Diritto Societario

Lavori auto non ultimati e società chiusa: come ottenere risarcimento?

Utente_milano_4732 · 0 visualizzazioni

La mia situazione è la seguente: A luglio 2018 ho affidato i lavori su una vettura storica in mio possesso ad una società del torinese (società di persone) che avrebbe dovuto reperirmi motore, trasmissione e altri pezzi necessari e procedere al relativo montaggio. Successivamente a settembre 2018 ho deciso di svolgere tramite questa società anche dei lavori di carrozzeria. Già da subito le tempistiche promesse sono state ignorate e dei lavori che avrebbero dovuto durare poche settimane per mesi non sono nemmeno iniziati. Allo stesso tempo la comunicazione con il titolare della società è stata sempre più difficile. I lavori di carrozzeria sono stati iniziati prima in una società esterna, poi all’interno della società a cui avevo dato l’incarico, poi è stata anche fornita un’indicazione fasulla sulla posizione effettiva della mia vettura, per poi tornare ancora nella prima società esterna (preciso che l’utilizzo di una società esterna non è avvenuto su mia richiesta , dato che ho confermato l’ordine esclusivamente con la società torinese a cui avevo affidato direttamente i lavori). Nel frattempo ho scoperto che l’attività con la quale è stato fatturato l’intero lavoro è stata chiusa in data 31/12/2018, senza alcuna notifica da parte del titolare della società. A tale società avevo pagato la somma di 15.420 euro: era stato pattuito pagare metà a inizio e metà a fine lavori, ma sotto continua richiesta del titolare della società ho pagato l’intero importo a inizio lavori (sbagliando ovviamente). Invece la somma di 2.500 euro circa per i lavori di carrozzeria si è convenuto pagarli a fine lavori dato il già grande importo versato. Alla mia scoperta che l’attività era stata chiusa (scoperta fatta addirittura a maggio 2019, ben 5 mesi dopo la chiusura), ho chiesto spiegazioni e mi è stato detto che era stato tutto fatturato o preso in carico da una nuova società aperta dallo stesso titolare (ovvero una società S.r.l.s. che opera nello stesso campo). Non ho mai avuto notifica di ciò e le comunicazioni con il titolare sono state sempre più difficili, ovviamente le nuove scadenze promesse sono state anche quelle ignorate. A giugno 2019 il titolare ha firmato un documento in cui si impegna definitivamente a consegnare l’auto a metà settembre 2019, di cui possiedo una copia. Tuttavia anche questa scadenza temporale non è stata rispettata. Nella carrozzeria esterna i lavori sono andati a rilento e tutt’ora la macchina si trova lì: il carrozziere, con il quale sottolineo di non aver stipulato alcun ordine, oggi dopo ben 10 mesi (lavorando con scarsa qualità e con massima superficialità, per un lavoro indicato dalla società torinese come da massimo un mese) afferma di aver finito la sua parte di lavoro e che non rilascia la vettura fino al suo pagamento. La società a cui avevo affidato i lavori non si appresta a consegnarmi o ultimarmi la vettura dando colpa delle tempistiche alla società esterna, mentre il carrozziere rimbalza l’incapacità di concludere i lavori al fatto che la prima società non le fornisce i pezzi di ricambio. I danni per la mancata consegna della vettura sono stati da me calcolati ad un ammontare provvisorio compreso tra 7.000 e 10.000 euro (comprensivi di viaggi a controllare l'irrealizzata vettura, parti del veicolo danneggiate per l'esposizione ad agenti atmosferici, la mancata possibilità di utilizzare il veicolo per fini commerciali e personali, la mancata vendita ad un compratore straniero e il conseguente ritardo nell'apertura di un'attività propria, l'inflazione eurozona e il tasso di interesse per la detenzione di capitale, oltre al valore monetario necessario per eseguire i lavori critici non eseguiti aggravati dall'esposizione ad agenti atmosferici). Le conseguenze dei danni provocati dalla negligente condotta sono state solo in parte già affrontati: è stato prediletto, o meglio obbligatoriamente deciso, lavorare all'estero abbandonando gli studi universitari e rinunciando all'apertura di un'attività propria per poter bilanciare il capitale investito e quello mai ricevuto con conseguenze e ritardi enormi per una qualsiasi futura carriera. A novembre 2019 (dopo 17 mesi dall’inizio dei lavori) ho deciso di affidarmi ad un avvocato per richiedere definitivamente la restituzione della vettura, dell’importo sborsato ed eventuali danni. L’avvocato ha mandato una lettera, ma il titolare della società l’ha volutamente ignorata per un mese e mezzo. Purtroppo tra me e il mio legale è mancata comunicazione, non riuscendo a contattarlo per quasi un mese. Ho dunque deciso di pubblicare un reclamo parlando del mio problema con la società torinese nella speranza che ciò potesse sbloccare la situazione. La risposta del legale del titolare della società è stata immediata (anche se più con toni di minacce che altro). Ho bisogno e vorrei un preventivo per proseguire le pratiche di dialogo avviate dal mio ex legale e tentare di risolvere la situazione prima di eventuali richieste di decreto ingiuntivo per consegna o rilascia della vettura o un eventuale procedimento sommario di cognizione (e un possibile costo anche di queste). Questa situazione è grave per me e il ritorno il più velocemente possibile della vettura e del capitale investito è una mia priorità. Ovviamente sarebbe preferibile la procedura e la strategia più veloce e meno dispendiosa. Grazie dell’attenzione.

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

Hai diritto a richiedere la risoluzione del contratto per INADEMPIMENTO CONTRATTUALE, la restituzione delle somme versate e il risarcimento dei danni subiti. Puoi agire sia nei confronti del titolare della società originaria (responsabile personalmente come socio di una società di persone) sia nei confronti della nuova S.r.l.s., se ha assunto gli impegni contrattuali. Parallelamente, puoi richiedere al giudice la restituzione del veicolo anche attraverso un DECRETO INGIUNTIVO.

Quadro normativo

Le norme principali applicabili sono

  • Art. 1453 del Codice Civile: nei contratti con prestazioni corrispettive, la parte adempiente può chiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno.
  • Art. 2291 e seguenti c.c.: nelle società in nome collettivo (e più in generale nelle società di persone), i soci rispondono illimitatamente e solidalmente per le obbligazioni sociali — anche dopo la liquidazione.
  • Art. 2756 c.c.: il carrozziere esercita un DIRITTO DI RITENZIONE legale sul veicolo per le prestazioni effettuate, anche se tu non hai stipulato direttamente con lui alcun contratto (il credito sorge nei confronti di chi ha commissionato i lavori, ovvero la società torinese).
  • Art. 1717 c.c. (mandato con sostituzione): la società torinese, avvalendosi di un terzo (la carrozzeria esterna) senza tuo consenso, resta responsabile verso di te dell'operato del sostituto.
  • Come funziona in pratica

    La situazione presenta due fronti distinti da gestire

    a. Contro la società torinese (e il suo titolare personalmente): puoi agire per RISOLUZIONE CONTRATTUALE con contestuale domanda di risarcimento danni. Il documento firmato a giugno 2019 in cui il titolare si impegnava alla consegna entro settembre 2019 è una prova fondamentale della mora e dell'inadempimento. Poiché la vecchia società di persone è stata chiusa, il titolare risponde personalmente dei debiti sociali. La nuova S.r.l.s., se ha formalmente accettato gli impegni, è anch'essa convenibile in giudizio.

    b. Contro la carrozzeria esterna: il carrozziere vanta un PRIVILEGIO SPECIALE sul veicolo (art. 2756 c.c.) per le prestazioni eseguite, ma il suo credito è verso chi lo ha incaricato (la società torinese), non verso di te. Tuttavia, in pratica, il giudice potrebbe subordinare la restituzione del veicolo al soddisfacimento di quel credito. In sede giudiziale, puoi richiedere un SEQUESTRO GIUDIZIARIO del veicolo (art. 670 c.p.c.) per cristallizzare la situazione e poi agire per la consegna.

    Cosa conviene fare

  • Raccogliere tutta la documentazione: contratti, fatture, ricevute di pagamento, comunicazioni, il documento firmato a giugno 2019, le email con il titolare. Questa è la base di ogni azione.
  • Agire con DECRETO INGIUNTIVO per la restituzione delle somme (15.420 euro) e per l'ottenimento del veicolo: è la procedura più rapida ed economica, adatta a crediti certi, liquidi ed esigibili. Se non viene opposto nel termine di 40 giorni, diventa definitivo ed esecutivo.
  • Valutare il SEQUESTRO CONSERVATIVO (art. 671 c.p.c.) sui beni del titolare o della nuova società, per evitare che nel frattempo vengano dispersi i beni a garanzia del tuo credito.
  • Per il foro competente: essendo i lavori stati eseguiti a Torino e la controparte con sede nel torinese, il tribunale competente è in linea di principio quello di Torino, salvo che il contratto non prevedesse diversamente. Conviene verificare con il nuovo avvocato.
  • Non fare ulteriori comunicazioni informali con il titolare: ogni dichiarazione potrebbe essere usata contro di te. Tutta la comunicazione deve passare attraverso il legale.
  • I tempi di un decreto ingiuntivo non opposto vanno da 30 a 90 giorni; se opposto, si trasforma in un procedimento ordinario (anche 2-3 anni). Per questo è fondamentale costruire bene il fascicolo documentale fin dall'inizio.


    Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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