Violenza psicologica del convivente: come ottenere protezione senza lasciare casa?
Utente_chieti_8453 · 2 visualizzazioni
Sono una signora [persona], 38 anni, residente in Italia dal 2006. Ho un passato brutale, e il mio convivente ha sempre approfittato di questo fatto per maltrattarmi fisicamente e psicologicamente. Negli ultimi due anni solo psicologicamente fino a portarmi all'esaurimento. Ha 60 anni e gravissimi problemi sia mentali che una grave dipendenza di alcool. Hanno tutti nella sua famiglia di questi problemi iniziando dalla propria madre e finendo con i suoi cugini, fratelli, e i propri figli. Sono 13 anni che subisco di tutto e di più da parte sua e da parte della sua famiglia. Ma lui è proprio grave, soffre di ritardo mentale, di dislessia, diventa dipendente di una semplice amicizia, di una relazione, della droga, alcool, perfino il cibo per lui diventa una dipendenza, nel senso che se mangia oggi una cosa, la vuole mangiare per settimane solo quella cosa e se io non glielo cucino, mi fa un scandalo in casa per tutta la notte solo perché io non mi sono rifiutata. Non posso parlare con mia famiglia in Romania, adesso sono 2 giorni che non vuole farmi dormire, mi sta umiliando continuamente di giorno e quello che è peggio di notte, perché due giorni fa mi ha chiamata un mio cugino. Interrogatorio di terzo grado, mi fa stare talmente male, che la pressione salta a 170-180 e sono settimane che sento strani sintomi in seguito. Ho paura di un ictus o di un infarto. Tutto succede davanti ai miei figli, o per colpa dei miei figli come insinua lui. Non posso andarmene perché ho 5 figli che dipendono da me in tutto, e nel 2014 gli assistenti sociali hanno fatto in tal modo che il giudice ha sospeso la mia patria potestà sempre per colpa di lui, perché arrivata al limite, avevo chiesto il loro aiuto. Invece di aiutarmi uscirne da qui, ci hanno buttati alle suore dove ho dovuto dimostrare che mamma che sono. L'unica mia colpa e che non ci riesco a difendermi, non trovando un lavoro e un affitto decente, lui lo sa benissimo e mi maltratta a posta. Mio figlio, 13 anni, è isolato nella sua camera da anni, per colpa di lui, io e i miei figli non abbiamo diritto neanche di respirare, non ho diritto di parlare con nessuno perché in automatico divento una spia, non posso uscire di casa senza che gli do il resoconto ecc...in tutto questo inferno, il peggio è che lui nella sua testa malata da sempre la colpa a me, sempre...per ogni cosa...e pazzesco! Non so più come fare, non ho dice andare e non voglio finire in nessun centro, anche perché entrerei solo io con i due minorenni, e le altre mie 3 figlie dove andranno? In mezzo alla strada? Vi prego aiutatemi
Risposta diretta
La situazione che descrivi configura il reato di maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.), che in Italia è perseguito d'ufficio: non sei obbligata ad andartene tu da casa — esiste uno strumento legale che consente al giudice di allontanare il tuo convivente dall'abitazione, anche in via d'urgenza.
Quadro normativo
I riferimenti di legge applicabili al tuo caso sono
- Art. 572 c.p. — Maltrattamenti contro familiari e conviventi: pena da 3 a 7 anni (aggravata se commessa davanti a minori)
- Art. 612-bis c.p. — Atti persecutori (stalking): si applica per le condotte di controllo sistematico, isolamento e terrore psicologico
- Legge 69/2019 "Codice Rosso" — impone alle forze dell'ordine di trasmettere la denuncia alla Procura entro 48 ore e al PM di sentire la vittima entro 3 giorni: i tempi sono drasticamente accelerati rispetto al passato
- Art. 342-bis c.c. — Ordine di protezione contro gli abusi familiari: il giudice può ordinare al maltrattatore di lasciare immediatamente la casa familiare
- D.P.R. 115/2002 — Le vittime di maltrattamenti e violenza di genere hanno diritto al gratuito patrocinio (difesa legale gratuita) indipendentemente dal reddito
Come funziona in pratica
- Denuncia o querela presso i Carabinieri, la Polizia o direttamente la Procura: con il Codice Rosso scatta immediatamente il protocollo d'urgenza
- Il PM può chiedere al GIP misure cautelari immediate: allontanamento dalla casa familiare, divieto di avvicinamento, braccialetto elettronico — lui esce, tu resti con i tuoi figli
- Parallelamente puoi chiedere al Tribunale Civile un ordine di protezione ex art. 342-bis c.c., ancora più rapido in certi casi
- I sintomi fisici che descrivi (pressione 170-180, possibili TIA) possono essere documentati dal medico di base o al pronto soccorso: quella documentazione sanitaria è prova del reato
- I tuoi figli minorenni presenti agli episodi aggravano automaticamente la pena
Cosa conviene fare
- Chiama subito il 1522 (gratuito, anonimo, attivo 24h): è il numero nazionale antiviolenza, ti indirizzano ai servizi del territorio a Chieti senza necessariamente inviarti in una struttura
- Vai al pronto soccorso se hai sintomi fisici: il referto medico è una prova fondamentale e il personale sanitario è obbligato a segnalare al magistrato
- Non devi lasciare casa: il centro antiviolenza può supportarti anche senza che tu ti trasferisca — offrono consulenza legale, psicologica e accompagnamento in questura
- Chiedi il gratuito patrocinio subito: hai diritto a un avvocato d'ufficio gratuito che presenti la richiesta di allontanamento urgente
- Documenta tutto quello che puoi (messaggi, audio se possibile, date e orari degli episodi): anche le testimonianze dei tuoi figli più grandi possono essere raccolte in sede protetta
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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