Vittima di truffa ed estorsione con assegni bloccati: come difendersi?
Utente_rocca_2020 · 3 visualizzazioni
Ho presentato a degli amici un tizio che si spacciava per un imprenditore in realtà un truffatore.Sia io che i miei amici gli abbiamo dato del denaro che ovviamente non ci ha restituito.Ci siamo fidati perché ci ha rilasciato ricevute scritte di suo pugno ( periziate da esperti ).Due dei miei presunti amici mi hanno incolpato dell'accaduto e mi hanno estorto con le minacce 2 assegni che io ho prontamente bloccato con una denuncia di estorsione,loro hanno preteso la messa all'incasso mandandomi protestata.Hanno chiesto ad un altro investitore un accordo ai miei danni cercando di farmi denunciare (questo era l'unico modo di recuperare i soldi) questo investitore si e' rifiutato e lo ha dichiarato ai carabinieri .Il mio avvocato mi sta terrorizzando dicendomi che e' un caso difficile ,premetto che il truffatore e' schedato ho un infinità di testimoni ,prove e quant'altro ...credo che non sia all'altezza ..
Risposta diretta
Sei una vittima su due fronti: della truffa del sedicente imprenditore (art. 640 c.p.) e dell'estorsione dei tuoi ex amici (art. 629 c.p.). Il quadro probatorio che descrivi è solido, e il blocco degli assegni con contestuale denuncia è stata la mossa corretta.
Quadro normativo
Sono rilevanti tre norme principali
- Art. 640 c.p. – Truffa: punisce chi, con artifizi o raggiri, induce altri in errore procurandosi un ingiusto profitto. Le ricevute autografe periziiate sono prova documentale del rapporto.
- Art. 629 c.p. – Estorsione: punisce chi, con violenza o minaccia, costringe altri a consegnare denaro o altri valori. I due assegni ottenuti sotto minaccia rientrano esattamente in questa fattispecie.
- Art. 1461 c.c. e normativa assegni: il blocco dell'assegno a seguito di denuncia per estorsione è legittimo e sostenibile in sede civile, poiché la consegna del titolo è viziata dalla coercizione.
Come funziona in pratica
- Il truffatore schedato è il soggetto principale: precedenti penali e ricevute autografe periziiate costruiscono un capo d'accusa forte per truffa aggravata
- La denuncia per estorsione già presentata ti protegge: il blocco degli assegni è causalmente giustificato dalla coercizione subita
- Il testimone chiave — l'altro investitore che ha rifiutato l'accordo ai tuoi danni e lo ha dichiarato ai Carabinieri — è una prova determinante, perché dimostra la trama estorsiva nei tuoi confronti
- Il protesto degli assegni può avere conseguenze civili, ma è opponibile con la prova dell'estorsione: il vizio della volontà (art. 1435 c.c.) annulla l'obbligazione
- La pluralità di testimoni rafforza ulteriormente entrambe le posizioni
Cosa conviene fare
- Valuta di cambiare avvocato: un penalista con esperienza specifica in reati contro il patrimonio (truffa, estorsione) è essenziale; la complessità del caso non giustifica il pessimismo se le prove sono quelle che descrivi
- Richiedi copia di tutti gli atti alla procura per verificare lo stato delle denunce già presentate
- Fai verbalizzare formalmente la dichiarazione dell'altro investitore ai Carabinieri, se non è già agli atti: è la tua prova più potente contro l'accusa di complicità nella truffa
- Contesta il protesto in sede civile allegando la denuncia per estorsione e la documentazione del blocco
- Non pagare nulla agli ex amici in via stragiudiziale: qualsiasi pagamento potrebbe essere interpretato come riconoscimento del debito
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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