Stato passivo del fallimento: come fare opposizione entro i termini?
Utente_roma_2205 · 0 visualizzazioni
Ho bisgono di un avvocato civilista La società di cui ero amministratore , presidente del CDA composto da due persone , è stata dichiarata fallita con sentenza del giudice Francesca Vitale , il giorno 27 marzo 2020 numero fallimento 178/2020 curatore fallimentare Massimo Impeciati. Società Excavatio srl c.f. e p.iva [numero omesso] L'istanza di fallimento è stata promossa dallo studio legale del professor avvocato Pietro Boria di Roma attraverso l'avvocato Roberto Scetti per 35.000,00€ portando in tribunale un contratto con la mia firma contraffatta, però non mi è stato possibile costituirmi perché uno dei soci era parente di questo avvocato e aveva assicurato che avrebbe risolto la questione , c'è stato anche un nodo arbitrale che ha dato ragione all avvocato boria solo perché non ci siamo presentati sempre per lo stesso motivo e il decreto ingiuntivo è diventato esecutivo, quando c'è stata la sentenza di fallimento i soci mi avevano messo a disposizione un avvocato al quale ho spiegato queste cose , e volevamo chiedere una perizia calligrafia ,i soci all ultimo non hanno pagato l'avvocato e io non avuto tempo di costituirmi . Tra l 'altro di questi 35.000,00 € che lo studio pretendeva ne hanno presi 30.000€ con un assegno circolare pagato attraverso un altra società che possedeva l'80% delle quote Excavatio srl . Il curatore fallimentare letti i bilanci mi chiede attraverso una diffida ad adempiere la restituzione di cespiti di proprietà della Excavatio per 62.006,42€ ( distinti tra impianti, macchinari, macchine ordinarie di ufficio). Oltre alla restituzione della cassa per € 11.506,22 . Io ho risposto a questa diffida dicendo attraverso una email che per quanto riguarda i cespiti iscritti a bilancio riguarda l' impianto di frantumazione che è in cava e per il quale sono stati pagati delle somme per l'acquisto di oltre 70.000,00€ attraverso assegni e bonifici alla società che ha ci aveva affittato l'area di cava . Tra l altro su questo impianto si è scatenata una causa e il giudice ha dichiarato la proprietà di un impianto ad una terza società , quindi la società che rappresentavo ha comprato un impianto che è ancora in cava e nella disponibilità del curatore fallimentare ad una società che non aveva diritto di venderlo , e io non ero neanche amministratore quando sono accuditi questi fatti , e per quanto riguarda la cassa di quei 11.506,22€ poco più di 2,900,00€ sono stati gestiti dai precedenti amministratori e non c'è stato un passaggio di consegna cassa, e il restante nei due anni in cui sono stato amministratore quindi circa 8.000,00 , e la cassa si è prodotta attraverso il prelievo di piccole somme attraverso il bancomat e nel corso di due anni per pagare spese di piccola entità , casello benzina ,hotel , e per pagare acconti in contanti a professionisti come per esempio ho dato prova avendo ricevuta di 500€ per pagare l elettricista che poi ha emesso la fattura , tra l altro questi soldi nemmeno lo ho gestiti direttamente io ma i soci , e poi ho fatto presente che in bilancio nella voce compensi amministratori sarei creditore di quasi 40.000,00€ perché avevo busta paga 2.000,00€ al mese . Quindi ho inviato la documentazione buste paga e estratti conto corrente banca per essere ammesso allo stato passivo , e il curatore propone al giudice di non avallare la corresponsione o il riconoscimento di compensi o indennità in favore degli amministratori perché risultano pendenti le richieste di restituzione della cassa e dell' attrezzature relativa alla società, è stata depositata una relazione ex art.33 in tribunale presso la cancelleria cronologia n. che ancora non sono riuscito a ritirare perché non so come fare , e la cosa brutta è che il giudice ha dato ragione al curatore fallimentare e ho tempo entro il 22 novembre per fare ricorso. Perché non sono pendenti le richieste di restituzione di cassa e attrazzature e contemporaneamente il curatore forse sta dicendo che ho tenuto per me le attrazzature per 62.000 euro quando il macchinario è in cava e ci sono le cause in corso con i bonifici e assegni pagati . Quindi sto cercando un bravo avvocato per fare ricorso entro il 22 novembre e per avere accesso alla relazione depositata in tribunale dal curatore
Risposta diretta
La decisione del giudice delegato che non ha riconosciuto il tuo credito da compensi di amministratore può essere impugnata con l'OPPOSIZIONE ALLO STATO PASSIVO prevista dall'art. 98 della Legge Fallimentare (R.D. 267/1942). Il termine del 22 novembre è un TERMINE PERENTORIO: non può essere prorogato e la sua scadenza comporta la perdita definitiva del diritto a far valere il credito in sede fallimentare. È urgente agire subito.Quadro normativo
Il tuo caso è regolato dalla Legge Fallimentare (R.D. 267/1942), applicabile perché il fallimento è stato dichiarato nel marzo 2020, prima dell'entrata in vigore del Codice della Crisi d'Impresa (D.Lgs. 14/2019). L'art. 98 L. Fall. disciplina l'opposizione del creditore il cui credito sia stato escluso o ridotto dal giudice delegato. Il ricorso va depositato presso la cancelleria del Tribunale fallimentare competente entro 30 giorni dalla comunicazione del decreto che ha definito lo stato passivo. La relazione del curatore depositata ex art. 33 L. Fall. è un atto pubblico consultabile in cancelleria: hai diritto ad accedervi, anche tramite il tuo difensore.Come funziona in pratica
Cosa conviene fare
Contatta immediatamente un avvocato specializzato in diritto fallimentare e societario: il termine del 22 novembre non ammette ritardi. Prima di quell'appuntamento, raccogli tutta la documentazione disponibile: buste paga e cedolini, estratti conto corrente bancario, delibere assembleari sui compensi, ricevute di pagamento dell'impianto di frantumazione (assegni e bonifici), e qualsiasi atto relativo alla causa sull'impianto. Porta anche la tua email di risposta alla diffida del curatore. Evita di comunicare direttamente con il curatore senza assistenza legale: ogni dichiarazione spontanea può essere usata contro di te. Il fatto che tu non fossi amministratore al momento dell'acquisto dei cespiti e che la cassa fosse in parte gestita dai soci sono elementi difensivi forti che devono emergere nel ricorso in modo circostanziato e documentato.Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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