Diritto Penale

Truffa prestito online con Poste Pay: vittima denunciata, come difendersi?

Utente_aci_4747 · 1 visualizzazioni

Ho subito una truffa da una persona che prometteva prestiti al tasso del 2%, dopo diverse comunicazioni e richiesta di denaro oltre all'invio in un posto fa lui indicato di una Poste Pay a me intestata che sarebbe servita a garanzia del prestito e sulla quale in seguito avrei dovuto inviare le mensilità di rimborso del prestito. Mi chiedeva altro denaro per avere il prestito. A giugno sono stato chiamato dai carabinieri della mia località per una segnalazione proveniente credo da Varese. Ho rilasciato una dichiarazione firmata spiegando il tutto . Il comandante mi sollecita a bloccare la carta, cosa che ho fatto immediatamente, ma non mi ha fatto fare denuncia per appropriazione impropria. Questa settimana mi è arrivata una convocazione da parte della polizia postale, ci sono andato e mi dicono che una signora [persona] una denuncia a mio nome e non a nome del truffatore in certo Mchel Laverny in quanto anche lei aveva chiesto un prestito e questo signore [persona] di fare ricariche sulla mia poste Pay Sono andato dai carabinieri e il comandante mi dice che devo fare immediatamente denuncia per appropriazione impropria. Cosa dovrei fare? NB: Ho tutte le e-mail e le comunicazioni con WhatsApp, oltre a documentazione che mi ha inviato e ai pagamenti che ho fatto.

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

Sei in una posizione delicata ma difendibile: sei al tempo stesso vittima di truffa e persona segnalata da un'altra vittima. Devi agire immediatamente presentando una denuncia-querela per truffa e fornire tutta la documentazione in tuo possesso per dimostrare la tua buona fede.

Quadro normativo

I reati rilevanti nel tuo caso sono principalmente due. Il primo è la truffa (art. 640 c.p.), che punisce chiunque, con artifizi e raggiri, induca qualcuno in errore procurandosi un ingiusto profitto. Il secondo è la truffa aggravata (art. 640 comma 2 c.p.), applicabile perché il fatto è stato commesso tramite internet, il che comporta pene più severe. Il fatto che la tua Poste Pay sia stata utilizzata come strumento per raccogliere denaro da altre vittime non ti rende automaticamente complice: occorre dimostrare che hai consegnato la carta in buona fede, convinto che servisse come garanzia per un prestito.

Come funziona in pratica

  • Il truffatore ha usato la tua carta come "schermo" per raccogliere denaro da altre vittime, scaricando su di te i sospetti
  • La signora che ha fatto denuncia ha agito correttamente segnalando il numero di carta, ma non poteva sapere che anche tu eri una vittima
  • La Polizia Postale sta ora ricostruendo la rete: il tuo obiettivo è uscire dalla posizione di indagato ed entrare in quella di persona offesa
  • Il comandante dei Carabinieri ha ragione: presentare denuncia ora è urgente e tutela la tua posizione
  • Tutti i messaggi WhatsApp, email e ricevute di pagamento che hai conservato sono prove fondamentali

Cosa conviene fare

  • Fai subito la denuncia-querela ai Carabinieri o alla Polizia Postale per truffa (art. 640 c.p.) contro il soggetto che si è spacciato per intermediario finanziario
  • Porta tutta la documentazione: email, chat WhatsApp, ricevute dei pagamenti, qualsiasi comunicazione con il truffatore
  • Spiega chiaramente che hai consegnato la carta Poste Pay in buona fede come "garanzia", senza sapere che sarebbe stata usata per truffare altre persone
  • Rivolgiti a un avvocato penalista il prima possibile: la tua posizione ha bisogno di essere gestita con attenzione sia come vittima che come eventuale indagato
  • Non ritardare: più aspetti, più la tua mancata denuncia può sembrare un'ammissione implicita di complicità
  • Chiedi all'avvocato se è opportuno depositare una memoria difensiva alla Polizia Postale allegando le prove prima ancora che vengano richieste

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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