Rider Deliveroo: violazioni decreto rider, caporalato e ITL inattivo
Utente_milano_6784 · 0 visualizzazioni
Giorno io ho sporto il 23 dicembre 2019 presso la ITL di Udine formale denuncia nei confronti della DELIVEROO ITALY SRL da tale data l'ente in oggetto non ha più compiuto fino ad oggi alcun atto nel frattempo si sono sviluppati continui atti di caporalato nei miei contronti e non solo miei ma anche di altri lavoratori, atti che possono compiersi grazie all'interruzione di pubblico servizio dell'ente citato. premetto di collaborare in qualità di rider per Deliveroo Italy SRL avente sede in MILANO alla VIA CARLO BO’ civico 11, io ho iniziato a collaborare con loro nell’ottobre del 2018 assieme alla signora [persona], inizialmente io non avevo mai avuto nessun genere di problema, lavoravo costantemente con un monte ore orario settimanale sicuramente non regolare, in quanto non prevedeva e non prevvede tutt’ora un giorno di riposo, le ore vengono ingiustamente assegnate non da una persona ma bensì da un sistema informatico. Il sistema informatico nell’assegnazione delle ore lavorative utilizza degli algoritmi che rendono così il monte ore per ciascun rider diverso, in quanto ogni rider potrebbe avere un massimo di 40 ore lavorative assegnate ma potrebbe averne anche 0, questo è dovuto perché ciascun rider non accede alla stessa ora alla prenotazione delle ore ma in base alle proprie statistiche può accedere alle prenotazioni alle ore 11 oppure alle ore 15. Va ricordato che in seguito al decreto rider le aziende del food delivery non dovrebbero applicare più le statistiche in quanto sono ritenute discriminatorie difatti l’assegnazione delle ore lavorative avviene proprio in base alle statistiche che sono relative a: · Affidabilità · Partecipazione durante le sessioni con maggiore richiesta Va sottolineato però un concetto molto importante, ossia che vi sono casi ove l’azienda volontariamente non assegna sessioni lavorative a determinati rider durante le sessioni con maggiore richiesta e questi rider vengono comunque penalizzati dal punto di vista delle statistiche ma per colpa dell’azienda e non per colpa del rider. Non solo, vi sono dei casi estremi ove come accaduto allo scrivente, l’azienda volontariamente, modifica le statistiche adducendo ad una ipotetica assenza portando così il lavoratore in una condizione tale da non poter ottenere i propri turni lavorativi alle ore 11. Nel mio caso specifico, il giorno 07 del mese di maggio dell’anno 2020, l’azienda mi ha contestato un assenza ingiustificata, in quanto io stavo lavorando, in attesa di ordini, presso il domicilio della signora [persona] res in UDINE al , che intendo citare quale mia teste ma l’azienda nelle fasce orarie: · 19/20 · 20/21 Non solo non mi ha mandato nessun ordine ma volontariamente e chiaramente e palesemente per sua volontà ha affermato che io non stavo lavorando quando in realtà: · La mia app come visto anche dalla Battel risultava essere on line · Se non ero on line non potevo comunicare a mezzo chat con il supporto rider cosa invece accaduta Quindi questo dimostra che l’azienda di sua iniziativa manipola le statistiche al fine di non poterle mantenerle fedeli per evitare che lavori un dipendente ma per permettere di far lavorare i dipendenti che vuole l’azienda ma non che lavorino tutti i dipendenti. Si segnala inoltre che alcuni giorni fa, adesso non ricordo esattamente quando, ma ad un mio collega MASSIMILIANO DELL’ANGELO res in UDINE alla senza fornirgli alcuna valida spiegazione, in quanto in realtà ordini vi erano e anche tanti, visto che io quella sera ho lavorato molto. MoMolto interessanti inoltre sono anche questi aspetti: · Noi rider abbiamo più volte richiesto che ci vengano forniti i DPI, alla nostra richiesta l’azienda ha dichiarato che i fattorini sono lavoratori autonomi e devono provvedere da soli ad acquistare i dispositivi di protezione individuale. Ricordo che l’articolo 47 – septies, comma 3, della legge sui riders in tema di sicurezza e di chi sono le responsabilità, recita quanto segue:” il committente ( cioè l’azienda di food delivery) che utilizza la piattaforma anche digitale nei confronti dei lavoratori ( cioè, i rider ), a propria cura e spese, al rispetto del decreto 9 aprile 2008,n81 cioè il testo unico salute e sicurezza) quindi è la deliveroo Italy che deve fornirci i dpi non noi a nostre spese. · La deliveroo italy srl non ha mai adempiuto ad una verifica dell’idoneità tecnico professionale dei rider · La deliveroo italy srl permette assunzioni di personale specialmente straniero utilizzando documenti di terzi e non del dipendente assunto · La deliveroo italy srl non fornisce attrezzature di lavoro idonee a soddisfare quanto richiesto in materia di HACCP per il trasporto di alimenti ( specialmente per i rider in bici) · La deliveroo italy utilizza un app per monitorare costantemente la nostra posizione senza una valida e chiara motivazione · La deliveroo italy non fa fare hai propri dipendenti un corso sulla sicurezza sul lavoro · La deliveroo italy non fa fare hai propri dipendenti un corso per l’attestato haccp per il trasporto e la manipolazione di alimenti · La deliveroo italy non fornisce una retribuzione adeguata e parametrata hai turni lavorativi effettivamente svolti, infatti non riconosce la maggiorazione festiva, la maggiorazione notturna e il turno di riposo settimanale obbligatorio · La deliveroo italy seppur vi sono specifiche normative che dicono che le statistiche sul luogo di lavoro devono essere abolite in seguito al decreto rider la deliveroo italy continua ad appllicarle, questo provoca discriminazione sul luogo di lavoro perché non tutti i rider hanno diritto allo stesso monte ore lavorativo settimanale ma rischiano anche di non lavorare, questo perché basta che l’azienda non assegni ad un rider un turno dalle 20 alle 23 dal venerdì alla domenica o che li abbassi come accaduto allo scrivente l’affidabilità e quel rider la settimana successiva andrà in prenotazione alle ore 15 rischiando di non lavorare nemmeno un ora. · La deliveroo italy non applica alcun CCNL. · L’azienda si diletta ha cambiare gli orari di prenotazione senza valide motivazione, nella caso specifico dello scrivente fino alla giornata dell’11 maggio 2020 lo scrivente poteva prenotare le ore alle ore 11, nella giornata del 12 maggio 2020 la deliveroo italy srl mi ha variato la prenotazione alle ore 15 dalle ore 11 senza alcuna valida motivazione, faccendo cosi in modi di non permettermi di lavorare nella settimana successiva in quanto le ore vengono sempre assegnate a chi si trova alle ore 11, seppur io faccio una media di 46,30 ore settimanali che codesto monte ore non lo prevede nessun CCNL e l’azienda non solo non paga gli straodinari ma nemmeno le indennità festive, notturne e non da giornate di riposo. Alla luce di tutto quanto accaduto si richiede un vostro veloce intervento al fine di bloccare le condotte mantenute dall'azienda
Risposta diretta
Le condotte descritte a carico di Deliveroo Italy SRL integrano plurime violazioni normative gravi: dal Decreto Rider al Testo Unico sulla Sicurezza, fino alla normativa sul caporalato. Il lavoratore ha strumenti concreti per agire, sia in sede amministrativa che giudiziaria.Quadro normativo
Le principali norme applicabili sono
Come funziona in pratica
Cosa conviene fare
a. Raccogliere e conservare tutta la documentazione disponibile: screenshot dell'app (con timestamp), chat con il supporto rider, estratti delle statistiche, turni assegnati e rifiutati, buste paga.b. Riunire gli altri rider coinvolti: un'azione collettiva tramite sindacato (es. NIDIL CGIL, Rider X i Diritti) ha un peso molto maggiore rispetto all'azione individuale, sia in sede ispettiva che giudiziaria.
c. Inviare immediatamente una DIFFIDA FORMALE all'ITL di Udine e un esposto parallelo all'INL per l'inerzia accumulata dal 2019.
d. Rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto del lavoro, preferibilmente con esperienza nel settore della gig economy, per valutare l'azione risarcitoria e penale più appropriata.
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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