Diritto Societario

Concorrenza sleale e proprietà intellettuale: come agire contro un concorrente?

Utente_milano_4583 · 0 visualizzazioni

Devo agire nei confronti di un azienda concorrente su diversi fronti, in quanto protagonista di reiterata concorrenza sleale nei nostri confronti. In ultimo per esempio è stato archiviato il caso, a mio carico, di loro denuncia penale per diffamazione (ricevuti gli atti il 20/01/2021). Per intenderci del documento online (dei post) che a loro ardire era diffamatorio nei loro confronti non hanno mai richiesto la cancellazione con una lettera di un legale (neanche con un email o telefonata), ma sono passati direttamente all'azione penale che era sta pure respinta dal PM. Il chiaro intento è solo quello di danneggiarci perchè competiamo nello stesso mercato/clienti che è molto piccolo. Visto che le loro azioni sono continuative (e documentate), mi trovo costretto ad intraprendere una strada di "attacco" che possa suggerire i tal signori a proseguire il loro business senza interferire col nostro. Mi sto muovendo perchè vorrei intraprendere azione civile (atto di citazione per risarcimento del danno da responsabilità civile) e due azioni distinte, una sulla concorrenza sleale e l'altra sulla proprietà intellettuale. Vorrei avere riscontro di due distinti avvocati che possano aiutarmi a gestire il caso della concorrenza sleale e il caso della proprietà intellettuale.

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Risposta diretta

Hai strumenti legali concreti per agire su entrambi i fronti: la concorrenza sleale è disciplinata dal Codice Civile e consente di ottenere sia l'inibitoria dei comportamenti scorretti sia il risarcimento del danno. La proprietà intellettuale è tutelata da una normativa specifica che prevede rimedi autonomi e molto incisivi.

Quadro normativo

Per la CONCORRENZA SLEALE il riferimento principale è l'articolo 2598 del Codice Civile, che vieta atti idonei a creare confusione con i prodotti o l'attività del concorrente, la denigrazione, l'appropriazione di pregi altrui e qualsiasi mezzo contrario ai principi della correttezza professionale. L'articolo 2599 c.c. consente di chiedere l'INIBITORIA (ordine del giudice di cessare il comportamento) e l'articolo 2600 c.c. permette il RISARCIMENTO DEL DANNO se l'atto è compiuto con dolo o colpa. Per la PROPRIETÀ INTELLETTUALE, a seconda dell'oggetto tutelato (marchio, opera creativa, brevetto, design), si applicano il Codice della Proprietà Industriale (D.Lgs. 30/2005) e la Legge sul Diritto d'Autore (L. 633/1941), che prevedono tutele d'urgenza anche in via cautelare.

Come funziona in pratica

  • Raccolta delle prove: è fondamentale documentare ogni singolo atto di concorrenza sleale con screenshot datati, comunicazioni, fatture di clienti sottratti, e qualsiasi elemento che dimostri il danno subito e il nesso causale.
  • Diffida stragiudiziale: prima di avviare il giudizio, un avvocato può inviare una LETTERA DI DIFFIDA che intima la cessazione immediata dei comportamenti. Serve anche a cristallizzare la prova della mala fede del concorrente.
  • Ricorso cautelare d'urgenza: se i comportamenti sono in corso e causano un danno irreparabile, è possibile chiedere al Tribunale un PROVVEDIMENTO D'URGENZA ex art. 700 c.p.c. per bloccarli immediatamente, senza attendere i tempi del giudizio ordinario.
  • Azione di merito: successivamente (o in parallelo) si procede con l'ATTO DI CITAZIONE per il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti.
  • Denuncia penale per la tentata diffamazione: l'archiviazione del procedimento penale a tuo carico è un elemento a tuo favore che puoi usare nel giudizio civile per dimostrare la condotta persecutoria del concorrente.
  • Cosa conviene fare

    Data la complessità del caso, che tocca sia il diritto della concorrenza sia la proprietà intellettuale, è opportuno affidarsi a due avvocati specializzati distinti, coordinati tra loro, oppure a uno studio con entrambe le competenze. Il foro competente per le controversie in materia di proprietà industriale è il TRIBUNALE DELLE IMPRESE (sezione specializzata), presente a Milano. È consigliabile agire rapidamente: le azioni di concorrenza sleale si prescrivono in cinque anni dall'ultimo atto illecito, ma il ritardo nell'agire può rendere più difficile quantificare il danno. Conserva tutto: post, screenshot, comunicazioni, dati di clienti persi e fatturato comparativo.

    Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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