Truffa da wedding planner: come costituirsi parte civile e recuperare i soldi?
Utente_solbiate_9235 · 0 visualizzazioni
Sono stato truffato da una wedding planner che aveva anche un'agenzia viaggi. Ho conosciuto "Arteeventi" tramite il web, sui maggior siti di matrimoni come matrimonio.com e zankyou, le recensioni erano tutte positive nessuna lamentela da parte dei clienti, e fissando il primo incontro con questa persona dopo qualche settimana abbiamo stipulato il contratto sia dell'evento del matrimonio che del viaggio di nozze, estate 2017, (abbiamo deciso di "spalmare il pagamento in rate ogni inizio mese" dove inizialmente andavo io di persona al suo negozio in centro a Varese a consegnare la rata, dopo qualche mese insisteva lei a riscuotere la rata direttamente nella mia abitazione) in Solbiate Olona. A dicembre mi chiede un anticipo di 3500€ sul viaggio dicendomi che ci sarebbero stati degli sconti, ( ho pensato che il viaggio prima o poi andava pagato, e poi avendomi fatto la ricevuta potevo stare tranquillo). Ogni volta che le consegnavo "in contanti" la rata di ogni mese, mi faceva la ricevuta. Nel gennaio del 2018 una coppia si lamentava di questa agenzia che non li avrebbe fatti partire in viaggio nonostante sia stato pagato il tutto, tramite post su facebook. Dalla lettura di quel post, preso dal panico, ho chiamato i fornitori che sarebbero dovuti venire al mio matrimonio, video, catering, fiorista, ed infine il viaggio (eden viaggi), e ho scoperto che nessun fornitore ha mai ricevuto un solo pagamento o un anticipo dell'evento, io ho versato 5500€ sull'evento e 6500€ di viaggio di nozze per un totale di €. Premetto che la truffatrice mi fece conoscere i fornitori, mi faceva vedere le foto in stato di avanzamento (purtroppo non erano foto del mio matrimonio). Mi recai nella sua agenzia in centro a Varese per chiedere spiegazioni e vedo che il negozio è vuoto, c'è solo un cartello con scritto affittasi. Da questo momento ho capito che dovevo inventarmi qualcosa per incastrarla. Subito mi recai in caserma dei carabinieri di Varese per fare denuncia, e scopro che questa persona aveva denunce da oltre 10 anni, e continuava regolarmente ad esercitare. ci furono decine di persone, tra futuri sposi e fornitori, che fecero la mia stessa denuncia, e li' con l'aiuto dei carabinieri organizzammo di incastrarla in flagrante. Marzo 2018, lei viene a casa mia per riscuotere la rata del mese di Marzo, una volta consegnata lei mi fa la ricevuta e ci salutiamo. Fuori casa le aspettano due auto dei carabinieri che la portano in caserma. Su disposizione del Gip del Tribunale di Busto Arsizio, si trova agli arresti domiciliari, con l’obbligo di presentarsi alla Polizia giudiziaria per tre volte la settimana.Peccato che duri una sola settimana, lei continua a postare post su facebook di cene o eventi costosi, cosa che sinceramente di urta tantissimo. Sono stato addirittura intervistato da Rai 1 (la vita in diretta). Il matrimonio e il viaggio sono andati a meraviglia per fortuna, ( anche se ho speso il doppio e ho dovuto togliere alcune cose per mancanza denaro). Mi è arrivato una comunicazione da parte del tribunale che il 22 Ottobre c'è l'udienza. Attualmente non ho un avvocato che mi segua, vi contatto perchè sono alquanto arrabbiato e demoralizzato per come penso che andrà questa storia, ma starmene con le mani in mano non posso farlo. Spero qualcuno riesca ad aiutarmi anche perchè ho dovuto chiedere un prestito in banca per la somma che mi è stata rubata, e pagare una sostanziosa rata per qualche anno non mi va giù. Allego anche i link dei vari articoli usciti su Varese News. quest'ultimo è assolutamente falso.
Risposta diretta
Hai subito un danno economico grave da un reato di truffa aggravata. Prima dell'udienza del 22 ottobre devi assolutamente costituirti PARTE CIVILE nel procedimento penale: è il modo per ottenere il risarcimento dei soldi persi direttamente in sede penale, senza aprire un secondo processo civile.Quadro normativo
Il reato contestato è la TRUFFA AGGRAVATA ai sensi dell'art. 640, comma 2, del Codice Penale. L'aggravante scatta in presenza di più persone offese (nel tuo caso decine di vittime) e dell'abuso di prestazione professionale. Se l'imputata ha continuato a commettere il reato dopo le prime denunce, si configura anche il REATO CONTINUATO (art. 81 c.p.), che aumenta la pena. La COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE è disciplinata dagli artt. 74-89 del Codice di Procedura Penale: ti permette di chiedere al giudice penale la condanna dell'imputata anche al risarcimento del danno patrimoniale subito.Come funziona in pratica
Cosa conviene fare
a. Contatta subito un avvocato penalista, PRIMA DEL 22 OTTOBRE — non hai tempo da perdere. Il TERMINE per la costituzione di parte civile è perentorio. b. Raduna tutte le prove: le ricevute cartacee che la truffatrice ti rilasciava sono fondamentali perché dimostrano i pagamenti avvenuti. c. Chiedi al tuo avvocato di verificare se è possibile richiedere un SEQUESTRO CONSERVATIVO sui beni dell'imputata, per garantire il futuro recupero del credito in caso di condanna. d. Tieni traccia del prestito bancario: anche gli interessi pagati alla banca rientrano nel danno risarcibile. e. Non scoraggiarti per gli arresti domiciliari durati solo una settimana: ciò che conta ai fini del risarcimento è la sentenza di condanna, non la misura cautelare.Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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