Immigrazione

Diniego cittadinanza italiana per carenza documentale: si può ricorrere al TAR?

Utente_trieste_3132 · 0 visualizzazioni

Signori buongiorno, Riassumo diseguito alcuni elementi/informazioni preliminari 1. Sono convivente con una cittadina brasiliana dal 07/05/2007 che ha residenza anagrafica italiana ininterrotta superiore a 10 anni 2. Abbiamo una figlia nata il 03/12/2011. 3. La dichiarazione anagrafica di coppia di fatto è stata registrata al Comune di Trieste il 04/03/2019 (allegato 01) 4. In data 15/02/2018 è stata presentata richiesta di cittadinanza italiana (allegato 02) 5. Il 29/03/2021 la prefettura ha inviato il preavviso di diniego per reddito insufficiente precisando che “conformemente alle direttive ….possono essere presi in considerazione i redditi di tutti i componenti del nucleo familiare indicati nell’art 433 cc e i conviventi” (allegato 03) 6. Il 25/04/2021 ho inviato alla prefettura (indirizzo email da loro indicato) una memoria PEC comprendente la documentazione richiesta, ovvero a. Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con la dichiarazione di mantenimento e l’autorizzazione alla trattazione dei dati (allegato 04) b. Dichiarazione anagrafica di costituzione di convivenza Prot 22/4 -9- 2019 Comune di Trieste (allegato 05) c. Estratto dichiarazione dei redditi per gli esercizi d’imposta 2014, 2015 e 2016. Copia completa verrà inviata qualora richiesta (allegato 06) d. Carte identità d’entrambi 7. Il 25/05/2021 viene notificata l’inammissibilità del ricorso per “carenza documentale” non essendo state prodotte “… né osservazioni né documenti a sanare la carenza documentale ….” per comprovare il rispetto dei parametri di capacità reddituale per gli anni 2014/15/16 ??? (allegato 07) 8. Al momento della notifica del respingimento della richiesta di cittadinanza, viene consegnata una nota informativa (foglio senza riferimento al testo originale, alla legge, alla .....) nella quale viene evidenziato che i conviventi di fatto POSSONO (non è scritto DEVONO) disciplinare i rapporti patrimoniali con la sottoscrizione di un atto di convivenza che deve essere prodotto con atto pubblico oppure scrittura privata autenticata da notaio o avvocato. (allegato 08) a. Richiamo l’attenzione sul fatto che alla memoria PEC (punto 6) sono stati allegati i documenti richiesti dal preavviso di diniego, fra i quali una mia dichiarazione di mantenimento. b. In calce allo stesso foglio un NB precisa che “la presente dichiarazione non necessita dell’autenticazione della firma e sostituisce a tutti gli effetti le normali dichiarazioni richieste o destinate ad una pubblica amministrazione ….” 9. Inoltre l’incaricato della notifica, su mia richiesta, ha precisato che il rigetto era dovuto al fatto che la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà NON poteva essere considerato un atto sostitutivo e valido di quanto indicato nella nota informativa (allegato 08) e che qualsiasi ricorso al TAR sarebbe stato respinto Vorrei sapere se vi sono gli estremi per considerare non legittimo il provvedimento di diniego per introdurre, eventualmente, al TAR del FVG un ricorso ed avere un preventivo di spesa In attesa PS. Il programma non prevede la trasmissione di allegati

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

Sulla base degli elementi descritti, esistono argomenti giuridici seri per impugnare il provvedimento di diniego davanti al TAR del Friuli Venezia Giulia. La condotta della prefettura presenta profili di illegittimità che vale la pena approfondire con un avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione.

Quadro normativo

La domanda di cittadinanza rientra presumibilmente nell'art. 9, comma 1, lettera f) della Legge n. 91/1992 (residenza legale ininterrotta da oltre 10 anni per cittadini extracomunitari). Il procedimento amministrativo è regolato dalla Legge n. 241/1990, in particolare dall'art. 10-bis che disciplina il PREAVVISO DI DINIEGO e il diritto al contraddittorio. La validità delle dichiarazioni sostitutive è stabilita dal DPR n. 445/2000, che all'art. 47 riconosce piena efficacia alla DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETÀ nei rapporti con la pubblica amministrazione.

Come funziona in pratica

Il punto centrale della controversia è questo: la prefettura ha rifiutato la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà affermando che non poteva sostituire un contratto di convivenza notarile, ma questa posizione appare giuridicamente discutibile per almeno tre ragioni.
  • Il DPR 445/2000 stabilisce espressamente che la dichiarazione sostitutiva sostituisce a tutti gli effetti le normali dichiarazioni richieste da una pubblica amministrazione. Rifiutarla senza motivazione adeguata può configurare una violazione di legge.
  • Il preavviso di diniego (art. 10-bis L. 241/1990) deve indicare con precisione cosa manca. Se la prefettura non ha specificato chiaramente che era necessario un atto notarile, ma si è limitata a richiedere documentazione reddituale, il successivo diniego per motivi diversi può costituire ECCESSO DI POTERE o violazione del principio del contraddittorio.
  • La nota informativa allegata al diniego usa il termine POSSONO (non DEVONO) per il contratto di convivenza notarile: questo contraddice la tesi dell'obbligatorietà assoluta di tale atto.
  • Cosa conviene fare

    A. Verifica del TERMINE PERENTORIO: il ricorso al TAR contro un provvedimento amministrativo deve essere proposto entro 60 giorni dalla notifica del diniego. Se il diniego è del maggio 2021, il termine ordinario è scaduto, ma esistono eccezioni (vizi di nullità assoluta, atti nulli per difetto di motivazione) che un avvocato può valutare. È urgente chiarire questo punto.

    B. In alternativa al TAR, è possibile valutare una nuova domanda di cittadinanza con documentazione integrata e corretta, eventualmente accompagnata da un contratto di convivenza (ora previsto dalla Legge n. 76/2016, c.d. Legge Cirinnà) per eliminare qualsiasi margine di contestazione.

    C. Per un preventivo di spesa al TAR, i costi variano orientativamente tra 3.000 e 6.000 euro (onorari + contributo unificato), ma dipendono dalla complessità del fascicolo e dall'avvocato scelto.

    Il caso presenta elementi concreti su cui costruire un ricorso, ma la valutazione definitiva richiede l'esame degli allegati originali da parte di un avvocato specializzato.


    Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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