Accusato di spaccio ma tossicodipendente: come contestare l'accusa?
Utente_opera_9018 · 1 visualizzazioni
Ho bisogno di un avvocato penalista. mi chiamo [utente] Opera ho 36 anni e da quando ho 20 anni ho incontrato la depressione. Da lìin poi la vità diventa un inferno e questo è andato peggiorando ia via sino ad ora. Ho da subito seguito terapie frmacologiche e piscoterapeutiche prendendo ogni tiipo di farmaco possibile e d immaginabile. Ma ahimè alla fin si decreta che sono un depresso maggiore unipolare cronico grave farmacoresistente. A 31 anni piuttosto che suicidirami mia vvicno pr la rima volta al momdo della droga e provo a prendere cocaina. Dopo anni di tormento, senza gioire particolarmnte, trovo una sostnza che i toglie per lo meno l'angoscia di vivere. Ed ho iniziato ad utilizzarla giornalmnte (a parte svariati mesi di detox) fino a che l'latra sera andnando a prendere 1,5 g emezzo mi ha poi beccatto ed inseguito la polizia, fermndomi, e contestndomi il possesso, la rsistenza, e diìopo aver peruisito la macchina avendo trovato altre due bag (che io assoutamente sapevo di ave, se o non sarei mai uscito a rischiare e comprare) di 1 e 1 1,5 dadomi così anche dello spaccio. Per un malato mentale, per un depresso grave, solo ciò che ho subito, senza farmaci, in questura è stata una esperienza suicidaria. La mia condizione mentale non mi permette di poter socntare l amia pena in carcere. Vi prego di trovare ualcuno ch epossa aiutarmi, eliminare questa folia dello spaccio (un depresso fa fatica a prendere la dose nn h la forza minima per poter spacciare). Se non he data la miaindigenza non ho potut curarmi e seguire le terpie che pensavo a me più utili ma ho dovuto sempre piegarmi a edici dottori terapie impostemi per necessità (economico-materiale) dai miei genitori. Che nella manira pià paternalita ed illiberale possibile hanno da subito deciso che la mia parola e la mia auodertimnazuone sanitaria fossero negate, portando agli ifausti esiti di cui sopra. Spero che uno tra voi possa vermente render giustizia ad uno che non merita tutta questa cattiveria. Cordialmente, tommaso biagi
Risposta diretta
La distinzione tra detenzione per uso personale e spaccio è il cuore della sua difesa. La quantità trovata (circa 4g di cocaina in totale) e l'assenza di altri indizi tipici dello spaccio possono essere argomenti concreti per contestare l'accusa più grave. La sua condizione psichiatrica documentata apre inoltre percorsi alternativi al carcere previsti dalla legge.
Quadro normativo
La materia è regolata dal DPR 309/1990 (Testo Unico sugli Stupefacenti)
- Art. 73 punisce la detenzione finalizzata allo spaccio
- Art. 75 prevede solo sanzioni amministrative (non penali) per la detenzione destinata a uso esclusivamente personale
- Il discrimine si basa sulla dose media giornaliera e su indizi oggettivi (denaro, bilancini, messaggi, modalità di confezionamento)
- Artt. 88-89 c.p. prevedono la non imputabilità o la seminfermità mentale in presenza di vizio totale o parziale di mente
- Art. 94 DPR 309/1990 consente ai tossicodipendenti di accedere all'affidamento terapeutico in comunità come alternativa alla pena detentiva
- Il patrocinio a spese dello Stato (DPR 115/2002) garantisce un difensore gratuito a chi è in stato di indigenza
Come funziona in pratica
- La polizia ha contestato lo spaccio sulla base della quantità suddivisa in più dosi, ma questo non è sufficiente: il giudice valuterà l'insieme degli indizi
- A favore dell'uso personale: nessuna somma di denaro contante, nessun bilancino, nessun messaggio di cessione, la sua condizione di tossicodipendente documentata clinicamente
- La perizia psichiatrica richiesta dalla difesa può attestare il vizio (totale o parziale) di mente al momento del fatto, incidendo sulla punibilità
- La documentazione medica (diagnosi di depressione maggiore cronica grave farmacoresistente, cartelle cliniche, terapie) è una prova fondamentale
- La resistenza contestata è un reato separato (art. 337 c.p.) che va gestito anch'esso con il difensore
Cosa conviene fare
- Nominare immediatamente un avvocato penalista specializzato in diritto delle tossicodipendenze: è il passo più urgente prima di qualsiasi interrogatorio o udienza
- Raccogliere tutta la documentazione medica: diagnosi, cartelle psichiatriche, ricoveri, farmaci, referti — più è completa, più è solida la difesa
- Richiedere il patrocinio a spese dello Stato presso il Tribunale di competenza se il reddito è sotto soglia (circa 11.746 € annui): ha diritto a un difensore pagato dallo Stato
- Chiedere al difensore di valutare fin da subito l'istanza di affidamento terapeutico in comunità ex art. 94: evita il carcere e riconosce la natura di malattia della dipendenza
- Non rilasciare dichiarazioni agli inquirenti senza la presenza dell'avvocato: il diritto al silenzio è sempre esercitabile
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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