Condanna per spaccio e arresto eseguito: si possono ancora ottenere gli arresti domiciliari?
Utente_torino_8906 · 1 visualizzazioni
Il cognato della Cliente (marito di sua sorella) è stato condannato dal Tribunale di Torino a 2 anni e 4 mesi di reclusione per spaccio. A seguito dell'emissione della sentenza il suo legale ha depositato richiesta di concessione degli arresti domiciliari, posto che sua moglie lavora come badante di notte ed i 2 hanno una bambina di 3 anni. Pertanto in data 29.9 è stata celebrata un'udienza e l'1 u.s. è stato notificato ordine di esecuzione dell'arresto. Pertanto l'uomo in data odierna è stato prelevato da 10 agenti della Polizia, che lo hanno malmenato alla presenza della figlia minore. Posto che la Cliente intende revocare l'incarico al loro attuale difensore, a questa occorre un Legale su Torino che assista suo cognato nella menzionata vicenda. COD (R)
Risposta diretta
Anche dopo l'esecuzione dell'ordine di carcerazione, il condannato può presentare istanza al Tribunale di Sorveglianza per ottenere una misura alternativa alla detenzione, come gli arresti domiciliari. Con una pena di 2 anni e 4 mesi, è fondamentale agire subito con un nuovo difensore di fiducia.
Quadro normativo
La disciplina applicabile è complessa e coinvolge più norme
- Art. 656 c.p.p. — regola l'esecuzione delle pene detentive: per condanne sotto i 4 anni, il Pubblico Ministero sospende l'ordine per 30 giorni per consentire la richiesta di misure alternative. Tuttavia, per i reati di spaccio di droghe pesanti (art. 73 comma 1 DPR 309/90 — cocaina, eroina), questa sospensione automatica è esclusa dall'art. 656 comma 9 c.p.p.
- Artt. 47 e 47-ter Ord. Pen. — disciplinano rispettivamente l'affidamento in prova ai servizi sociali e la detenzione domiciliare, richiedibili al Tribunale di Sorveglianza anche durante la detenzione.
- Art. 582 c.p. e art. 323-bis c.p. — possono rilevare in relazione al comportamento violento degli agenti durante l'arresto.
Come funziona in pratica
- Il nuovo difensore deve essere nominato con urgenza, depositando nomina presso il carcere dove si trova il detenuto
- Andrà verificato se la richiesta di arresti domiciliari già presentata è ancora pendente o è stata rigettata, e in quale fase procedurale ci si trova
- Se la pena riguarda droghe leggere (art. 73 comma 5 — fatto di lieve entità), la sospensione automatica avrebbe dovuto applicarsi: si può valutare un ricorso per nullità dell'esecuzione
- In ogni caso, il difensore può presentare immediatamente istanza al Tribunale di Sorveglianza di Torino per la detenzione domiciliare (art. 47-ter), valorizzando la presenza della figlia minore di 3 anni e le condizioni familiari
- Parallelamente, i fatti relativi al maltrattamento durante l'arresto (davanti alla minore) devono essere documentati: referto medico, foto, dichiarazioni di testimoni, per poi depositare un esposto-denuncia presso la Procura della Repubblica di Torino
Cosa conviene fare
- Nominare subito un penalista di Torino esperto in diritto penitenziario e in materia di stupefacenti
- Richiedere copia di tutti gli atti al precedente difensore (sentenza, verbali di udienza, istanze depositate)
- Far visionare al nuovo legale la sentenza per verificare il capo d'imputazione esatto (comma 1 o comma 5 art. 73) e le motivazioni dell'esecuzione
- Depositare istanza urgente al Tribunale di Sorveglianza allegando documentazione sulla situazione familiare (stato di famiglia, contratto di lavoro della moglie, certificato di nascita della figlia)
- Documentare con referto del pronto soccorso e foto le lesioni riportate durante l'arresto, prima che le prove si disperdano
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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