Diritto Penale

Risarcimento INPS: quando è dovuto?

Utente_roma_3757 · 128 visualizzazioni

Sono pensionato dal 18 novembre 2017, un impiegato dell'I.M.P.S oltre a fornirmi delle cattive informazioni sul mio assegno pensionistico mensile omettendo delle normative legali,che di recente sono venuto a conoscenza tramite il patronato INCA mi ha persuaso a firmare il rifiuto alla ricongiunzione di un anno di contribuzione che in precedenza avevo fatto richiesta nel 2014 dicendomi che era irrilevante la somma che avrei acquisito in più sul mio assegno mensile circa 50 euro rispetto alla cifra che avrei dovuto pagare circa 6.000 euro per ricongiungere il periodo contributivo in questione il patronato INCA preso in visione il mio periodo lavorativo che partiva dal 30/04/79 fino al 17/11/2017 circa 38 anni con l'aggiunta dell'anno di militare più l'anno da ricongiungere sarei arrivato a 40 anni mi informava che il mio assegno mensile sarebbe stato superiore circa di 250 euro rispetto alla somma che attualmente percepisco 1.565, euro poichè il calcolo sarebbe stato fatto con il sistema retributivo fino al 2011 e poi i restanti anni con il sistema contributivo, sinceramente dopo essere venuto a conoscenza di ciò mi sento che sono stato ingannato da quell' impiegato dell'I.M.P.S. che mi ha fatto firmare quel documento di rinuncia alla ricongiunzione dandomi oltretutto delle informazioni errate omettendo oltretutto delle note legali importanti,Ora per questa mia situazione si può risolverla in modo lgale per recuperare la cifra che ho perso a causa di quell'impiegato dell 'I.M.P.S.

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Risposta diretta

Sì, la situazione che descrivi può avere un rimedio legale: è possibile sia chiedere l'annullamento della rinuncia firmata per errore essenziale o dolo, sia agire per il risarcimento del danno causato dall'informazione scorretta fornita dall'impiegato INPS. Tuttavia, i tempi e le modalità di azione sono cruciali.

Quadro normativo

La tutela si fonda su più disposizioni

  • Art. 1427 e 1429 c.c. — L'atto giuridico (la rinuncia firmata) può essere annullato se viziato da errore essenziale, cioè un errore determinante per la decisione e riconoscibile dall'altra parte
  • Art. 1439 c.c. — Se l'impiegato ha deliberatamente omesso informazioni rilevanti per indurre la firma, si configura il dolo contrattuale (inganno), causa autonoma di annullamento
  • Art. 2043 c.c. — Chiunque cagioni un danno ingiusto con fatto doloso o colposo è tenuto al risarcimento; vale anche per la Pubblica Amministrazione tramite i propri dipendenti
  • D.Lgs. 165/2001, art. 28 — La responsabilità civile dell'impiegato pubblico per danni causati nell'esercizio delle sue funzioni si estende all'ente di appartenenza (INPS)

Come funziona in pratica

  • Devi raccogliere tutta la documentazione: la domanda di ricongiunzione del 2014, il documento di rinuncia firmato, e una simulazione ufficiale del patronato INCA che attesti la differenza pensionistica (circa 250 €/mese)
  • Occorre verificare se esistono verbali o comunicazioni scritte dell'impiegato INPS con le informazioni errate fornite
  • Si può presentare ricorso amministrativo all'INPS entro 90 giorni dalla data in cui si è avuta conoscenza del danno, chiedendo il riesame della posizione contributiva
  • In parallelo o successivamente, è possibile agire in giudizio davanti al Tribunale ordinario (sezione lavoro/previdenza) per annullare la rinuncia e/o ottenere il risarcimento
  • La prescrizione per l'azione di risarcimento è di 5 anni dal momento in cui si è conosciuto il danno (dies a quo); è fondamentale agire senza ulteriore ritardo

Cosa conviene fare

  • Rivolgiti subito a un avvocato specializzato in diritto previdenziale: la valutazione della prescrizione è urgente, dato che sei in pensione dal 2017
  • Chiedi al patronato INCA una perizia scritta e firmata con il calcolo della pensione corretta a 40 anni di contributi
  • Richiedi all'INPS la copia integrale del fascicolo con le comunicazioni del 2014-2017 tramite accesso agli atti (L. 241/1990)
  • Valuta con l'avvocato se presentare prima il ricorso amministrativo interno all'INPS (gratuito, sospende i termini) o procedere direttamente in giudizio
  • Considera che il danno è quantificabile concretamente: circa 250 €/mese × gli anni già trascorsi, più la proiezione futura — una somma che giustifica l'azione legale

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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DOMANDE DI FOLLOW-UP

💬 Utente_Roma_1135

Sono in attesa del clcolo della pensione ho 20 anni nei coltivatori diretti 5 anni nei braccianti avricoli e 10 anni nella scuola primaria avevo fatto domanda di ricongiunzione e mi hanno fatto il calcolo di ricongiunzione dei 5 anni dei brac ianti, il mio caf a respinto la domanda di ricongiunzionenonso se ha fatto bene e quanto andrò a prendete di pensione senza la ricongiunzioe e quanto sarebbe stata con la ricongiunzione

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash

Risposta diretta

Sì, la situazione che descrivi può essere affrontata legalmente: se un funzionario INPS ti ha indotto a firmare una rinuncia alla ricongiunzione fornendoti informazioni errate o incomplete, esistono strumenti concreti per impugnare quell'atto e ottenere un risarcimento.

Quadro normativo

La ricongiunzione dei contributi è disciplinata dalla Legge n. 29/1979, che permette di unificare periodi contributivi versati in gestioni previdenziali diverse (es. coltivatori diretti, braccianti agricoli, dipendenti pubblici). Il diritto a una corretta informazione da parte dei funzionari INPS discende dal D.Lgs. n. 165/2001 e dai principi generali di buona fede della Pubblica Amministrazione. La responsabilità dell'ente per danni causati da comportamenti dei propri dipendenti è disciplinata dall'art. 28 della Costituzione e dall'art. 2043 del Codice Civile. Inoltre, il vizio del consenso (errore o dolo) che ha portato alla firma della rinuncia può essere fatto valere ai sensi degli artt. 1427-1440 c.c.

Come funziona in pratica

  • Impugnazione della rinuncia: se firmata in seguito a informazioni false o omissioni rilevanti da parte del funzionario, l'atto può essere annullato per dolo (inganno) o errore essenziale sul contenuto dell'atto
  • Ricorso amministrativo a INPS: va presentato al Comitato Provinciale INPS entro 90 giorni dalla conoscenza del danno, chiedendo la revisione del trattamento pensionistico
  • Ricorso giudiziario: in caso di rigetto, si può adire il Tribunale del Lavoro (sezione previdenziale), competente per le controversie previdenziali
  • Risarcimento danni: può essere chiesto in aggiunta o in alternativa, dimostrando il nesso causale tra il comportamento del funzionario e la perdita economica subita (stima: circa €250/mese × anni trascorsi)
  • Prescrizione: i diritti previdenziali si prescrivono in 5 anni (art. 3 L. 335/1995), ma il termine decorre da quando hai avuto effettiva conoscenza del danno, potenzialmente di recente

Cosa conviene fare

  • Raccogli tutta la documentazione: domanda di ricongiunzione del 2014, il documento di rinuncia firmato, i cedolini pensionistici, eventuali comunicazioni INPS scritte
  • Richiedi il fascicolo previdenziale completo all'INPS (estratto conto contributivo) per avere il quadro preciso dei contributi versati
  • Fatti assistere dal patronato INCA già coinvolto, che può supportarti gratuitamente nella fase di ricorso amministrativo
  • Consulta un avvocato specializzato in diritto previdenziale: la fase giudiziaria richiede assistenza legale qualificata per quantificare il danno e impostare la strategia corretta
  • Non aspettare: i termini di prescrizione decorrono e, più passa il tempo, più è difficile provare il collegamento tra il comportamento del funzionario e il danno

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