Truffa online per acquisto cucciolo: come recuperare i soldi?
Utente_fiesole_9527 · 1 visualizzazioni
La persona in questione ha detto che aveva un cucciolo disponibile secondo le nostre richieste e che ce lo avrebbe consegnato prima di Natale a condizione però che versassimo un bonifico immediato di 150 presso in conto che ci ha fornito come acconto confirmatorio. Dopo pochi giorni è apparso chiaro che qualcosa non andava, la persona non ha mai dato prova di avere veramente questo cucciolo e fatto sta che non ce l'ha consegnato. ora dopo numerose sollecitazioni ancora non ha restituito i 150€. Purtroppo non abbiamo molti dati: alcuni messaggi scambiati via whatsApp e l'IBAN e l'intestatario del conto su cui abbiamo fatto il bonifico. Vorrei capire come mi conviene procedere per recuperare i 150€.
Risposta diretta
Si tratta di una classica truffa online (art. 640 del Codice Penale), perseguibile penalmente. Con i dati in vostro possesso — IBAN, intestatario del conto e messaggi WhatsApp — avete elementi sufficienti per sporgere querela e attivare le procedure di recupero.
Quadro normativo
Il reato contestabile è la truffa ex art. 640 c.p., che punisce chiunque, con artifici o raggiri, induca qualcuno in errore procurandosi un ingiusto profitto a danno altrui. La vendita di un cucciolo inesistente dietro pagamento anticipato rientra perfettamente in questa fattispecie. La querela va presentata entro 3 mesi dal momento in cui avete avuto certezza della truffa (termine perentorio). Per importi fino a €5.000, competente è il Giudice di Pace in sede civile, ma la via penale è quella più efficace per questo tipo di caso.
Come funziona in pratica
- Sporgi querela alla Polizia Postale (online su commissariatodips.it oppure presso qualsiasi ufficio): è l'autorità specializzata nelle truffe informatiche e può risalire all'identità del truffatore tramite l'IBAN, anche se intestato a un prestanome
- Allega tutti i documenti: screenshot dei messaggi WhatsApp (con data e numero del mittente visibili), ricevuta del bonifico con IBAN e intestatario del conto
- Segnala l'IBAN alla tua banca: chiedi formalmente di bloccare eventuali transazioni o di attivare una procedura di richiamo bonifico — se i fondi non sono stati ancora prelevati, c'è una (seppur remota) possibilità di recupero immediato
- Invia una diffida scritta al truffatore via raccomandata A/R o PEC (se disponi di un indirizzo), intimando la restituzione entro 10 giorni — ha valore probatorio in sede penale e civile
Cosa conviene fare
- Priorità assoluta: presentare querela alla Polizia Postale il prima possibile — non aspettare, il termine dei 3 mesi decorre e i fondi sul conto potrebbero sparire
- Non contattare oltre il truffatore via WhatsApp: ogni messaggio potrebbe essere usato contro di te o allertarlo
- Conserva tutto: non eliminare le chat, fai screenshot con data/ora visibili e salva la ricevuta del bonifico
- Per €150 una causa civile autonoma non è economicamente conveniente, ma la condanna penale può includere la restituzione del danno come risarcimento in sede penale
- Se il truffatore viene identificato, puoi costituirti parte civile nel processo penale senza costi aggiuntivi significativi
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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