Diritto Penale

Violenza domestica e affidamento figlio: devo rispondere alla lettera dell'avvocato?

Utente_brescia_7346 · 1 visualizzazioni

Il 21/10/2021 è nato mio figlio. Da dicembre 2021 subisco violenze da parte del mio compagno (ora ex compagno). Le violenze che ho ricevuto sono di tipo fisico e psicologico oltre a varie minacce di morte. Inizialmente ho cercato aiuto da parte dei suoi famigliari raccontandogli i comportamenti del mio compagno verso di me (tutte le violenze sono avvenute in presenza di nostro figlio) . Il 5 agosto ho subito ancora violenze fisiche e psicologiche e sono stata minacciata, quella è stata l'ultima volta perché ho deciso di andarmene dalla casa dove abitavamo (messa in comodato d'uso gratuito da parte di mio padre) e me sono andata con mio figlio a casa di mia madre a 25 km di distanza per ricevere supporto e per sentirmi più tranquilla. Sono andata dai carabinieri e ho segnalato l'allontanamento di me e mio figlio le violenze e per minacce ricevute . Nel mentre ho ricevuto più richieste da parte della sorella del mio ex compagno della sua volontà di fargli vedere il bambino in quanto suo diritto come padre. Io non ho accettato in quanto ritengo che una persona violenta, in più occasioni, e sempre in presenza del minore, che fa uso di sostanza illecite e che non lavora onestamente, non sia affidabile e che possa avere atteggiamenti violenti anche con nostro figlio. Ho specificato alla sorella che se seguirà un percorso psicologico che possa aiutarlo a capire la gravità delle aggressioni commesse e che se troverà un lavoro onesto non avrò nessun problema a fargli vedere il bimbo. Nonostante questo ho ricevuto una lettera di un avvocato da parte loro, dove mi viene richiesto di far vedere il bimbo 2 gg a settimane e un fine settimana ogni 15 gg e dove viene segnalato che ci siamo lasciati per una perdita di sentimento verso di noi. Non so come comportarmi, e vorrei sapere se sono obbligata per legge a rispondere a questa lettera oppure no. Vorrei chiedere gentilmente anche se sono tenuta a rispondere alla sorella nonostante non sia il padre del bambino. Grazie, attendo risposta. Cordialmente, Cocchi A.

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

No, non sei legalmente obbligata a rispondere alla lettera dell'avvocato del tuo ex compagno — una lettera stragiudiziale non è un provvedimento del tribunale. Tuttavia, la questione delle visite al figlio va affrontata urgentemente davanti al giudice, non ignorata.

Quadro normativo

La situazione che descrivi coinvolge due ambiti distinti. Sul fronte penale, i comportamenti del tuo ex integrano il reato di maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.) e potenzialmente minacce gravi (art. 612 c.p.), aggravati dalla presenza del minore. Sul fronte civile, l'art. 337-ter c.c. garantisce al figlio il diritto alla bigenitorialità, ma l'art. 337-quater c.c. consente al giudice di disporre l'affidamento esclusivo quando la frequentazione con l'altro genitore è contraria all'interesse del minore. La Legge 69/2019 (Codice Rosso) prevede inoltre misure urgenti di protezione per le vittime di violenza domestica.

Come funziona in pratica

  • La lettera dell'avvocato è un atto stragiudiziale: non crea obblighi legali, non devi rispondere e non devi concedere le visite richieste senza un provvedimento del giudice
  • Non sei tenuta in alcun modo a rispondere alla sorella dell'ex: non è il padre, non ha legittimazione giuridica nella questione
  • Il tuo ex può ricorrere al Tribunale Ordinario (per genitori non sposati) per ottenere un regime di visita; il giudice valuterà l'interesse del minore tenendo conto delle violenze denunciate
  • La denuncia ai Carabinieri è un elemento fondamentale: assicurati che sia stata formalizzata come querela per maltrattamenti, non solo come segnalazione dell'allontanamento
  • Il giudice può disporre visite protette e vigilate presso strutture apposite, oppure sospenderle del tutto se sussiste pericolo per il minore

Cosa conviene fare

  • Rivolgiti subito a un avvocato specializzato in diritto di famiglia e violenza domestica: la situazione richiede assistenza legale immediata
  • Verifica lo stato della denuncia ai Carabinieri: se non hai già sporto querela formale per maltrattamenti (art. 572 c.p.), fallo al più presto con l'aiuto di un legale
  • Raccogli e conserva ogni prova: messaggi, foto di lesioni, testimonianze dei familiari a cui hai raccontato le violenze, eventuali referti medici
  • Valuta di richiedere un ordine di protezione (art. 342-bis c.c.) o misure cautelari in sede penale per allontanare l'ex dalla tua abitazione e da tuo figlio
  • Non concordare nulla in modo informale con la sorella o con l'avvocato avversario: ogni accordo sulle visite deve passare dal tribunale, che potrà valutare correttamente il rischio per il minore
  • A Brescia puoi rivolgerti ai centri antiviolenza locali (es. Casa delle Donne) che offrono supporto legale gratuito e possono affiancarti nel percorso

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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