Truffa da persona di fiducia: si possono recuperare i soldi?
Utente_pavia_3569 · 1 visualizzazioni
Premetto che con questa persona ero amica.. e le ho chiesto un favore di cercarmi sul sito “vinted” una borsa che sarebbe servita a una mia amica. La trova e mi dice che costava 1080€. Io contatto l’altra mia amica e le dico che l avevo trovata e mi faccio girare i soldi sulla postpay che io giro alla signora [persona]. Da li inizia il calvario. Scuse su scuse dando sempre la colpa al sito dicendo che aveva aperto contestazione per pacco non ricevuto e che le avevano bloccato i soldi. Ma Ovviamente non ci credo! E non ho più visto ne i soldi ne la borsa è mai arrivata a destinazione alla mia amica. Io ho dovuto rimborsare la mia amica con i miei soldi e da febbraio attendo il mio rimborso dalla sig.ra FERRANTE. È possibile ottenere indietro i miei soldi? Ho scritto 1230€ perché sarebbero 1080€ per la borsa e 150€ per un anello che ho venduto tramite lei, spedito e anche li mai ricevuto i soldi della vendita… spero possiate aiutarmi
Risposta diretta
Sì, hai concrete possibilità di recuperare i 1.230€: la condotta descritta configura il reato di truffa ai sensi dell'art. 640 del Codice Penale, e puoi agire sia in sede penale con una querela che in sede civile per ottenere la restituzione delle somme.
Quadro normativo
L'art. 640 c.p. punisce chiunque, con artifizi o raggiri, induca qualcuno in errore procurandosi un ingiusto profitto a danno altrui. Nel tuo caso gli elementi sono chiari: la persona ha ricevuto il denaro (1.080€ per la borsa + 150€ per l'anello), non ha mai consegnato i beni né restituito i soldi, e ha fornito pretesti falsi (la "contestazione sul sito") per giustificare il ritardo. Questo schema rientra tipicamente nella truffa aggravata (art. 640, comma 2, n.2 c.p.) perché commessa da una persona di fiducia. La pena può arrivare fino a 3 anni di reclusione. Parallelamente, il reato di appropriazione indebita (art. 646 c.p.) potrebbe applicarsi ai 150€ dell'anello venduto e mai versati.
Come funziona in pratica
- Raccolta delle prove: conserva tutti i messaggi (WhatsApp, SMS, email), le ricevute dei bonifici o ricariche PostPay, e qualsiasi comunicazione in cui la persona ha riconosciuto il debito o fornito scuse
- Querela: presentala entro 3 mesi dalla scoperta del fatto (o dall'ultima promessa disattesa) presso la Polizia Postale, i Carabinieri o la Procura della Repubblica di Pavia; per truffe online la Polizia Postale è la sede più indicata
- Contenuto della querela: descrivi la vicenda in modo cronologico, allega tutte le prove, indica l'importo esatto (1.230€) e le generalità della persona coinvolta
- Azione civile nel processo penale: puoi costituirti parte civile nel processo penale per ottenere il risarcimento direttamente in quella sede, senza dover avviare un separato giudizio civile
- Decreto ingiuntivo: in alternativa o in parallelo, puoi richiedere al Tribunale di Pavia un decreto ingiuntivo per il recupero della somma, uno strumento rapido ed economico se hai prove scritte del credito
Cosa conviene fare
- Non aspettare oltre: la querela per truffa ha un termine di 3 mesi; agisci subito per non perdere il diritto
- Invia una diffida scritta tramite raccomandata A/R o PEC all'indirizzo della persona, chiedendo la restituzione entro 15 giorni: può bastare a sbloccare la situazione e costituisce prova del tuo tentativo stragiudiziale
- Contatta un avvocato penalista a Pavia per la redazione della querela: molti studi offrono un primo consulto gratuito e la querela può essere presentata anche personalmente
- Conserva lo screenshot delle transazioni PostPay: sono la prova più solida del trasferimento di denaro
- Non confrontarti direttamente in modo aggressivo con la persona prima di aver formalizzato la querela: rischi di compromettere le prove
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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