Diritto Societario

Investimento in SRL non restituito e società venduta: si può recuperare il capitale?

Utente_lanuvio_4203 · 1 visualizzazioni

Lo stesso aveva due società. La prima di distribuzione farmaci/cosmetici ecc (A&R SRL di Lanuvio (RM), la seconda (con cui abbiamo firmato il contratto) per l'apertura dei punti vendita 8DB distribuzione e benessere srl) All'epoca questa persona (roberto formiconi) era proprietario e legale rappresentante delle società suddette che gestiva. Nel contratto non si menzionava alla restituzione del finanziamento ma alla suddivisione degli utili. Uno dei due punti vendita non è mai stato aperto. La società era costituita da 6 parafarmacie dislocate sul territorio nazionale inclusa l'unica aperta con i nostri capitali. La stessa società, non andando bene, è stata prima trasferita come legale rappresentanza al fratello del proprietario (luciano formiconi), poi venduta in toto a circa 80K a terzi. A mia conoscenza con corrispettivo di € 5.000,00 in soldi ed € 75.000,00 in merce da acquistare dalla prima società del tizio. Nono stante sono due anni che chiediamo di ricevere gli emolumenti per l'unico punto vendita "venduto" non abbiamo ricevuto nulla. In relazione alla cifra mai investita non abbiamo visto ne punto vendita ne soldi indietro. Volevamo sapere se c'erano gli estremi quanto meno di recuperare la somma mai investita, denuncia per truffa o similare o quanto meno tentare un recupero a saldo e stralcio del debito. Zona

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

Sì, esistono concrete possibilità di recupero del capitale investito e, a seconda delle circostanze, anche profili penalmente rilevanti come la truffa o l'appropriazione indebita. La situazione descritta presenta elementi sia civilistici che penali che meritano un'analisi approfondita.

Quadro normativo

Sul piano civile, rilevano principalmente l'art. 2476 del Codice Civile (responsabilità degli amministratori di S.r.l. per danni causati alla società o ai soci), l'art. 2901 c.c. sull'AZIONE REVOCATORIA (che consente di impugnare atti di dismissione del patrimonio societario compiuti in danno dei creditori), e le norme contrattuali sulla ripartizione degli utili. Sul piano penale, vengono in rilievo l'art. 640 c.p. (TRUFFA) e l'art. 646 c.p. (APPROPRIAZIONE INDEBITA), qualora si riesca a dimostrare la condotta fraudolenta o la distrazione di risorse.

Come funziona in pratica

La vicenda si articola su più livelli di azione possibile

  • Recupero civilistico del capitale: anche se il contratto parla di ripartizione degli utili e non di restituzione di un finanziamento, la mancata apertura di uno dei punti vendita pattuiti può configurare un INADEMPIMENTO CONTRATTUALE. È possibile agire per la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno corrispondente alle somme investite (art. 1453 c.c.).
  • Responsabilità dell'amministratore: Roberto Formiconi, in qualità di ex legale rappresentante, può essere chiamato a rispondere personalmente se ha gestito la società con condotte lesive degli interessi dei soci o dei creditori. Il successivo trasferimento della rappresentanza al fratello e la vendita della società a terzi per 80.000 euro (in parte in merce della prima società collegata) potrebbe essere impugnato come atto in FRODE AI CREDITORI attraverso l'azione revocatoria.
  • Profili penali: se fin dall'inizio l'accordo era strutturato per non adempiere, si configura la TRUFFA. Se invece i fondi sono stati distratti dopo la loro ricezione, può emergere il reato di APPROPRIAZIONE INDEBITA. In entrambi i casi, la DENUNCIA-QUERELA va presentata in Procura entro 3 mesi dalla scoperta del fatto per i reati procedibili a querela.
  • Accordo a saldo e stralcio: è sempre percorribile, specialmente prima di avviare azioni legali, per massimizzare la rapidità di recupero e ridurre i costi.
  • Cosa conviene fare

    La prima mossa è raccogliere tutta la documentazione: il contratto originale, le comunicazioni intercorse, le prove del versamento del capitale, le notizie sulla vendita della società e il prezzo ricevuto. È fondamentale verificare se i 2 anni trascorsi abbiano eroso i TERMINI DI PRESCRIZIONE (in genere 5 anni per azioni contrattuali, 10 per alcune responsabilità civili). Prima di procedere penalmente, un avvocato specializzato in diritto societario può valutare l'opportunità di un decreto ingiuntivo o di un atto di diffida stragiudiziale per tentare un accordo. Considerata la complessità della vicenda — due società, più soggetti coinvolti, atto di vendita sospetto — è indispensabile affidarsi a un professionista che possa coordinarle tutte le azioni in modo sinergico.

    Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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