Stalking da ex: come denunciare e tutelarsi?
Utente_napoli_1936 · 343 visualizzazioni
Dopo due anni di relazione con una donna residente in Slovacchia ho deciso di terminare. Lei non accettando la situazione ha fatto ricerche ed è arrivata a sapere dove vivo ed il nome di mia moglie. Allora ho deciso di bloccarla su tutti i social ed il telefono eliminando ogni prova delle nostre conversazioni. Ad ogni modo poco dopo ho ugualmente confessato l'adulterio a mia moglie. Martedì 2 febbraio la mia ex marito contatta con un nuovo numero su wathsapp dicendo che era a Napoli e voleva vedermi. Io non le do peso e la riblocco cancellando la conversazione. Purtroppo il venerdì 5 febbraio lei si presenta a casa mia e consegna a mia moglie fogli dove aveva stampato la nostra intera conversazione wathsapp di cui ne ho una parte cartacea. Lunedì 8 febbraio mi arriva un suo messaggio di addio sempre da un nuovo numero che ho poi bloccato. Ma poi ieri mi è arrivato un altro whatsapp carico di insulti sempre da un nuovo numero ed ho scoperto che ha anche creato un profilo facebook con il nome di entrambi nel quale c'è una foto che ci vede insieme. Non so come procedere.
Risposta diretta
I comportamenti descritti integrano il reato di atti persecutori (comunemente chiamato stalking), punito dall'art. 612-bis del Codice Penale. Puoi e devi sporgere denuncia immediatamente, raccogliendo tutte le prove disponibili.
Quadro normativo
L'art. 612-bis c.p. punisce chiunque, con condotte reiterate, minacci o molesti qualcuno in modo da cagionare un perdurante stato di ansia o paura, o da costringere la vittima ad alterare le proprie abitudini di vita. La pena va da 1 a 6 anni e sei mesi di reclusione. Nel tuo caso ricorrono elementi aggravanti: la donna è straniera (elemento rilevante per la competenza) e le condotte coinvolgono anche il tuo nucleo familiare.
Oltre allo stalking, il profilo Facebook creato con foto e nome di entrambi senza consenso configura una violazione dell'art. 167 del Codice Privacy (trattamento illecito di dati personali) e potenzialmente la diffamazione (art. 595 c.p.) se il profilo è visibile a terzi.
Come funziona in pratica
- Raccogliere le prove prima di bloccare: fai screenshot certificati (con data e ora visibili) di tutti i messaggi WhatsApp ricevuti dai nuovi numeri, del profilo Facebook e di ogni altra comunicazione
- Conservare la documentazione cartacea: i fogli consegnati a tua moglie costituiscono prova materiale — non buttarli
- Annotare date e orari precisi di ogni contatto: martedì 2, venerdì 5 (presentazione a casa), lunedì 8 (messaggio di addio), e il messaggio insultante più recente
- Segnalare e conservare il profilo Facebook tramite la funzione di segnalazione della piattaforma, ma prima salva screenshot
- Sporgere querela presso la Questura o i Carabinieri di Napoli: la querela per stalking ha un termine di 6 mesi dall'ultima condotta, ma è consigliabile agire subito
Cosa conviene fare
- Presentati oggi stesso alla Questura di Napoli o ai Carabinieri e sporgi querela formale — riferisci tutti gli episodi in ordine cronologico
- Chiedi un ammonimento del Questore: è una misura preventiva immediata (art. 8 L. 38/2009) che può essere adottata anche prima che scatti un processo penale
- Segnala il profilo Facebook a Meta attraverso i canali ufficiali citando la violazione della privacy
- Conserva tutto: non cancellare più nulla — ogni messaggio bloccato senza screenshot è una prova persa
- Rivolgiti a un avvocato penalista: data la complessità (soggetto straniero, coinvolgimento del nucleo familiare, più condotte cumulate), un legale può presentare richiesta di misure cautelari urgenti e coordinare la strategia difensiva
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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💬 Utente_Napoli_4665
Convivenza non dichiarata ma con figlio.. Ci siamo lasciati... lui ancora oggi si interessa della mia vita privata...può farlo?
Risposta diretta
I comportamenti descritti — contatti ripetuti da numeri nuovi dopo il blocco, presentarsi fisicamente a casa, messaggi insultanti e creazione di un profilo Facebook con foto — possono configurare il reato di atti persecutori (stalking) previsto dall'art. 612-bis c.p. Può sporgere querela immediatamente.
Quadro normativo
L'art. 612-bis del Codice Penale punisce chiunque, con condotte reiterate, molesti o minacci taluno in modo da causare un grave e perdurante stato di ansia, timore per la propria incolumità o alterazione delle abitudini di vita. La pena va da 1 a 6 anni e 6 mesi di reclusione. Poiché il fatto è commesso da persona con cui si è avuta una relazione affettiva, il reato è procedibile d'ufficio, il che significa che la polizia può agire anche senza querela formale. In ogni caso, la querela va presentata entro 6 mesi dall'ultimo episodio.
Come funziona in pratica
- Raccogliere tutte le prove: fare screenshot immediati di ogni messaggio WhatsApp, del profilo Facebook creato con le foto, e conservare la copia cartacea delle conversazioni già in suo possesso
- Sporgere querela: recarsi alla Questura di Napoli o al Commissariato di zona e presentare denuncia-querela per atti persecutori, descrivendo ogni episodio in ordine cronologico (date, numeri usati, contenuti)
- Richiedere l'ammonimento del Questore: misura preventiva che può essere chiesta anche prima o parallelamente alla querela — il Questore convoca la persona e la ammonisce formalmente; se persiste, la pena è automaticamente aggravata
- Misure cautelari: dopo la querela, il PM può chiedere al GIP il divieto di avvicinamento (art. 282-ter c.p.p.) o altre restrizioni
- Profilo Facebook falso: segnalarlo immediatamente come profilo non autentico a Meta, conservando gli screenshot prima della rimozione
Cosa conviene fare
- Non cancellare più nessuna prova — ogni messaggio è elemento utile alla denuncia
- Non rispondere mai, nemmeno per intimarle di fermarsi: ogni risposta interrompe la catena delle prove
- Recarsi al più presto in Questura a Napoli: ogni nuovo episodio rafforza la posizione accusatoria
- Valutare con un avvocato penalista anche un'azione per diffamazione legata al profilo Facebook e all'invio dei messaggi insultanti
- Informare la moglie che la documentazione consegnata può essere usata a suo favore come prova del comportamento persecutorio
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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