello ha rifiutato e ha detto che io devo lavorare e portare un reddito annuo sufficiente per tre persone (io, mio marito e nostra bimba che nasceranno questo mese), e ha fatto solo un permesso cure gravidanza per mio marito. La mia domanda è: 1- Papa può fare un permesso familiare per mio marito, essendo che loro sono un primo grado l'uno all'altro secondo questa legge ?! 2- Se papa non può richiedere il permesso di mio marito, quindi non c'è un'altro modo per ottenere suo permesso un po' presto ?! perché attualmente non lavoro e quello reddito da me richiederà più di un anno.
Risposta diretta
Purtroppo la posizione della questura di Pavia è giuridicamente fondata: il suocero italiano non può richiedere un permesso familiare UE per il genero sulla base del solo art. 78 c.c. Tuttavia esistono alternative concrete che vale la pena esplorare con un avvocato specializzato in immigrazione.Quadro normativo
Il diritto di soggiorno dei familiari di cittadini UE in Italia è disciplinato dal DECRETO LEGISLATIVO 6 febbraio 2007 n. 30, che recepisce la Direttiva 2004/38/CE. L'art. 2 elenca tassativamente i familiari con diritto automatico al permesso: coniuge, partner registrato, discendenti diretti sotto i 21 anni o a carico, ascendenti diretti a carico. Il marito della figlia (genero) non rientra in queste categorie rispetto al suocero, anche considerando l'affinità di cui all'art. 78 c.c. L'art. 3 comma 2 prevede gli ALTRI FAMILIARI (familiari allargati), ammissibili su base discrezionale se dipendenti o conviventi del cittadino UE nel paese d'origine, oppure per gravi motivi di salute. Non è un diritto automatico: la questura mantiene ampi margini discrezionali.Come funziona in pratica
Cosa conviene fare
a. Non lasciare scadere il permesso cure gravidanza senza un follow-up immediato dopo il parto: verificare subito i passi successivi in questura. b. Consultare urgentemente un avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione per valutare un RICORSO AMMINISTRATIVO o un'istanza motivata alla questura, citando l'art. 3 co. 2 D.Lgs. 30/2007 sul principio di unità familiare e la giurisprudenza della Corte di Giustizia UE. c. Verificare se il reddito del padre possa essere incluso nel calcolo del requisito economico richiesto per il ricongiungimento della figlia. d. Raccogliere e conservare tutta la documentazione: prove di convivenza, certificati di residenza condivisa, prove di dipendenza economica — elementi fondamentali sia per un'istanza ordinaria che per un eventuale ricorso.Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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