Truffa telefonica bancaria (vishing): la banca deve rimborsare?
Utente_serramanna_5464 · 3 visualizzazioni
A mio figlio 3000euro dal conto Webank con la procedura della telefonata a nome della banca rilasciando il numero di token ,Accortosi subito tempo pochi minuti ha cercato di mettersi in contatto con la banca riuscendovi tempo trascorso 10 minuti circa bloccando il conto ma non il furto tramite bonifico istantanei Ora questo succedeva nel mese di Agosto 2019 Oggi le è arrivata la risposta purtroppo negativa in quanto questi dice la banca lui è stato negligente nel rilasciare i codici di sicurezza Chiedo gentilmente se è possibile agire per avere indietro ciò che è stato tolto grazie per la risposta PS ho tutta la documentazione sia della denuncia ai carabinieri sia i file delle transazioni bancarie Grazie ancora
Risposta diretta
Sì, è possibile agire per recuperare i 3.000 euro sottratti, nonostante la risposta negativa della banca. Il fatto che suo figlio abbia fornito i codici sotto inganno non equivale automaticamente a colpa grave, e la giurisprudenza — comprese numerose decisioni dell'Arbitro Bancario Finanziario — spesso dà torto alle banche in casi di vishing (truffa telefonica con impersonificazione della banca).
Quadro normativo
La norma di riferimento è il D.Lgs. 11/2010 (attuazione della Direttiva PSD, aggiornato dalla PSD2 con D.Lgs. 218/2017), in particolare gli artt. 11 e 12, che disciplinano le operazioni di pagamento non autorizzate. La legge stabilisce che la banca deve rimborsare le somme sottratte salvo provi la colpa grave del cliente. La Cassazione e l'ABF hanno più volte chiarito che cedere codici in risposta a una telefonata truffaldina sofisticata — che imita perfettamente la banca — non integra necessariamente colpa grave, soprattutto se la banca non ha adottato sistemi antifrode adeguati.
Come funziona in pratica
- La banca ha l'onere di dimostrare che il cliente ha agito con colpa grave, non il contrario
- Il fatto che suo figlio abbia bloccato il conto entro 10 minuti dimostra reazione tempestiva, elemento favorevole
- I bonifici istantanei non esonerano la banca dall'obbligo di implementare controlli antifrode (es. anomalie geografiche, importi insoliti)
- La denuncia ai Carabinieri e i file delle transazioni sono prove fondamentali
- Il primo strumento da utilizzare è il ricorso all'ABF (Arbitro Bancario Finanziario): gratuito per il cliente, vincolante per la banca se aderisce al sistema
- In alternativa o in aggiunta, è possibile agire in giudizio civile per ripetizione dell'indebito o risarcimento del danno
Cosa conviene fare
- Presentare ricorso all'ABF entro i termini: il costo è minimo (20 € di contributo), la procedura è online e i tempi sono ragionevoli (circa 6-12 mesi). L'ABF ha accolto molti casi simili di vishing
- Verificare i termini di prescrizione: l'azione si prescrive in genere in 10 anni per responsabilità contrattuale; il rifiuto scritto della banca interrompe i termini — conservare tutto
- Non accettare il diniego della banca come definitivo: la risposta negativa è solo la posizione interna dell'istituto, non una decisione vincolante
- Raccogliere tutta la documentazione: registrazioni della telefonata (se disponibili), estratti conto, denuncia, corrispondenza con la banca
- Consultare un avvocato specializzato in diritto bancario e informatico per valutare se procedere in parallelo o in sequenza con ABF e tribunale
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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