Diritto Penale

Truffa sentimentale con falsa identità e 30.000 euro sottratti: posso denunciare?

Utente_fermo_7404 · 1 visualizzazioni

Categoria: Truffa Testo: Buona sera, ho un problema con un mio ex compagno di vita per circa 6 anni. lui e' macedone e sin dall' inizio mi ha mentito sulla sua persona spacciandosi come un figlio venduto dalla madre all' eta' di 5 anni a una famiglia benestante italiana. si e' presentato a me con un nome italiano e mi ha raggirata con mille bugie dicendomi che ha rinnegato la cittadinanza italiana ecc...e mi ha anche chiesto dei soldi che mi avrebbe restituito poiche' stava vendendo un terreno ereditato dal nonno adottivo (mai esistito) . Sono stati 6 anni di solo bugie e poi vengo a scoprire che in Macedonia aveva moglie e figli. Mi ha fatto passare mesi e mesi in psichiatria. Vorrei chiedere giustizia in merito e i soldi indietro (circa 30 mila euro). Mi sento vittima di una truffa, plagiata da lui che e' riuscito ad allontanarmi dalla mia famiglia per anni. Posso fare querela? Come si procede in questi casi? Informazioni supplementari: somma:Oltre 5000 € denuncia:No pagamento:Money transfer

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

Sì, puoi assolutamente sporgere querela (o denuncia) per i fatti che descrivi. Il comportamento del tuo ex compagno integra più reati penali, tra cui la truffa aggravata e la sostituzione di persona, e hai diritto a chiedere il risarcimento dei 30.000 euro in sede civile o costituendoti parte civile nel processo penale.

Quadro normativo

I reati applicabili al tuo caso sono molteplici

  • Art. 640 c.p. – Truffa: chi, con artifici o raggiri, induce qualcuno in errore procurandosi un ingiusto profitto. Il fatto che ti abbia convinta a consegnare denaro con la storia del terreno inesistente è il cuore della truffa. Trattandosi di una somma superiore a 5.000 euro con inganno prolungato, si configura la truffa aggravata (art. 640 comma 2), perseguibile d'ufficio — non serve neppure la querela formale.
  • Art. 494 c.p. – Sostituzione di persona: presentarsi con un nome e un'identità falsi per trarre in inganno costituisce reato autonomo.
  • Art. 556 c.p. – Bigamia: se era sposato in Macedonia e avesse contratto matrimonio anche in Italia, si aggiunge questo reato; anche senza matrimonio formale, la condotta aggrava il quadro.

Come funziona in pratica

  • Raccogli tutte le prove disponibili: ricevute dei money transfer, messaggi WhatsApp o SMS, email, foto, estratti conto, qualsiasi documento che attesti i pagamenti e le promesse ricevute
  • Vai dai Carabinieri o dalla Polizia di Stato e presenta una denuncia-querela dettagliata; descrivi la cronologia degli inganni e allega le prove documentali
  • Chiedi copia dell'atto di denuncia: ti servirà per seguire le indagini
  • Valuta di costituirti parte civile nel procedimento penale, così potrai ottenere il risarcimento direttamente nel processo senza avviare una causa civile separata
  • I pagamenti tramite money transfer sono tracciabili: la Procura può richiedere i dati ai gestori (Western Union, MoneyGram ecc.) per provare i trasferimenti

Cosa conviene fare

  • Rivolgiti subito a un avvocato penalista: dato l'importo elevato e la complessità transnazionale (lui è macedone), è fondamentale avere assistenza qualificata fin dalla fase di denuncia
  • Non contattare l'ex compagno prima della denuncia: qualsiasi comunicazione potrebbe essere usata per sostenere che i soldi erano un regalo o un prestito consensuale
  • Conserva i referti psichiatrici: documentano il danno subito e rafforzano la richiesta di risarcimento del danno non patrimoniale (danno morale e biologico)
  • Verifica la residenza attuale: se l'uomo si trova ancora in Italia, le probabilità di esecuzione della sentenza e di recupero delle somme sono maggiori; un avvocato può richiedere un sequestro conservativo dei suoi beni
  • Il termine per la querela è di 3 mesi dalla scoperta del fatto, ma per la truffa aggravata (perseguibile d'ufficio) non ci sono limiti legati alla querela — conta solo la prescrizione del reato (6 anni), quindi non aspettare

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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