Truffa con falso contratto di abbonamento: il rivenditore può pretendere rimborsi?
Utente_palaia_6480 · 1 visualizzazioni
Io sto subendo un raggiro da parte di un rivenditore di card prepagate come: DorcelTv, Redlight HD, PrivateTV ,SCT, Spice TV, card per film per adulti, e tutte le altre in commercio che essendo pagate anticipatamente non richiedono nessun abbonamento e nessuna restituzione. Un disonesto commerciante dal quale ho acquistato una card/prepagata SCT NELL’OTTOBRE DEL 2.000, BEN 22 ANNI FA, E PAGATA CON CARTA DI CREDITO CON 350.000 LIRE, circa 180,00 Euro attuali, a distanza di 22 anni mi richiede, adducendo un nullo ed illegale contratto di abbonamento, A LUI INTESTATO, 1.780.00 Euro a fronte del rinnovo del falso abbonamento annuale dell’importo di 180.36 Euro che ha illegalmente rinnovato per sette anni dal 2001 al 2007. Raggiro con fasullo contratto per ottenere soldi non giustificati e senza nessuna spesa. Essendo lui un rivenditore e non un emittente, ha commesso anche una truffa nei confronti di chi realmente trasmette i programmi e ne sostiene i costi, cercando di riscuotere i soldi a lui comunque non dovuti. Tutte le card prepagate come quelle citate NON NECESSITANO DI NESSUN ABBONAMENTO, NÉ RESTITUZIONE NÉ DI ALTRI IMPEGNI VENENDO PAGATE ANTIPATAMENTE PER TUTTO IL PERIODO DELLA VISIONE, SEI MESI O DODIDICI, ED ALLA SCADENZA SI BLOCCANO NON PERMETTENDONO DI VEDERE NESSUN PROGRAMMA E SI POSSONO BUTTARE. INOLTRE DA PRECISARE CHEUN VERO CONTRATTO DI ABBONAMENTO DEVE ESSERE INTESTATO SOLO A CHI EMETTE E SOSTIENE I COSTI DI TRASMISSIONE DEI PROGRAMMI COME PER ESEMPO FANNO SKY E MEDIASET. IN QUESTI CASI VIENE FATTO UN ABBONAMENTO MENSILE DA POCHI EURO DA 19,00 a 39,00. E CHE HA VALIDITA’ ANNUALE O PIU’ E CHE SI RINNOVA SE NON VIENE DISDETTO NEI TERMINI PREVISTI. Io vi richiedo un vostro parere legale se si può ritenere nullo il fasullo contratto di abbonamento intestato al rivenditore e quindi annullarlo e di conseguenza fare cadere tutta la truffa che è basata solo su questo furbo e disonesto espediente. Vi richiedo un vostro sincero parere e se positivo che spesa servirà per ottenere legalmente questo risultato. Il rivenditore propone inoltre una conciliazione bonaria, visto che i soldi sono facili e senza spese, con circa 800,00 Euro: cosa fare? Vi ringrazio per la Vostra cortese e veloce risposta mentre cordialmente Vi saluto, P.S: questa Truffa sta interessando centinaia di utenti in tutta Italia e grazie ad Avvocati non competenti in materia e ad una Giustizia bendata per non dire ceca il malfattore sta mietendo e raccogliendo miglia e miglia di Euro da una vasta prateria di 100.000 ex clienti che stanno subendo od hanno subito il mio stesso imbroglio e trattamento.
Risposta diretta
Il contratto di abbonamento descritto è quasi certamente nullo o inesistente come titolo giuridico valido per pretendere somme da te. Non pagare né i €1.780 richiesti, né i €800 della conciliazione bonaria.
Quadro normativo
Sono diverse le norme rilevanti in questa situazione. Sul piano civile, l'art. 1418 c.c. prevede la nullità del contratto per mancanza di causa o per illiceità dell'oggetto: un rivenditore non può intestarsi un abbonamento per conto tuo senza il tuo consenso. Inoltre, ai sensi dell'art. 2946 c.c., il termine ordinario di prescrizione è di 10 anni: qualsiasi pretesa basata su rinnovi avvenuti tra il 2001 e il 2007 è dunque già prescritta da tempo. Sul piano penale, il comportamento descritto potrebbe integrare il reato di truffa ex art. 640 c.p. (raggiro per conseguire un ingiusto profitto) e, se il contratto è stato falsificato, anche falsità in atti privati ex art. 485 c.p.
Come funziona in pratica
- Il pagamento di una card prepagata esaurisce il rapporto contrattuale al momento dell'acquisto: non nasce alcun obbligo di rinnovo né abbonamento successivo
- Un contratto di abbonamento intestato al rivenditore e non a te non ti vincola in alcun modo: manca il tuo consenso, elemento essenziale ai sensi dell'art. 1325 c.c.
- I presunti rinnovi dal 2001 al 2007 sono prescritti civilmente da almeno 10 anni: nessun giudice civile potrebbe condannarti al pagamento
- La richiesta di €1.780 basata su quel titolo è priva di fondamento legale e potrebbe costituire tentativo di truffa se accompagnata da documentazione falsa o artifizi per farti pagare
- La proposta di conciliazione a €800 è un tentativo di ottenere comunque un guadagno ingiustificato: accettarla significherebbe riconoscere implicitamente un debito inesistente
Cosa conviene fare
- Non pagare nulla, né l'importo richiesto né la conciliazione: non hai alcun obbligo
- Raccogli tutta la documentazione: la ricevuta d'acquisto originale del 2000, le comunicazioni ricevute, il presunto contratto mostrato dal rivenditore
- Diffidale formalmente tramite lettera raccomandata A/R o PEC, contestando la nullità del contratto e la prescrizione di qualsiasi pretesa
- Valuta una querela per truffa presso la Polizia Postale o i Carabinieri: se il fenomeno riguarda centinaia di persone, una denuncia collettiva è ancora più efficace
- Consulta un avvocato penalista per la querela: il costo di un atto del genere è generalmente contenuto (dalle €150 alle €400), molto meno dei €800 richiesti in conciliazione
- Se hai già ricevuto un atto di precetto o un decreto ingiuntivo, i termini per opporsi sono brevi (40 giorni): in quel caso agisci immediatamente con un legale
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
Hai un'altra domanda?
Hai bisogno di un avvocato?
Invia il tuo caso — ti assegniamo un avvocato specializzato nella tua zona.