Chiusura SRLS in perdita: liquidazione volontaria o fallimento?
Utente_maleo_9607 · 0 visualizzazioni
Allora, sono l'unica rappresentante e socia di una SRLS, l'azienda nel ramo dell'autotrasporto non ha mai chiuso un bilancio positivo, chiudiamo sempre in perdita, dopo il covid e adesso rincaro gasolio la situazione sta sempre peggiorando, abbiamo portato avanti la attività sperando in una migliora, che purtroppo non é mai avvenuta. Io non vivo di questa attività, faccio tutto altro, mai avuto una busta paga. Mio marito é un dipendente in questa azienda, ed é l'unico ad avere sempre lo stipendio in ritardo, perché dobbiamo sempre stringere i costi per non avere liquidità. Ci sono altri 4 dipendenti . La cosa é, non c'è la faccio più voglio chiudere. Ho paura de prendere un penale per responsabilità, anche se non ho mai fatto cose contrarie alla legge, ho soltanto avuto sfortuna, lavoro sotto pagato, camion vecchi, troppe spese di manutenzione, troppe tasse da pagare e guadagno zero. Ho bisogno di una assistenza legale per capire come posso procedere per tutelarmi, metto la azienda in liquidazione? Oppure direttamente in fallimento? Cosa comporta? vi ringrazio in anticipo.
Risposta diretta
Se la SRLS non riesce più a pagare i propri debiti regolarmente, la scelta non è libera: bisogna valutare se l'azienda è tecnicamente insolvente. In quel caso la strada è una procedura concorsuale prevista dal Codice della Crisi. Se invece i debiti sono gestibili, si può procedere con la liquidazione volontaria.Quadro normativo
La materia è regolata dal CODICE DELLA CRISI D'IMPRESA E DELL'INSOLVENZA (D.Lgs. 14/2019, aggiornato nel 2022), che ha sostituito la vecchia legge fallimentare. La liquidazione volontaria è disciplinata dagli artt. 2484 e seguenti del Codice Civile. L'amministratore di una società è obbligato per legge a rilevare tempestivamente i segnali di crisi e ad agire di conseguenza: ignorarli può comportare RESPONSABILITÀ PERSONALE per i danni causati ai creditori.Come funziona in pratica
Cosa conviene fare
La prima cosa da fare è un'analisi patrimoniale con il commercialista per capire l'entità dei debiti (fisco, INPS, fornitori, banche) rispetto all'attivo. Se la situazione è di insolvenza conclamata, attendere peggiora la posizione: l'amministratore che ritarda a presentare istanza rischia di rispondere PERSONALMENTE dei danni aggravati ai creditori. La buona notizia è che agire con correttezza e in buona fede — come sembra essere il suo caso — protegge da responsabilità penali. Consulti urgentemente un avvocato specializzato in diritto societario e un commercialista: insieme valuteranno la procedura più adatta e, soprattutto, come tutelare lei personalmente e garantire i diritti dei lavoratori.Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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